La premier in tv
Meloni da Vespa, solito show tra vittimismo e attacchi a sindacato e piazze: “Denunciata alla Corte dell’Aja per il genocidio”
Politica - di Carmine Di Niro
Il solito fritto misto di vittimismo, supportata dall’amato Bruno Vespa, uno dei pochi giornalisti in Italia che ha il piacere e la possibilità di intervistare la presidente del Consiglio, che da quasi 300 giorni scappa dalle conferenze stampa dimostrando una grossa allergia nei confronti dei media, quantomeno quelli non vicini alle sue idee.
È la “solita” Giorgia Meloni quella che, nell’arco di poche ore, è ospite di Bruno Vespa prima a ‘Cinque minuti’ e poi a ‘Porta a porta’, dove può sciorinare il suo repertorio: lo fa in una data simbolo, il 7 ottobre, anniversario degli attacchi terroristi di Hamas in Israele, per ribadire i suoi attacchi contro la sinistra, i sindacati e le piazze pro-Pal.
Nel mirino finiscono Cgil e Usb, l’Unione sindacale di base, i due sindacati che hanno organizzato il partecipato sciopero generale di venerdì 3 settembre. Pur sottolineando il “grande rispetto” per le persone scese in piazza per una questione definita “sentita”, Meloni ha tacciato di “pretestuosità” lo sciopero generale. La premier ricorda lo striscione “alla testa del corteo” che inneggiava agli attacchi terroristici del 7 ottobre: “Sono rimasta scioccata”, dice Meloni, secondo la quale quel singolo episodio renderebbe “riduttiva la tesi dei semplici infiltrati”. “Stiamo cominciando a sperimentare qualcosa di diverso, e penso si stia sottovalutando da parte di chi ha pensato di fomentare la piazza. Attenzione – aggiunge Meloni – perché poi le cose sfuggono di mano”.
Poi ribadisce un concetto già espresso in passato, ovvero le minacce di morte contro di lei. “Non conto più le minacce di morte e penso che qui ci siano delle responsabilità di chi, per esempio, dice che hai le mani di sangue, da chi dice che questo governo è complice di genocidio”, le accuse della presidente del Consiglio, che però per l’ennesima volta non fa nomi ma solo vaghe allusioni, senza che Vespa prenda la palla al balzo per chiedere numi alla premier.
Nel doppio appuntamento con Vespa infine la premier rivela di essere stata denunciata alla Corte Penale Internazionale assieme ai ministri della Difesa Guido Crosetto, degli Esteri Antonio Tajani e all’amministratore delegato di Leonardo, azienda partecipata della Difesa, Roberto Cingolani. Anche qui Meloni non fornisce dettagli, né cita da chi proviene la denuncia, limitandosi alle solite accuse: “Credo che non esista un altro caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere. Non si ha più il senso delle parole che si usano per fare propaganda”.
È probabile però che la denuncia contro Meloni e i ministri per concorso in genocidio sia stata presentata dal gruppo Giuristi e avvocati per la Palestina, che riunisce oltre 50 persone tra avvocati, politici ed esperti, che in passato aveva dichiarato di voler sporgere una simile denuncia, sostenuta tra l’altro da oltre 33mila cittadini.