Le operazioni
Gaza City brucia: assalto finale nella Striscia, commissione Onu accusa Israele di genocidio
Nei video di CNN i corpi di bambini insanguinati che arrivano negli ospedali. Il ministro Katz: "Non cederemo finché missione completata". Le proteste dei familiari degli ostaggi
Esteri - di Redazione Web
Almeno 38 vittime, persone intrappolate sotto le macerie, carri armati in strada. Israele ha intensificato nella notte le operazioni sulla città di Gaza, nel nord della Striscia, ancora un passo in avanti nell’invasione annunciata nel piano formalizzato lo scorso agosto dal governo del premier Benjamin Netanyahu. Si contano già decide di morti. L’esercito israeliano nella notte ha riferito di oltre 350mila palestinesi evacuati da Gaza City in altre aree della Striscia. Prima dell’offensiva, si stimava circa un milione di abitanti nella città. Due funzionari israeliani hanno dichiarato a CNN che l’offensiva sarà graduale. Da una commissione indipendente delle Nazioni Unite arriva intanto, stamane, l’accusa di genocidio nella Striscia a Israele.
L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito di intensi bombardamenti su tutta la città nella notte. I video ottenuti dalla CNN – che nella notte aveva confermato l’incursione di terra – “mostrano i corpi di numerosi bambini insanguinati che arrivano negli ospedali nel nord di Gaza, insieme ad adulti che urlano di dolore mentre piangono i corpi dei loro figli, coperti da sudari bianchi”. Le vittime segnalate dagli ospedali Al-Shifa, Baptist e Al-Aqsa. L’emittente pubblica israeliana Kan cita resoconti palestinesi sui carri armati israeliani nelle strade di Gaza City.
Al momento l‘Idf controlla circa il 40% del territorio urbano di Gaza City, dopo le operazioni delle scorse settimane in cui sono stati distrutti numerosi edifici, tra cui alcuni grattacieli, utilizzati da Hamas per produrre armamenti, scavare tunnel e gestire le operazioni di guerriglia.
Le autorità israeliane avevano allertato la popolazione di spostarsi ad al Mawasi, nel sud della Strisica, un’altra area che oltre a essere densamente sovraffollata dopo evacuazioni e distruzioni in tutta la Striscia, è stata anche già bombardata diverse volte in questi anni di operazioni. Israele già controlla circa il 75% del territorio della Striscia. “Gaza brucia: non cederemo finché missione completata”, le parole in un post su X del ministro della Difesa dello Stato Ebraico, Israel Katz.
Ancora in corso questa mattina la protesta dei familiari degli ostaggi davanti alla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. I parenti erano scesi in strada mentre ieri sera arrivavano le prime notizie di attacchi su tutta Gaza City da parte dell’Idf. “I nostri cari vengono bombardati dall’Idf su ordine del primo ministro. Sta facendo di tutto per impedire un accordo e il loro ritorno. Temiamo che questa sarà la loro ultima notte, non siamo più pronti”, le parole di Matan Angrest, madre dell’ostaggio Matan Angrest.
La Commissione Onu: “A Gaza è genocidio”
Proprio oggi, a poche ore dall’avvio dell’operazione finale, una commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite ha accusato oggi Israele di aver commesso un “genocidio” nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, con l'”intenzione di distruggere” i palestinesi. “Abbiamo concluso che a Gaza si sta verificando un genocidio e che continua a verificarsi, e che la responsabilità ricade sullo Stato di Israele”, ha dichiarato la presidente della commissione, Navi Pillay.
Secondo la Commissione, guidata dall’ex giudice sudafricano Navi Pillay, 83enne che in passato ha già presieduto il tribunale internazionale per il Ruanda e ha ricoperto anche l’incarico di responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, autorità e forze armate di Israele dall’ottobre del 2023 hanno commesso “quattro dei cinque atti genocidi” elencati nella Convenzione sul genocidio del 1948. Si tratta di “uccidere membri del gruppo, causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo, infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita volte a provocarne la distruzione fisica in tutto o in parte e imporre misure volte a impedire le nascite all’interno del gruppo”.
Il rapporto ha concluso che il presidente israeliano Isaac Herzog, il primo ministro Benyamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant hanno “incitato alla commissione di genocidio e che le autorità israeliane non hanno preso provvedimenti contro di loro per punire tale incitamento”.
Pillay ha dichiarato che la commissione sta collaborando con il procuratore della Corte penale internazionale, che nei mesi scorsi ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant. “Abbiamo condiviso con loro migliaia di informazioni”, ha affermato.