Il caos in Medio Oriente

L’IDF spara contro l’Unifil in Libano “per il maltempo”, Netanyahu sfida la tregua e minaccia Gaza: oggi il piano Trump all’Onu

Esteri - di Redazione

17 Novembre 2025 alle 13:20

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L’IDF spara contro l’Unifil in Libano “per il maltempo”, Netanyahu sfida la tregua e minaccia Gaza: oggi il piano Trump all’Onu

Continuano ad attaccare la Striscia di Gaza nonostante la tregua, ma non disdegnano neanche le incursioni in Libano. L’IDF, le forze di difesa israeliane, non fermano la loro offensiva in Medio Oriente. Domenica l’ennesimo episodio nel sud del Libano che provoca ancora una volta un incidente diplomatico con l’Unifil, la forza Onu di interposizione nel sud del Libano, di cui fa parte un nutrito contingente italiano, già oggetto nei mesi scorsi di attacchi da parte israeliano.

Israele attacca l’Unifil in Libano

Come comunicato dalla stessa Unifil su X, ieri un carro armato Merkava ha aperto il fuoco contro le forze militari dell’Onu. I colpi di mitragliatrice pesante hanno colpito a circa cinque metri dal personale Unifil. L’Unifil ha affermato che la sparatoria “rappresenta una grave violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, che ha posto fine al conflitto del 2006 tra Israele e Hezbollah e ha anche costituito la base della tregua dello scorso novembre.

Israele avrebbe dovuto ritirare le sue forze dal Libano meridionale, ma le ha mantenute in cinque aree che ritiene strategiche, continuando inoltre ad effettuare attacchi regolari in Libano, affermando principalmente di prendere di mira siti e operatori di Hezbollah.

Come giustificare dunque l’attacco ai danni del personale Unifil? L’IDF ha parlato di un errore, un incidente causato “dalle cattive condizioni meteorologiche”. “Domenica mattina, due sospetti sono stati identificati nella zona di El Hamames, a nord di Metula, nel Libano meridionale. Le truppe hanno poi sparato colpi di avvertimento. Dopo la verifica, è stato stabilito che i sospetti erano soldati delle Nazioni Unite in pattuglia nella zona a causa delle cattive condizioni meteorologiche”, ha dichiarato l’esercito israeliano, aggiungendo che la questione è “sotto inchiesta“.

Le minacce israeliane su Gaza

Se il fronte nord torna ad essere esplosivo, su Gaza le dichiarazioni che arrivano da Gerusalemme sembrano allontanare le speranze di arrivare alla “fase due” della tregua, che già oggi regge a fatica, e che dovrebbe portare alla soluzione “politica” del conflitto.

Le forze armate israeliane, come affermato dal capo di stato maggiore Eyal Zamir nel corso di una visita a Rafah, devono essere pronte ad occupare un’ulteriore porzione della Striscia di Gaza, oltre l’attuale linea del cessate il fuoco, se sarà necessario.

“Nella Striscia di Gaza, controlliamo oltre il 50% del territorio, senza controllare la popolazione. La Linea Gialla funge da linea di accerchiamento e controllo, e continuiamo ad agire per impedire l’accrescimento di Hamas, mantenendo il controllo del territorio e delle porte di accesso a Gaza; se necessario, dobbiamo essere pronti a una rapida transizione verso un’ampia offensiva per conquistare il territorio nella Striscia di Gaza dall’altra parte della Linea Gialla”, ha spiegato il generale Eyal Zamir.

Speranze di un futuro Stato per il popolo palestinese ancora una volta allontanate anche da Netanyahu. Il premier ha ribadito “l’opposizione di Israele a uno Stato palestinese in qualsiasi punto a ovest del fiume Giordano“.

Il piano Trump all’Onu

Parole che arrivano nel giorno in cui Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà una bozza di risoluzione degli Stati Uniti per approvare il piano di Donald Trump per Gaza.

Il testo prevede in particolare un mandato fino alla fine di dicembre 2027 per un “comitato per la pace” che dovrebbe essere presieduto dal presidente degli Stati Uniti e autorizza l’invio di una ‘Forza internazionale di stabilizzazione‘, circa 20mila soldati, con l’obiettivo di garantire la sicurezza delle aree di confine e procedere alla smilitarizzazione della Striscia.

Secondo fonti citate dalla tv israeliana Channel13, il governo Netanyahu starebbe facendo pressioni sugli Stati Uniti affinché la Casa Bianca non abbandoni la richiesta di disarmo di Hamas.

di: Redazione - 17 Novembre 2025

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