Investimento da 6 miliardi
Cos’è Project Prometheus, la startup di intelligenza artificiale fondata da Bezos: si rinnova il “duello” con Musk
Tecnologia - di Carmine Di Niro
Jeff Bezos torna in campo. Dopo essersi formalmente dimesso dalla guida di Amazon, il gigante dell’e-commerce che l’ha reso uno degli uomini più ricchi del pianeta, a aver trascorso gli ultimi tempi tra l’organizzazione del suo faraonico matrimonio a Venezia con la moglie Lauren Sánchez, non disdegnando l’approvazione di un piano di licenziamenti di massa in Amazon che coinvolgeranno 14mila dipendenti, ora il miliardario Usa scende nuovamente in pista.
Lo fa in quello che è il nuovo business per eccellenza negli Stati Uniti: l’intelligenza artificiale. Come altri colleghi multimiliardari, Bezos si è lanciato sull’IA, anche se in grosso ritardo, con una startup chiamata Project Prometheus.
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Nome a dir poco altisonante, col richiamo al dio greco che, secondo la mitologia, rubò il fuoco agli dei per darlo al genere umano e la sua azione e che per questo nella cultura occidentale è considerato simbolo di ribellione e di sfida all’autorità.
In questa nuova iniziativa Bezos ci ha messo il nome, è Ceo dell’azienda, ma soprattutto il denaro: la startup è tale solo di fatto, considerato che il fondatore di Amazon ha raccolto finanziamenti per 6,2 miliardi di dollari per il lancio.
Iniziativa che per ora resta piuttosto misteriosa: il New York Times ne ha dato notizia grazie ad alcune fonti coinvolte nel progetto, ma per ora Bezos non ha voluto fare annunci pubblici sul suo nuovo “giocattolo”. Stando alle poche informazioni disponibili, Project Prometheus non si occuperà dello sviluppo di modelli linguistici di grandi dimensioni, come quelli che fanno funzionare ChatGPT, ma si concentrerà su sistemi per applicare le AI nella ricerca e sviluppo di soluzioni per l’industria automobilistica e spaziale.
Cofondatore di Project Prometheus è il fisico chimico Vikram Bajaj, già noto nel settore delle nuove tecnologie per aver lavorato a lungo in Google X, la divisione di Alphabet che si occupa dello sviluppo di nuove tecnologie, come le automobili che si guidano da sole, e aver contribuito alla fondazione di Verily, laboratorio di ricerca di Alphabet dedicato allo studio di nuovi approcci tecnologici per le scienze della vita.
Negli Stati Uniti la notizia dell’ingresso di Bezos nel settore dell’IA ha rinnovato i paragoni tra le attività del fondatore di Amazon e Elon Musk, che come il primo è impegnato su più fronti con le proprie aziende. Musk è conosciuto soprattutto per Tesla, la casa automobilista full electric, e SpaceX, la più importante società spaziale privata al mondo che con i propri razzi porta satelliti e astronauti in orbita. Come Musk, anche Bezos ha una propria azienda spaziale, Blue Origin, passata recentemente dai lanci a corto raggio per “turisti spaziali” al trasporto in orbita di materiale. Musk, prima di Bezos, aveva anche manifestato interesse nell’intelligenza artificiale: fu tra i fondatori di OpenAI, da cui si allontanò in polemica con la direzione intrapresa dalla società, ed ha fondato una compagnia tutta sua nel settore, xAI, per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale generativa.