Fiumi di manifestanti
L’Intifada italiana per Gaza: due milioni in cento piazze, la Flotilla ha smosso il Paese
L’impresa della flotilla ha mosso qualcosa di profondo, e l’Italia è un paese, un popolo, che la politica e la rivolta ce l’ha sempre nel sangue. E’ un problema? Per chi governa sì.
Politica - di Piero Sansonetti
Il ministro Salvini ha detto che non erano scioperanti ma erano delinquenti. Due milioni di delinquenti o forse tre milioni. Bel problema per la sicurezza! Povero Salvini. Non capisce molto di politica e cerca sempre di scavalcare a destra Giorgia Meloni. Di dire al popolo che lui è più fascista. Ma lo prendono tutti a ridere.
Sì erano più di due milioni in piazza, e lo sciopero proclamato da Cgil, Usb e Cobas ha bloccato l’Italia. Ci sono stati cortei almeno in cento città, una cosa mai vista, o comunque che non si vedeva da molti anni. C’è stato qualche scontro, qualche episodio di violenza, ma certo non sono stati questi gli elementi centrali di una giornata straordinaria. C’è un movimento nuovo che è entrato in politica e vuole restarci. E che non nasce da una rivendicazione, da un bisogno, da una necessità: nasce da una idealità, da un modo di vedere il mondo, dall’aspirazione a una società globale dove a dettar legge non siano i padroni dell’economia e dei cannoni, ma sia il diritto. E dove sia impossibile pensare un genocidio.
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Intifada italiana. Titola così un giornale arabo, e noi riprendiamo questo titolo perché racconta quel che sta succedendo. L’impresa della flotilla ha mosso qualcosa di profondo, e l’Italia è un paese, un popolo, che la politica e la rivolta ce l’ha sempre nel sangue. E’ un problema? Per chi governa sì. Per chi crede che la politica sia burocrazia e potere sì, è un problema. Anche per chi pensa che l’unica cosa che ha importanza è il conto dei voti. Non è così. Non sempre i grandi movimenti muovono, subito, masse di voti. Però muovono le idee, cambiano lo spirito pubblico, in genere cancellano anni e anni di bofonchiamenti reazionari. E ridisegnano il volto di un paese che non vuole essere nazione.