I numeri
Referendum giustizia, il sondaggio di Ghisleri: il Sì avanti di dieci punti, la battaglia sarà “sulla narrazione”
Un fronte del Sì che supera ampiamente, di ben 10 punti, quello del No. È questa la rilevazione che fa Alessandra Ghisleri sul prossimo referendum sulla giustizia che introduce, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
La sondaggista spiega i numeri dei sondaggi di Only Numbers su La Stampa. Stando all’ultima rilevazione condotta da Only Numbers, il fronte del Sì è a quota 38,9 per cento, staccando ampiamente il No fermo al 28,9.
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“Se ci si concede un semplice esercizio aritmetico, limitando l’analisi ai soli voti validi in un’ipotetica proiezione elettorale, il divario apparirebbe ancora più marcato: 57,0% contro 43,0%”, spiega ancora Ghisleri.
Per il comitato pro-Sì un risultato positivo e un margine significativo, ma di mesi prima del voto ce ne sono ancora molti, le urne sono previste tra fine marzo e inizio aprile. Ghisleri spiega inoltre che il margine di dieci punti è “costruito sul terreno ancora fragile dell’astensione”.
“Pur essendo un referendum confermativo e dunque privo di quorum, la vera sfida per entrambi gli schieramenti resta quella di trasformare la partecipazione in legittimazione politica, dando senso e peso al voto. Sul piano degli orientamenti, la frattura tra le forze politiche è chiara, ma non assoluta. Il 78.8% degli elettori dei partiti di maggioranza si dice pronto a confermare la riforma, mentre tra le opposizioni il 60,8% voterebbe per il “No”. Tuttavia, il 17,7% degli elettori di opposizione sostiene la proposta del governo: un dato che segnala come il tema, pur già connotato politicamente, non sia del tutto impermeabile ai confini tra schieramenti. Il 48,0% dei cittadini intervistati afferma di sentirsi informato sui contenuti della riforma, mentre il 52,0% ammette di non conoscerne i dettagli”, spiega la sondaggista.
Secondo Ghisleri dunque la battaglia referendaria nei prossimi mesi “si giocherà più sulle narrazioni che sui contenuti, il dibattito pubblico rischia quindi di polarizzarsi su slogan contrapposti” e dunque “in un voto contro Giorgia Meloni e il suo governo”.
E a proposito di ricadute sull’esecutivo, nel sondaggio condotto da Only Numbers il 48,7% degli intervistati dice che Giorgia Meloni non dovrebbe dimettersi in caso di vittoria del No, evocando in questo caso quanto fatto da Matteo Renzi in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.