Il voto
Risoluzione su Gaza, via libera del Parlamento Ue: manca la parola “genocidio”, destra e sinistra italiane divise
Esteri - di Carmine Di Niro
Una risoluzione soft, che però spacca sia il centrodestra che il centrosinistra italiano. È quella approvata dal Parlamento europeo (305 voti a favore, 151 contrari e 122 astenuti) su Gaza, dopo settimane di trattative e scontri tra i principali gruppi politici, in particolare Popolari e Socialisti, entrambi parte della maggioranza Ursula.
Il testo, dal titolo “Gaza al limite: l’azione dell’Ue per combattere la carestia, l’urgente necessità di liberare gli ostaggi e procedere verso una soluzione a due Stati”, non presenta il termine “genocidio” come inizialmente richiesto nella risoluzione presentata da S&D. La mediazione con i Popolari ha portato all’eliminazione del punto più controverso della risoluzione per consentirne l’approvazione.
Sul versante italiano, sia la maggioranza che l’opposizione hanno votato in maniera differente al loro interno. A favore della risoluzione Forza Italia e Partito Democratico, che d’altra parte fanno entrambe parte della maggioranza Ursula. Nel campo del centrosinistra va sottolineata l’astensione di Ilaria Salis, eletta come indipendente per Sinistra Italiana nel gruppo Left, e il voto contrario di Leoluca Orlando per Europa Verde: tutti schierati per il “no” invece gli eletti col Movimento 5 Stelle, che hanno ritenuto troppo debole il testo presentato dai socialisti dopo la mediazione con i popolari.
Nel campo della maggioranza, detto di Forza Italia e del suo voto a favore, va segnalato invece il voto contrario della Lega, per ragioni opposte a quelle dei 5 Stelle, e l’astensione di Fratelli d’Italia “perché il testo non ha raggiunto l’equilibrio voluto”, ha spiegato il capogruppo Fidanza.
Nella risoluzione approvata il Parlamento condanna il blocco degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza deciso dal governo Netanyahu impedendo all’UNRWA di svolgere il proprio lavoro nell’enclave, chiedendo al contempo l’apertura di tutti i valichi di frontiera per consentire l’ingresso di cibo, medicine e altri beni.
Parlamento che poi invita tutti gli Stati membri a “valutare la possibilità di riconoscere lo Stato di Palestina nell’intento di realizzare la soluzione dei due Stati”, ribandendo “la richiesta che tutti gli ostaggi siano rilasciati immediatamente e che l’organizzazione terroristica Hamas non abbia alcun ruolo nel futuro di Gaza”.
Presente ovviamente nel testo anche la richiesta di un cessate il fuoco immediato e permanente nella Striscia, con l’invito all’Unione Europea e agli Stati membri “ad avvalersi della loro influenza diplomatica per esercitare pressioni su Hamas affinché accetti di liberare tutti gli ostaggi”, riconoscendo “l’inalienabile diritto all’autodifesa” di Israele nel rispetto del diritto internazionale.