Roma-Parigi: l’economia riaccende lo scontro

Bilancio e Ucraina, le vere ragioni dello scontro tra Italia e Francia

Per il Wsj la Francia è “il nuovo grande malato d’Europa”. Preoccupata la Bce: “I mercati valutano il rischio di caduta del governo”, mentre elogia gli sforzi dell’Italia.

Politica - di David Romoli

2 Settembre 2025 alle 13:00

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Bilancio e Ucraina, le vere ragioni dello scontro tra Italia e Francia

Salvini non c’era andato leggero. Di solito per un vicepremier è buona norma non apostrofare il presidente di un Paese amico con toni da osteria. Ma il premier francese Bayrou è andato molto oltre: accusare l’Italia di praticare dumping fiscale ai danni proprio della Francia non è una intemperanza. E’ un attacco politico tanto più inaudito in quanto non giustificato. Così, per una volta, proprio Salvini fa la parte del lucido quando accusa il governo francese di “essere nervoso perché il loro debito è più pericoloso di quanto non sia il nostro”. Salvini ovviamente non è il solo a risentirsi. Già domenica Chigi aveva replicato con una nota che definirla irritata è poco: “Stupiscono le affermazioni totalmente infondate di Bayrou”. Molto più felpato, come da copione, ma nella sostanza altrettanto caustico lo “sbaldorditoTajani.

La stampa francese, in carta e poi per tutta la giornata sui siti, amplifica la polemica. Alcune testate, Le Figaro e il principale quotidiano economico Les Echos, accusano l’Italia di prendersela con Bayrou dopo aver passato l’estate a bersagliare Macron ed Echos stila anche una lista dei super-ricchi che si sarebbero trasferiti in Italia per approfittare di un trattamento fiscale più favorevole. Ma al di là dei singoli casi è evidente che l’animosità del primo ministro francese era dovuta a più profonde e fondate ragioni. A chiarirle ci ha pensato ieri il Wall Street Journal, “La Francia è il nuovo grande malato d’Europa mentre Grecia e Italia vanno bene”, e soprattutto la presidente della Bce Christine Lagarde che ha elogiato l’Italia: “Fa sforzi molto seri in termini di bilancio ed essendo vicina al 3% di bilancio probabilmente uscirà presto dal regime di co-proprietà”, cioè dalla procedura di infrazione. Sulla Francia la stessa presidente ha ammesso la preoccupazione della Bce: “I mercati valutano il rischio di caduta del governo e abbiamo visto il rischio aumentare negli ultimi giorni. Lo spread francese è appena sotto quello dell’Italia e non era così pochi mesi fa”.

Tra le righe si distingue chiaramente quale sia la minaccia che preoccupa l’Europa e porta effettivamente alle stelle “il nervosismo” di Parigi. E’ noto quanto pesi sulla disposizione dei mercati, e dunque sui tassi di interesse del debito delle nazioni, la stabilità politica. L’Italia, come rimarca Tajani, è oggi in condizioni più stabili di buona parte dell’Europa e soprattutto della Francia, che con ogni probabilità è sull’orlo di una crisi al buio. Se, come appare inevitabile, il governo Bayrou cadrà la settimana prossima Macron avrà di fronte a sé diverse strade. Può tentare un nuovo governo che, come Bayrou, non chiederebbe la fiducia ma dovrebbe sempre affrontare lo scoglio su cui rischia forte di cadere lo stesso Bayrou, una finanziaria necessariamente rigida per la procedura d’emergenza. Può andare a nuove elezioni parlamentari, che secondo tutti i sondaggi sarebbero vinte dal Rassemblement di Le Pen e Bardella, o può dimettersi il che porterebbe il terremoto all’ultimo grado della scala Mercalli. In tutti e tre questi casi una lunga fase di instabilità politica sarà inevitabile e di conseguenza lo saranno anche le ricadute negative sulla credibilità delle finanze francesi sui mercati. A tutto vantaggio dell’Italia il cui governo, al contrario di quanto promesso prima del voto, ha imboccato subito la via dell’austerità, anzi quasi del rigore, e dispone della carta vincente detta “stabilità”.

A spiegare l’animosità francese, molto più dell’eterno duello a colpi di battute al veleno e dichiarazioni ostili dall’una e dall’altra parte, vale anche il nodo dell’Ucraina. Macron cerca di premere a tavoletta l’acceleratore su una missione militare che però, nella situazione data, sarebbe più di guerra che di pace. Giovedì sono convocati di nuovo i Volenterosi e all’odg ci saranno proprio passi verso quel traguardo: gli stivali sul terreno. L’Italia frena più di chiunque altro. Giovedì Meloni dovrebbe partecipare al summit solo in videoconferenza e comunque la linea sarà opposta a quella dell’Eliseo. Sono in campo strategie opposte per quanto riguarda l’Ucraina ma anche i rapporti con Trump. Però c’è probabilmente anche altro. Nella fase che il mondo sta vivendo, non molto distante dall’antica “politica delle cannoniere”, l’immagine di Paese-ammiraglio di un’Europa combattiva e muscolare ha tutto il suo peso anche in termini di immagine solida sui mercati. La frizione, insomma, è stavolta molto meno frivola e molto più profonda di quanto non sia stata nelle numerose occasioni precedenti.

2 Settembre 2025

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