Comincia la soluzione finale

Israele sfonda a Gaza City, inizia l’invasione di terra: è la “soluzione finale” della questione palestinese

Comincia l’invasione di terra della città: sospese le pause tattiche. Obiettivo: smantellare Hamas e liberare gli ostaggi. L’Unrwa avverte: si rischia il milione di sfollati

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

30 Agosto 2025 alle 07:00

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AP Photo/Maya Levin
AP Photo/Maya Levin

L’invasione di terra sta per iniziare. I piani per l’evacuazione forzata sono stati approntati. L’attacco su Gaza City si intensificherà. Lo ha annunciato un portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee.

Le forze armate israeliane hanno avviato l’attacco su Gaza City operando «con grande forza» nella periferia della città e l’operazione militare è nella sua fase iniziale, ma l’esercito israeliano «intensificherà i propri attacchi» e «non esiterà» fino a quando tutti gli ostaggi israeliani non saranno stati liberati e Hamas non sarà stato smantellato «militarmente e politicamente», ha dichiarato Adraee, portavoce dell’Idf in lingua araba. Israele «non sta aspettando» e sta portando avanti il suo attacco contro Hamas, che si è «trasformato da organizzazione militare in un’organizzazione sconfitta che conduce una guerriglia», ha aggiunto. «In linea con la valutazione della situazione e le direttive dei vertici politici, a partire da oggi (ieri, ndr) alle 10, la pausa tattica locale nell’attività militare non si applicherà all’area di Gaza City, che è una zona di combattimento pericolosa».

È quanto comunicano via X le forze israeliane (Idf), in riferimento alle «pause tattiche» quotidiane in alcune aree per facilitare la distribuzione di aiuti. Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, “invita” Hamas «ad arrendersi ora, altrimenti le Forze di difesa d’Israele annetteranno gradualmente l’intera Striscia». A riferirlo è lo stesso Smotrich in un messaggio su X. «Presenteremo ad Hamas un duplice scenario: resa incondizionata, restituzione ostaggi (israeliani) in un’unica fase, uscita dalla Striscia e annessione del perimetro di sicurezza con il pieno controllo operativo di Israele sulla Striscia. In caso di rifiuto, Israele intraprenderà un’azione militare rapida e intensa», ha dichiarato Smotrich. Dal punto di vista politico, Israele annetterà gradualmente i territori della Striscia di Gaza e punterà all’attuazione del piano Trump per «l’emigrazione volontaria dei residenti», ha incalzato Smotrich.

La soluzione finale della questione palestinese

«Dobbiamo scegliere chi far sopravvivere e chi no. Purtroppo, la nostra carenza di mezzi ci costringe a scommettere su chi ha più probabilità di cavarsela. Se ci sono due feriti che hanno bisogno di essere operati contemporaneamente dobbiamo decidere a chi dare questa chance di salvezza». È la drammatica testimonianza che arriva dall’Al-Ahli Arab Hospital, l’unica struttura sanitaria cristiana della Striscia di Gaza, situata nel quartiere Zeitoun, a sud-ovest della città vecchia. A parlare ai media vaticani tra il fragore dei bombardamenti, è il direttore sanitario Maher Ayyad: «Qui si muore anche negli ospedali che ti dovrebbero curare», dice con sgomento. L’imminente offensiva dell’esercito israeliano a Gaza City potrebbe causare lo sfollamento di un altro milione di persone, fra cui molte che erano già state sfollate in precedenza, e «qualsiasi ulteriore escalation aggraverebbe le sofferenze e spingerebbe più persone verso la catastrofe».

Lo afferma in un post su X l’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, dopo che l’Idf ha dichiarato Gaza City «una zona di combattimento pericolosa», annunciando che nella zona sospenderà le cosiddette pause tattiche che erano state introdotte per consentire la consegna di aiuti umanitari. «Un’intensificazione delle operazioni militari a Gaza City metterebbe circa un milione di persone a rischio di essere nuovamente costrette ad abbandonare le proprie case. Con la carestia già confermata nella zona, qualsiasi ulteriore escalation aggraverebbe le sofferenze e spingerebbe ancora più persone verso la catastrofe», si legge nel post dell’agenzia Onu.

Il bilancio delle vittime dall’inizio della guerra a Gaza ha superato i 63mila morti. Lo ha riferito il ministero della Sanità della Striscia nel suo ultimo aggiornamento quotidiano, spiegando che nelle ultime 24 ore sono state uccise in attacchi israeliani 59 persone, fra cui 23 che erano in cerca di aiuti umanitari, il che porta a 63.025 il bilancio complessivo dei morti dall’inizio del conflitto. I feriti sono complessivamente 159.490. In tutto questo, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha annunciato la revoca dei visti ai membri dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e dell’Autorità Palestinese (ANP) in vista dell’imminente Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota, sottolineando che «l’impegno dell’amministrazione Trump era di non premiare il terrorismo». Netanyahu e Smotrich esultano.

30 Agosto 2025

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