Alta tensione negli USA
Cosa c’entrano l’omicidio di Charlie Kirk e quello di Iryna Zarutska: “L’America non sarà mai più la stessa”
L'attivista di estrema destra vicino Trump aveva dedicato alcuni dei suoi ultimi interventi all'omicidio della 23enne: ucraina rifugiata negli USA, era stata uccisa da un 34enne afroamericano con numerosi precedenti penali
Esteri - di Redazione Web
Si teme l’escalation di violenza politica dopo l’omicidio di Charlie Kirk, l’attivista ed influencer considerato la voce dei giovani maschi conservatori degli Stati Uniti, vicino al Presidente Donald Trump e seguito da milioni di persone. Prima che venisse ucciso brutalmente, colpito di precisione al collo mentre parlava a una platea di migliaia di persone in un’università nello Utah proprio delle stragi da arma da fuoco, aveva dedicato alcuni dei suoi ultimi post sui suoi seguitissimi canali all’omicidio di Iryna Zarutska. “L’America non sarà più la stessa”, aveva sentenziato Kirk in un post dedicato alla vittima di un omicidio tanto truculento quanto inspiegabile che era diventato motivo di polarizzazione e strumentalizzazione politica.
Zarutska aveva 23 anni, ucraina, fuggita negli Stati Uniti per scappare dalla guerra scatenata nel febbraio del 2022 dall’invasione della Russia. Si trovava nella metropolitana di Charlotte, North Carolina, in una sera di fine agosto. Aveva finito il suo turno di lavoro in pizzeria. Alle sue spalle un uomo, Decarlos Dejuan Brown Jr., 34 anni, senzatetto, seduto nei posti dietro la ragazza. All’improvviso, senza che ci fosse stata nessuna interazione tra i due, la 23enne era stata brutalmente aggredita e accoltellata alle spalle dall’uomo.
Per la donna non c’era stato niente da fare, nonostante l’intervento di alcuni altri passeggeri, mentre nel frattempo Brown si era diretto verso l’altra estremità del treno e si era tolto il cappuccio. Era stato arrestato dalla polizia di Charlotte appena era sceso alla prima fermata utile. Le immagini di quell’aggressione sono state diffusa dai funzionari del Charlotte Area Transit System, l’ente responsabile del trasporto pubblico nell’area metropolitana, lo scorso weekend. Ma perché quell’omicidio era diventato un caso politico? Perché Decarlos Brown è afroamericano, senzatetto, in passato già fermato più volte con le accuse di furto aggravato, rapina a mano armata e minacce.
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“Il brutale attacco a Iryna Zarutska sulla Charlotte Light Rail è stato un atto vergognoso che non dovrebbe mai accadere in America”, aveva dichiarato il direttore dell’FBI Kash Patel. “L’FBI è intervenuto immediatamente per garantire che giustizia sia fatta e che l’autore non venga mai più rilasciato dal carcere per uccidere”. Il Procuratore Generale – l’equivalente del nostro ministro della Giustizia – Pamela Bondi aveva dichiarato che il Dipartimento di Giustizia avrebbe chiesto la pena massima per Brown e affermato che quell’attacco nella metropolitana era “il risultato diretto di politiche fallimentari di tolleranza nei confronti della criminalità che mettono i criminali prima delle persone innocenti […] Chiederemo la pena massima per questo imperdonabile atto di violenza: non vedrà mai più la luce del giorno da uomo libero”. Quell’episodio era diventato insomma un’occasione per l’estrema destra di attaccare gli oppositori di sinistra sulle, a loro dire, irresponsabili e pericolose politiche sul sistema penale.
“Un video terrificante mostra il momento in cui una donna innocente è stata brutalmente assassinata su un treno a Charlotte, nella Carolina del Nord – si leggeva in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca – un atto di malvagità sconvolgente. Il mostro squilibrato era stato arrestato più volte per crimini violenti nell’arco di oltre un decennio. Nonostante la lunga fedina penale, i problemi di salute mentale e la perdita della cauzione in tre occasioni, un giudice democratico lo ha rilasciato in strada dopo il suo ultimo arresto a gennaio, libero di massacrare una donna innocente pochi mesi dopo […] Questa è diventata la norma nelle città governate dai Democratici, dove politiche della Sinistra Radicale come ‘niente cauzioni in denaro’ e ‘defund the police’ rimettono in strada criminali professionisti depravati, liberi di continuare a stuprare, saccheggiare e uccidere in tutto il Paese”.
Anche il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, era intervenuto su quella vicenda. “Dobbiamo rispondere con forza e fermezza. Dobbiamo essere feroci proprio come loro. È l’unica cosa che capiscono. Non possiamo permettere che un gruppo criminale depravato di violenti e recidivi continui a diffondere distruzione e morte nel nostro Paese”. Il tycoon aveva mostrato un’immagine della 23enne vittima e un fermo immagine dell’aggressione nello Studio Ovale. “È stata massacrata da un mostro folle che vagava libero dopo essere stato 14 volte arrestato”. Si è scagliato contro gli amministratori democratici.
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Di tutto questo Kirk aveva parlato spesso negli ultimi tempi, aveva definito l’episodio “un segnale della barbarie che attraversa la società”, aveva strumentalmente segnalato un post sul profilo del movimento Black Lives Matter che rivendicava il diritto alla violenza da parte dei neri – BLM che ha condannato l’uccisione di Kirk, “non importano le idee, non importa la politica, le pallottole non sono la risposta”. Sull’omicidio di Zarutska Kirk aveva pubblicato il suo ultimo reel sui social. E in queste ore in molti più o meno prossimi alle sue posizioni stanno collegando i due attacchi, come una sorta di ritorsione verso le parole dell’influencer della destra americana.
“L’America non sarà mai più la stessa”, aveva scritto Kirk in uno dei suoi ultimi posti in cui compariva una foto della rifugiata ucraina. “I democratici e i loro alleati dei media liberali saranno mai più sconvolti dall’omicidio di una persona innocente di quanto lo siano dal fatto che i conservatori abbiano notato l’omicidio di una persona innocente?”, aveva dichiarato in un altro post paragonando l’attenzione mediatica sul caso della 23enne ad altri, come ad esempio quello di George Floyd, l’uccisione di un afroamericano nel 2020 da un poliziotto a Minneapolis che diede il via libera a manifestazioni in tutto il mondo. Quello che è certo al momento, è che nessuna persona è stata fermata per l’omicidio dell’attivista, il colpevole è tutt’ora ricercato. Alla Casa Bianca intanto sono state calate le bandiere a mezz’asta per l’omicidio di Kirk.