Ad Ashdod
Flotilla, il ministro Ben Gvir accusa gli attivisti a terra: “Terroristi, volevano solo le prime pagine”
Le immagini del leader del partito di estrema destra, ministro della sicurezza nazionale, ad Ashdod. "Sostenitori di assassini, hanno rifiutato la nostra offerta di scaricare gli aiuti perché non ci sono mai stati aiuti"
Esteri - di Redazione Web
Attivisti disarmati che hanno attraversato il Mediterraneo, partiti a bordo di barche per portare aiuti e aprire un corridoio umanitario per la Striscia di Gaza. E trattati come terroristi: apostrofati come terroristi, minacciati come terroristi, additati come terroristi. Ha mantenuto le promesse il ministro della sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, anima di estrema destra del governo di Benjamin Netanyahu, che ha accusato come “terroristi” gli attivisti fermati in acque internazionali e portati dalla Marina Militare nel porto della città di Ashdod.
Ben Gvir è il leader del partito di estrema destra Potere Ebraico. Con il Partito Sionista Religioso di Bezalel Smotrich, rappresentano l’ala più estrema del governo Netanyahu, alla cui sopravvivenza sono necessari per avere la maggioranza. Lo sono diventati ulteriormente dopo l’uscita degli ultraortodossi dall’esecutivo, lo scorso luglio. Smotrich ha già respinto la proposta avanzata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e approvata dal premier israeliano alla Casa Bianca. Ben Gvir non si è ancora espresso ma ha criticato il gesto di scuse al Qatar di Netanyahu per gli attacchi a Doha a inizio settembre, dove si tenevano le trattative di pace con le delegazioni di Hamas.
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Ben-Gvir ha ispezionato le navi e visitato le aree dove erano gli attivisti: i militanti fermati e portati con la forza a terra, erano seduti a terra, in attesa del loro trasferimento in una prigione israeliana, circondati da poliziotti. “Questi sono terroristi”, ha ripetuto il ministro. Ha accusato gli attivisti “dare supporto ai terroristi”, di non portare nessun aiuto umanitario a bordo ma solo droghe e alcol per fare festa. “Guardateli, sostenitori di assassini. Sulle loro navi c’era un gran caos. Non sono venuti per aiutare, ma solo per sostenere Gaza. Sono terroristi e sostengono i terroristi”.
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Quando la missione umanitaria ancora doveva salpare, il ministro aveva già minacciato: “Non permetteremo a chi sostiene il terrorismo di vivere nell’agiatezza”, aveva dichiarato Ben-Gvir citato dal Jerusalem Post, specificando che Israele non avrebbe tollerato “arresti soft” o rientri silenziosi dei partecipanti alla flottiglia. “Dobbiamo creare un deterrente chiaro. Chiunque scelga di collaborare con Hamas e sostenere il terrorismo incontrerà una risposta ferma e inflessibile da parte di Israele”.
Non si possono quindi definire come sorprendenti le sue parole e le sue azioni in queste ore, dopo che la missione è stata bloccata, tra l’altro in acque internazionali, com’era previsto succedesse dopo alcuni episodi di attacchi, anche se blandi, che avevano fatto alzare tensione e apprensione intorno alla missione. “Ecco perché hanno rifiutato la nostra offerta di scaricare gli aiuti ad Ashdod – ha detto salendo su una delle imbarcazioni della Flotilla – perché non ci sono mai stati aiuti, volevano solo stare in prima pagina sui giornali”. Alcuni attivisti seduti a terra hanno urlato lo slogan “Free Palestine”.