In fuga per 48 ore

Charlie Kirk, fermato il presunto killer dell’influencer di estrema destra. Trump: “Convinto dal padre a consegnarsi”

Esteri - di Carmine Di Niro

12 Settembre 2025 alle 15:09

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FOTO DA FBI
FOTO DA FBI

È durata 48 ore la fuga del killer di Charlie Kirk, l’influencer e attivista di estrema destra, vicinissimo al presidente statunitense Donald Trump, ucciso con un colpo di fucile mentre era protagonista di un dibattito politico all’interno del campus della Utah Valley University a Orem, nello Utah.

Ad annunciare pubblicamente il fermo del presunto killer, di cui l’Fbi aveva diffuso alcune foto e video della sua fuga dal tetto di un edificio dell’università, il Losee Center, da cui aveva aperto il fuoco mercoledì contro Kirk, è stato lo stesso Trump.

Il killer arrestato

Abbiamo un alto grado di sicurezza che sia lui”, ha detto il presidente. “Spero che gli diano la pena di morte”, ha quindi aggiunto Trump. Secondo quanto riferito da Trump nel corso di una intervista alla Fox, il presunto killer sarebbe stato segnalato alle autorità dal padre dopo che un “sacerdote coinvolto dalle forze dell’ordine” lo aveva riconosciuto.

“Charlie Kirk era come un figlio per me”, ha detto il presidente americano nel corso della sua intervista a Fox & Friends. Il tycoon ha descritto Kirk come “un ragazzo brillante” che “mi ha aiutato con TikTok”, aggiungendo che normalmente i repubblicani faticano a conquistare i giovani elettori.

Trump ha poi detto di non aver voluto guardare il video della sparatoria perché non voleva ricordare Kirk in quel modo. Il presidente americano ha aggiunto di aver sentito che il video era “orribile”.

In mano agli investigatori c’erano diversi elementi: dall’arma utilizzata per l’attentato, un fucile da caccia calibro 30 con otturatore ad alta potenza rinvenuto in un bosco non lontano dal campus, alle munizioni incise con slogan pro transgender e antifascisti, oltre ad alcune impronte di una scarpa, del palmo di una mano e di un avambraccio.

Tyler Robinson, il killer di Kirk

Trump non ha rivelato il nome del sospettato, ma fonti delle forze dell’ordine hanno riferito al New York Times che si tratta di Tyler Robinson, un ventiduenne originario dello Utah. Il giovane sarebbe stato arrestato giovedì sera alle 23 a St. George, Utah, vicino allo Zion National Park, quattrocento chilometri di distanza dal campus universitario dove Kirk è stato ucciso.

Conferme sono arrivate in tal senso dal governatore dello Utah, il repubblicano Spencer Cox, che nel corso di una conferenza stampa ha confermato l’identità di Robinson e ha parlato di una sua confessione. Il padre di Tyler Robinson ha identificato il figlio dalle foto diffuse dall’Fbi e ha chiamato un pastore per chiedergli aiuto. Il padre ha poi portato il figlio ad una stazione di polizia perché si costituisse.

Sui proiettili del fucile usato per uccidere Kirk, Robinson aveva inciso diversi slogan. Tra questi “Bella ciao, bella ciao ciao ciao”, in un altro invece “Hey fascist”, mentre su un terzo c’era scritto “Se leggi questo sei gay Lmao (Lmao è slang inglese per ‘laughing my ass off’, quindi ‘sto ridendo da morire’, ndr).

12 Settembre 2025

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