Aggressore si è ucciso
Dallas, sparatoria in una struttura dell’agenzia anti-immigrazione: cecchino spara da un tetto, morto un detenuto
Esteri - di Carmine Di Niro
Un morto e due feriti grave. È questo il bilancio provvisorio dell’attacco avvenuto poco dopo le sei del mattino a Dallas, in Texas, dove un uomo armato di un fucile ha aperto il fuoco contro l’ufficio dell’ICE, l’Immigration Customs and Border Protection, agenzia responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, protagonista lo scorso giugno dei violanti raid anti-immigrazione a Los Angeles.
Secondo quanto riferito alla Cnn da Todd Lyons, direttore dell’agenzia federale, ad agire sarebbe stato un cecchino. Le tre persone colpite sono state trasportate in ospedale: si tratta di migranti detenuti nella struttura dell’ICE, di cui uno morto per le ferite riportate.
La segretaria al Dipartimento per la sicurezza interna, Kristi Noem, ha confermato la sparatoria e aggiunto che l’aggressore “è morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta”.
Secondo fonti della polizia a Fox News il cecchino, descritto come un uomo bianco, si era appostato su un tetto, non è ancora chiaro se dell’edificio dell’ufficio federale o se di un edificio adiacente.
‼️ICE SHOOTING Update ‼️
Multiple people shot at ICE facility in Dallas, TexasAccording to police sources, the suspect was a sniper on a roof armed with a rifle. The shooter, identified by police as a white man, died from a self-inflicted gunshot wound to the head as agents… pic.twitter.com/7SJaUs30iz
— Chat News Hub (@chatnewshub) September 24, 2025
L’FBI sta collaborando alle indagini sulla sparatoria avvenuta questa mattina. “L’FBI è pienamente impegnato, in collaborazione con i nostri partner statali e federali delle forze dell’ordine, sulla scena del crimine a Dallas”, ha scritto su X il vicedirettore dell’FBI Dan Bongino.
Secondo il capo dell’ufficio locale dell’FBI a Dallas, si ritiene che la sparatoria sia stata un “atto mirato”. “Posso confermare che l’Fbi sta indagando su questo incidente come atto di violenza mirata”, ha affermato l’agente speciale incaricato Joe Rothrock. “Le prime prove che abbiamo visto nei proiettili trovati vicino al presunto tiratore contengono messaggi di natura anti-ICE“, ha aggiunto Rothrock, senza fornire ulteriori dettagli su quanto scritto sulle munizioni.

Secondo un ex alto funzionario dell’ICE, la struttura dell’Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti di Dallas ha tre o quattro celle di detenzione, dove solitamente i detenuti vengono esaminati prima di essere trasferiti in un centro di detenzione. La capienza della struttura varia da pochi detenuti a circa 100 persone, ma in media ospita un paio di dozzine di persone alla volta, ha affermato il funzionario.
Non è la prima volta che le strutture della Immigration Customs and Border Protection vengono prese di mira in Texas. Lo scorso 25 agosto un 36enne si era presentato alla struttura dell’ICE di Dallas affermano di avere “una bomba nello zaino”: sul posto era giunta la polizia e una squadra di artificieri e il sospettato era stato poi arrestato. A luglio invece un gruppo di aggressori aveva preso di mira il di detenzione di Prairieland, vicino a Fort Worth, in quello che le autorità hanno descritto come un attacco coordinato che aveva causato la morte di un agente di polizia locale.