J’accuse del quotidiano israeliano

Haaretz contro Netanyahu: “Non vuole la pace, l’attacco di Doha condanna gli ostaggi”

L’editoriale del giornale progressista israeliano dopo l’eliminazione dei vertici di Hamas in Qatar: “Non porterà alcun beneficio a Israele”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

11 Settembre 2025 alle 16:30

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Haaretz contro Netanyahu: “Non vuole la pace, l’attacco di Doha condanna gli ostaggi”

Haaretz è un giornale progressista, indipendente, voce dell’Israele resiliente che scende in piazza contro il governo bellicista di Benjamin Netanyahu. L’attacco israeliano contro i capi di Hamas a Doha è una condanna a morte per gli ostaggi. Questo è il durissimo j’accuse che Haaretz sviluppa e motiva nel suo editoriale a commento dell’attacco a Doha: “Con questa operazione, Israele ha ulteriormente consolidato la sua reputazione di Stato guerrafondaio. L’attacco di martedì a Doha, capitale del Qatar, è stato uno dei più pericolosi, inutili e dannosi che Israele abbia mai condotto. Il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato ciò che si sospettava da tempo: non vuole alcun accordo di cessate il fuoco a Gaza che garantisca il ritorno degli ostaggi detenuti da Hamas, perché il loro destino non ha alcuna importanza. L’unico obiettivo dell’attacco è la continuazione della guerra e, se possibile, la sua espansione su nuovi fronti. Israele sta cercando di eliminare i rappresentanti di Hamas durante i negoziati in corso, ma non ha ancora preso in considerazione la proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Quando uno Stato cerca di assassinare gli interlocutori, anche indirettamente, e, cosa ancora più preoccupante, ci riesce, è evidente che non ha alcun interesse nei negoziati. Quando un’operazione militare di questo tipo viene condotta nonostante il rischio imminente per gli ostaggi rimasti, è evidente che il loro destino è irrilevante”. Si svela così il cinismo senza limiti del peggiore governo nella storia d’Israele.

Rimarca Haaretz: “È ormai evidente che i cosiddetti negoziati con Hamas non erano altro che una farsa da parte di Israele, apparentemente con il pieno sostegno degli Stati Uniti. Non ci sono stati veri e propri colloqui e Netanyahu non ha mai avuto intenzione di raggiungere alcun accordo. Non c’è motivo di piangere il destino dei dirigenti di Hamas in Qatar, ma la loro eliminazione non porterà alcun beneficio a Israele, né dal punto di vista militare né, certamente, da quello politico. Al contrario, equivale a una condanna a morte per gli ostaggi. Israele ha scelto di sacrificarli sull’altare del suo piano sconsiderato di prendere il controllo dell’intera Striscia di Gaza e di attuare un cosiddetto trasferimento volontario dei suoi abitanti. È agghiacciante immaginare come potrebbe reagire Hamas quando si renderà conto di non avere più nessuno con cui negoziare e di essere stato ingannato per tutto questo tempo”.

C’è poi l’uso strumentale degli attacchi terroristici, come quello dei giorni scorsi a Gerusalemme. Annota Haaretz: “Il collegamento inventato dal portavoce del governo tra la sparatoria mortale di lunedì a Gerusalemme, compiuta da due palestinesi, e l’attacco in Qatar è completamente infondato. È necessario punire i responsabili dell’attacco, ma colpire le figure di spicco di Hamas in Qatar durante i negoziati in corso è imprudente e dimostra una totale mancanza di giudizio. Inoltre, un’operazione di questa portata richiede una pianificazione e una preparazione approfondite. Allora, perché adesso? Attacchi mortali si sono già verificati in Israele dal 7 ottobre 2023. L’attacco a Doha comprometterà la capacità di Israele di negoziare su qualsiasi questione e in tutti i campi. Chi si siederebbe al tavolo delle trattative con un Paese che assassina i propri interlocutori? Nessun resoconto di questa assurdità sarebbe completo senza un tocco di ironia: il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha elogiato l’attacco martedì, definendolo ‘un’azione straordinaria per eliminare i nostri nemici’. Tuttavia, l’operazione non ha eliminato i nemici di Israele e non c’è nulla da festeggiare. Ciò che ha eliminato sono le nostre possibilità: porre fine alla guerra, garantire il rilascio degli ostaggi, fermare il collasso politico e reputazionale di Israele, porre fine allo spargimento di sangue di migliaia di persone a Gaza e porre fine all’incubo che ha tormentato Israele e Gaza per quasi due anni”.

La conclusione dispiega una tragica verità che getta ombre funeste sul futuro d’Israele e del Medio Oriente: “Martedì il governo di Netanyahu ha dimostrato, una volta per tutte, che non c’è abisso in cui non trascinerebbe Israele”. Così stanno le cose, quando Israele, i palestinesi, il Medio Oriente, il mondo è ostaggio di “Mr. Morte” (copyright Haaretz).

11 Settembre 2025

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