La rubrica Sottosopra

Diritto sostituito dalla forza, il libero mercato dal mercato dei magnati: benvenuti nel mondo della criminalità politica

Prima le vicende del mondo si svolgevano all’insegna di canoni di comportamento, sebbene spesso violati, nei rapporti fra gli Stati. Ora il diritto, soprattutto quello internazionale, è come ibernato, sostituito dal “diritto” della forza e dell’arbitrio

Editoriali - di Mario Capanna

26 Ottobre 2025 alle 08:27

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AP Photo/Evan Vucci – Associated Press / LaPresse
AP Photo/Evan Vucci – Associated Press / LaPresse

L’onestà è la miglior politica.
(I. Kant)

Il primo quarto del XXI secolo si sta compiendo all’insegna dei misfatti della politica. Con un crescendo allarmante rispetto ai decenni precedenti. Prima le vicende del mondo si svolgevano in qualche modo all’insegna di canoni di comportamento, sebbene spesso violati, nei rapporti fra gli Stati. Ora, invece, il diritto – soprattutto quello internazionale – è come ibernato, sostituito dal “diritto” della forza e dell’arbitrio: chi è più potente non solo detta le regole, ma le stabilisce e le impone senza appello, con la perentorietà che deriva da una prepotenza dilagante. Così la politica si è trasformata in politika, che si sposa sempre più con il crimine.

Gli esempi, purtroppo, sono pressoché infiniti. Quando Trump, parlando alla Knesset, rivendica con orgoglio la prepotenza di Usa e Israele, compiacendosi per le armi micidiali fornite allo Stato sionista e rileva che “sono state usate bene”, non fa altro che avallare sfrontatamente i crimini suoi e del governo fascista del criminale di guerra Netanyahu, a partire dal genocidio dei palestinesi a Gaza, dalla fame usata come arma di guerra e di annientamento, dalla tortura dei prigionieri compresa. È pienamente corresponsabile per avere ridotto la Striscia all’età della pietra e, nella sua arroganza narcisistica, vorrebbe pure ricevere il premio Nobel per la pace… A riprova: i criminali politici rivendicano apertamente le proprie nefandezze e ne reclamano addirittura un riconoscimento esplicito.

Occultare il crimine politico non è meno grave del compierlo. Quando, a proposito della guerra Russia-Ucraina-Usa- Nato, si omette di rilevare che è cominciata nel 2014, con il colpo di Stato di Piazza Maidan, le migliaia di morti dovuti ai bombardamenti ucraini contro le popolazioni russofile del Donbass, l’aver reso carta straccia gli accordi di Minsk da parte di Zelensky, il crimine consiste nel nascondere le cause originarie dell’invasione russa. Che rimane ingiustificabile, ma non viene dal nulla. Gli esempi potrebbero continuare a iosa, non basterebbe un libro per illustrarli tutti. Da dove viene la criminalità politica che avvolge il mondo? Affonda le sue radici nei cambiamenti strutturali che sono emersi, e consolidati, negli ultimi decenni. A partire dall’approdo alla società dell’1 per cento: l’1 per cento dell’umanità è arrivato a possedere ricchezze e beni che superano quelli del 99 per cento! Un accaparramento oligopolistico di risorse che non ha precedenti nella storia.

È il risultato del liberismo neofeudale, economico e finanziario. Il “libero mercato” non esiste più (ammesso che ci sia stato in passato): a soppiantarlo è il mercato dei magnati”, dominato dalla congrega dei supermiliardari che controllano le autocrazie “democratiche”, dalla Casa Bianca alle capitali europee. Quell’1 per cento detiene le leve del dominio: dai complessi militari-industriali, e al riarmo, alle risorse energetiche, dalle banche alle Borse – luoghi splendidamente idonei per fare soldi dai soldi – alle reti telematiche, dai social all’IA, dai parlamenti ai governi. Per tutti costoro è imperativo non dire la verità, in particolare su se stessi e il loro prepotere. Questo è il crimine ideologico, per così dire, fondante , che alimenta il secondo, conseguente: convincere miliardi di esseri umani che l’attuale è… il migliore dei mondi possibili, rispetto al quale non c’è – e non ci sarà mai – alternativa. Di conseguenza la politica è ridotta a propaganda, e da questa criminalmente sostituita. Le persone se ne accorgono, più o meno consapevolmente, ed è la ragione essenziale per cui ormai va a votare una minoranza degli aventi diritto. Il che, al di là delle loro finte preoccupazioni, è una manna per gli oligarchi: minore è la partecipazione dei cittadini, più loro la fanno da padroni.

Nella propaganda a senso unico ogni aberrazione assume le sembianze della “verità”. Esempio: il segretario della Nato Rutte dice che i missili russi “possono colpire Roma” (sottinteso: dunque è necessario il riarmo europeo), come se quelli americani e dell’Alleanza atlantica non potessero colpire Mosca; oppure: la Cina sta crescendo troppo, perciò va fermata, da qui il pericoloso antagonismo Usa contro Pechino.
I criminali politici hanno la sindrome della coazione a ripetere. Nemmeno per un attimo si fa strada nelle loro menti che il mondo ha bisogno di cooperazione, di produzioni e commerci che soddisfino i bisogni reali delle persone, non quelli indotti dalla bulimia speculativa del profitto, di buon vicinato fra i popoli, di pace non di guerre. Mentre mettono a repentaglio il mondo, sembrano onnipotenti. Ma non lo sono affatto. Se l’umanità, uscendo dal proprio stato di minorità, nega loro il consenso, sono finiti. Svanirebbero come la neve al sole.

26 Ottobre 2025

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