Alla Mostra di Venezia
Dubbiosa, ruvida e femminista: al Festiva di Venezia la vera madre Teresa
In Mother Mitevska racconta una 37enne in preda al momento più arduo, critico della sua vita, dentro un dilemma che ne mise alla prova la fede e le ambizioni.
Cinema - di Chiara Nicoletti
15 anni fa, la regista e sceneggiatrice macedone, Teona Strugar Mitevska, realizzava un documentario, Teresa and I, interamente girato a Calcutta, sulla figura di Madre Teresa, come lei nata a Skopje. Dopo un film di debutto strabordante e scomodamente femminista come Dio è donna e si chiama Petrunya, una vera e propria rivelazione al Festival di Berlino nel 2019, Mitevska aveva consolidato la sua presenza nel panorama cinematografico mondiale come voce fuori dal coro e politically incorrect raccontando una vittima della guerra di Jugoslavia attraverso un grottesco speed-date in L’appartamento, a Venezia in Orizzonti nel 2022.
Tutto questo ha reso possibile la realizzazione di Mother, film d’apertura di Orizzonti all’82esima Mostra del Cinema di Venezia. Con il volto, il corpo, la rigidità e lo sguardo risoluto dell’attrice svedese Noomi Rapace, che interpreta la Santa di Calcutta nell’estate del 1948 quando attendeva il definitivo nulla osta del Vaticano alla costruzione del suo ordine Missionarie della carità, Mitevska racconta una 37enne in preda al momento più arduo, critico della sua vita, dentro un dilemma che ne mise alla prova la fede e le ambizioni. Dichiara Teona Mitevska: “Mi ci sono voluti esattamente venticinque anni per arrivare dove sono oggi e realizzare Mother, un film che rappresenta pienamente me e la persona che voglio essere: audace, coraggiosa e libera. Dato che ho raggiunto la mia libertà, offro anche a lei la sua. Madre Teresa era una madre, sì, ma per milioni di persone. Era severa, brusca, inflessibile, eppure materna ben oltre la nostra comprensione”.
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Mother, seppur con il freno tirato, dovuto alla caratura di un progetto internazionale e dell’inevitabile sfida che deriva dal toccare una santa e mostrarne debolezze, inflessibilità e mancanza di misericordia seppur passeggere, riesce ad essere un film femminista nella maniera in cui non si vergogna di mettere questa donna in crisi davanti ad una questione tutt’ora dibattuta: l’aborto. Sottolinea Mitevska: “Madre Teresa è una figura controversa e la sua posizione sull’aborto in particolare è un ostacolo sul suo cammino, difficile da comprendere dalla prospettiva odierna, almeno per alcuni di noi, eppure approvata da molti. Abbiamo scelto di raccontare la sua storia prima che diventasse la Madre Teresa che conosciamo oggi e il film ripercorre sette giorni della sua vita. Presento questa Madre quasi come l’amministratrice delegata di una multinazionale, instancabile e ambiziosa. Giudico la sua santità dalle sue azioni e non dai suoi modi. Celebriamo le donne così come sono, non solo martiri altruiste o vittime eterne, ma come personaggi pienamente sviluppati, come persone che possono avere ambizioni diverse dal diventare la moglie di qualcuno. Era tutt’altro che perfetta, ma era davvero straordinaria”.
“Con Teona abbiamo condiviso la stessa necessità di dover intraprendere un processo di demistificazione nei confronti di Madre Teresa per entrarle letteralmente sottopelle così da investigarne l’umano”, ci racconta la sua interprete Noomi Rapace. “E quel che di lei mi ha colpito facendo le ricerche per il film è che anche lei ha dovuto combattere contro quei conflitti interni che affliggono tutte e tutti noi. Non abbiamo fatto un film su una Santa, abbiamo fatto un film su un essere umano, che guarda caso era una donna e che ha fatto cose straordinarie”.