La riforma Nordio

Separazione delle carriere, riforma-paradosso: il governo giustizialista si accanisce contro la parte garantista della magistratura

C’è un ribaltamento delle parti che sfregia questa riforma. Un governo giustizialista che si accanisce contro la parte garantista della magistratura.

Editoriali - di Redazione Web

19 Settembre 2025 alle 14:30

Condividi l'articolo

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Foto Roberto Monaldo / LaPresse

La Camera ha approvato la legge sulla separazione delle carriere tra Pubblici ministeri e Giudici. Ora deve votare ancora una volta il Senato e poi la riforma andrà al referendum. Con questa riforma si dà attuazione all’articolo 111 della Costituzione, figlio del codice di Procedura scritto alla fine degli anni ottanta da Giuliano Vassalli e Giandomenico Pisapia. L’articolo 111 prevede che il giudice sia “terzo e imparziale”. Dunque non solo imparziale ma terzo tra accusa e difesa. Chiaro che non può essere un collega del Pm.

Il problema è che questa riforma è stata portata a conclusione dal centrodestra con alcuni dettagli molto discutibili (come il sorteggio nella scelta dei componenti del Csm) e accompagnata da un’offensiva politica fortissimamente anti-garantista. Leggi che aumentano i reati, aumentano le pene, prevedono limitazioni del tutto incostituzionali delle libertà. E una polemica politica feroce non verso la magistratura che arresta ma verso la magistratura che impedisce al governo di imprigionare immigrati innocenti.

C’è un ribaltamento delle parti che sfregia questa riforma. Un governo giustizialista (esaltato dalla figura di Salvini-buttalachiave) che si accanisce contro la parte garantista della magistratura.

19 Settembre 2025

Condividi l'articolo