L'accordo sulla Striscia

Tregua a Gaza, Israele e Hamas approvano la prima fase del piano Trump: “Grande giorno, evento storico e senza precedenti”

Restano poco chiari alcuni dettagli, tra tempistiche e governance futura della Striscia. "L'Italia è pronta sia per la ricostruzione che per la formazione della futura classe dirigente palestinese"

Esteri - di Redazione Web

9 Ottobre 2025 alle 08:39

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Relatives and supporters of Israeli hostages held by Hamas in the Gaza Strip celebrate after the announcement that Israel and Hamas have agreed to the first phase of a peace plan, as they gather at a plaza known as the hostages square in Tel Aviv, Israel, Thursday, Oct. 9, 2025. (AP Photo/Emilio Morenatti) Associated Press/LaPresse
Relatives and supporters of Israeli hostages held by Hamas in the Gaza Strip celebrate after the announcement that Israel and Hamas have agreed to the first phase of a peace plan, as they gather at a plaza known as the hostages square in Tel Aviv, Israel, Thursday, Oct. 9, 2025. (AP Photo/Emilio Morenatti) Associated Press/LaPresse

Accordo raggiunto sulla prima fase del piano di pace tra Israele e Hamas che si stava trattando a Sharm El Sheikh, in Egitto, in questi giorni con la mediazione del Cairo, Stati Uniti e Qatar. Ad annunciare la firma dei negoziatori il Presidente degli USA, Donald Trump. Sia il governo israeliano che i vertici di Hamas hanno confermato l’intesa. Alcuni dettagli dell’accordo non sono comunque chiari: restano molti nodi irrisolti su tempistiche, infrastrutture militari e governance futura della Striscia. La prima parte dell’accordo dovrebbe portare comunque alla liberazione degli ostaggi israeliani prigionieri nella Striscia e al ritiro delle truppe di Israele al perimetro del territorio.

Nei massacri di Hamas e altri gruppi islamici ai danni di Israele, il 7 ottobre 2023, morirono 1.200 persone e altre 251 vennero prese in ostaggio e fatte prigioniere nei tunnel della Striscia. Secondo il ministero della salute di Hamas, nell’operazione militare israeliana da allora sono state uccise almeno 67mila persone, tra cui 20mila bambini. Stando alla rivista britannica The Lancet già lo scorso gennaio erano oltre 70mila le vittime. La guerra aveva finito per espandersi a tutto il Medio Oriente: alta tensione nei territori occupati della Cisgiordania tra palestinesi e coloni, lo Stato Ebraico aveva condotto operazioni militari e di intelligence anche in Libano, Siria, Iran, Yemen e Qatar, con l’obiettivo di colpire la “testa di serpente” dal cosiddetto Asse della Resistenza, ovvero la Repubblica Islamica di Teheran.

Secondo il piano – annunciato più che altro come un ultimatum ad Hamas a fine settembre alla Casa Biana, in occasione della visita del premier israeliano – l’accordo dovrebbe prevedere un cessate il fuoco e la fine delle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. Israele dovrebbe ritirarsi al perimetro della Striscia, in una sorta di “zona cuscinetto”. Dopo che Israele se ne sarà andato, scatterà il termine di 72 ore per il rilascio degli ostaggi israeliani: contestualmente tra le parti dovrebbe esserci infatti un reciproco scambio tra i prigionieri israeliani sequestrati il 7 ottobre e detenuti palestinesi spesso arbitrariamente detenuti nelle carceri dello Stato Ebraico. Nella Striscia dovrebbero entrare cibo e beni di prima necessità.

“Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi firmato la prima fase del nostro piano di pace – ha annunciato con un post sui social il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – Ciò significa che tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte e duratura […] Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America. Ringraziamo i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. benedetti gli operatori di pace!”.

Arriva subito, nella notte, anche il commento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Con l’aiuto di Dio, riporteremo tutti a casa”, ha scritto il premier che ha convocato il parlamento per approvare il piano e che ha telefonato al presidente americano. Hamas ha dichiarato che “l’accordo determina la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell’Idf, l’ingresso di aiuti e lo scambio di prigionieri, dopo negoziati responsabili e seri che il movimento ha condotto insieme alle fazioni”. Il gruppo ha anche espresso “apprezzamento profondo per gli sforzi dei fratelli mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, e del presidente americano”.

“Difendere la tregua e andare avanti con gli altri punti del piano statunitense”, le parole del ministro degli Esteri del governo italiano, Antonio Tajani, in collegamento a Rainews24 poco dopo l’annuncio dell’accordo. “L’Italia è pronta a fare la sua parte: sia per la ricostruzione, sia per gli aiuti umanitari, sia per la formazione della futura classe dirigente palestinese. Siamo anche pronti a dare un contributo militare per una forza internazionale che possa unificare Gaza e Cisgiordania”.

L’annuncio è stato accolto da scene di giubilo sia dal movimento israeliano per la liberazione degli ostaggi che tra i palestinesi. Ancora nebuloso il futuro della Striscia, soprattutto la sua governance: Hamas si è opposto a un comitato guidato dall’ex premier britannico Tony Blair. L’organizzazione è apparsa riluttante anche a una sua completa demilitarizzazione. Secondo la Bbc, Israele ha respinto il rilascio di Marwan Barghouti, secondo molti osservatori non soltanto palestinesi il personaggio che potrebbe guidare una transizione politica democratica. Oggi si riuniranno in Israele il gabinetto di sicurezza e il governo per l’approvazione definitiva dell’accordo: la componente estremista, di ultradestra, non aveva nascosto la sua opposizione al piano.

9 Ottobre 2025

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