L'82esima edizione

È guerra a Venezia, al via la mostra del Cinema tra Venice4Palestine e il Comitato per Israele: gli appelli e la manifestazione

Gli appelli degli artisti per Gaza, i forfait di Gal Gadot e Gerald Butler, la nascita del Comitato per Israele. La mostra finirà sabato 6 settembre, apre il concorso il nuovo film di Paolo Sorrentino, "La Grazia"

Cinema - di Redazione Web

27 Agosto 2025 alle 11:58

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final preparations for the 82th International Venice Filmfestival, August 26 2025, Venice, Italy (photo by Gian Mattia D’Alberto/Lapresse)
final preparations for the 82th International Venice Filmfestival, August 26 2025, Venice, Italy (photo by Gian Mattia D’Alberto/Lapresse)

È una Mostra del Cinema di Venezia che parte oggi, con le promesse di grandi film e autori e documentari e star italiane e internazionali in grande spolvero, ma che in realtà è già cominciata ormai da giorni nel segno della guerra in Palestina con gli appelli degli artisti per Gaza, dei Comitati che difendono Israele mentre continua la carneficina in corso nella Striscia. È una mostra del cinema in guerra insomma, che mette registi attori protagonisti nella posizione di doversi schierare, quasi un obbligo. Schierati più agenti e militari rispetto al solito. La mostra si apre oggi e si chiuderà il 6 settembre, prevista anche una manifestazione per Gaza a Venezia sabato 30 agosto.

L’82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia

Quella che si prepara ad andare in scena è l’82esima edizione della Mostra Internazionale. Calendario fittissimo, come ogni anno, a ogni edizione d’altronde. Grandi autori, film, documentari, parterre molto hollywoodiano a questo giro: da Julia Roberts a George Clooney, da Emma Stone a Jude Law, Cate Blanchett, Emily Blunt, Amanda Seyfried e Oscar Isaac. Ad aprire le danze La grazia, l’ultimo film di Paolo Sorrentino con Toni Servillo e Anna Ferzetti dopo il successo totale di Parthenope, uscito l’anno scorso. Soltanto il primo dei cinque film italiani in concorso.

La sezione Orizzonti sarà aperta da Mother, con Noomi Rapace e firmato da Teona Strugar Mitevska e dedicato alla figura di Madre Teresa di Calcutta. La prima serata si chiuderà con un tributo al maestro del cinema tedesco Werner Herzog, Leone d’Oro alla carriera, che presenterà il suo documentario Ghost Elephants. 21 in film in concorso tra cui Bugonia di Yorgos Lanthimos, il biopic su Putin di Olivier Assayas Le mage du Kremlin, Portobello di Marco Bellocchio dedicato a Enzo Tortora, Duse di Pietro Marcello.

La giuria internazionale sarà presieduta dal regista e sceneggiatore statunitense Alexander Payne e composta dal regista e sceneggiatore francese Stéphane Brizé; la regista e sceneggiatrice italiana Maura Delpero; il regista, sceneggiatore e produttore rumeno Cristian Mungiu; il regista e scrittore iraniano Mohammad Rasoulof; l’attrice, scrittrice e sceneggiatrice brasiliana Fernanda Torres; l’attrice cinese Zhao Tao. Presieduta dalla regista e sceneggiatrice francese Julia Ducournau, la Giuria internazionale Orizzonti sarà invece composta dal regista e videoartista italiano Yuri Ancarani, il critico cinematografico argentino Fernando Enrique Juan Lima, la regista australiana Shannon Murphy, l’artista e regista statunitense RaMell Ross.

Le cerimonie di apertura e di chiusura saranno trasmesse dalla Rai, tv ufficiale della Mostra sarà Rai Cultura con una copertura quotidiana. A condurre entrambe le cerimonie sarà l’attrice Emanuela Fanelli. “Parteciperò alla manifestazione che si terrà qui. In certi contesti sembra che quella frase serva più alla mia immagine che alla causa. E questo, per me, è imbarazzante. Ma forse l’imbarazzo è l’unico sentimento coerente con lo stare al mondo in questo momento”. Sabato 30 agosto si terrà una manifestazione promossa da diversi gruppi politici con il sostegno della rete Artisti #NoBavaglio, Stop al Genocidio-Palestina Libera.

Venice4Palestine e Venice for Israel

A portare il tema della guerra in Medio Oriente al lido, in particolare il collettivo Venice4Palestine, un collettivo che aveva firmato una lettera aperta per ritirare l’invito “a qualunque artista e celebrità che sostenga pubblicamente e attivamente il genocidio” a Gaza e sollecitava a mettere quello spazio “a disposizione di una nostra delegazione che sfili sul red carpet con la bandiera palestinese”. Qualcosa che era già successo nella cultura e nello sport con la Russia di Vladimir Putin che nel febbraio del 2022 ha lanciato l’invasione dell’Ucraina.

“La comunicazione ufficiale della Biennale sceglie ancora di non menzionare la Palestina e il genocidio in corso, né tantomeno lo Stato di Israele che lo sta perpetuando. Se la Biennale vuole davvero essere un ‘luogo di confronto aperto e sensibile’, allora questo spazio deve essere innanzitutto uno spazio di verità. Apprezziamo ovviamente la presenza di film come The Voice of Hind Rajab della regista Kaouther Ben Hania, ma allo stesso tempo ci chiediamo come si può rendere omaggio a figure come Gerard Butler e Gal Gadot, protagonisti di un film fuori concorso, che sostengono ideologicamente e materialmente la condotta politica e militare di Israele”.

1500 personalità del mondo del cinema avevano sostenuto l’iniziativa, nomi come quelli di Ken Loach, Jasmine Trinca, Carlo Verdone, Marco Bellocchio, Laura Morante, Abel Ferrara, Alba e Alice Rohrwacher, Toni e Peppe Servillo, Matteo Garrone, Valeria Golino, Mario Martone, Céline Sciamma, Audrey Diwan e Charles Dance, Fiorella Mannoia e Paola Turci. L’organizzazione replicava che “la Biennale di Venezia e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica sono sempre stati, nella loro storia, luoghi di confronto aperti e sensibili a tutte le questioni più urgenti della società e nel mondo”.

Non saranno a Venezia né Gal Gadot né Gerald Butler. “Trovo francamente assurdo quello che sta accadendo a Venezia – il commento della Sottosegretaria alla Cultura del governo Meloni Lucia Borgonzoni – Siamo arrivati al punto che degli artisti pretendono di censurarne altri solo per le loro idee personali. Le opinioni possono piacere o no, possono essere condivisibili o meno, ma l’arte non si censura”. In risposta a Venice4Palestine è nato quindi il Comitato Venice for Israel, sostenuto dal gruppo Free4Futur. “L’arte non può essere usata come maschera della propaganda né piegata alle campagne d’odio che invocano la cancellazione di Israele. Chiediamo alla Mostra del Cinema di Venezia e alla Biennale di dire con chiarezza: i simboli culturali non possono diventare veicolo di antisemitismo e menzogna. La libertà creativa vive solo se fondata sulla verità, non sulla manipolazione”.

Alla cerimonia di preapertura era intervenuto Don Nandino Capovilla, il parroco di Marghera, coordinatore di Pax Christi dal 2009 al 2013, fermato all’aeroporto di Tel Aviv ed espulso da Israele il 12 agosto scorso. “Non solo Gaza, non solo dove governa Hamas, non dal 7 ottobre 2023, ma prima e dopo, in tutto il Territorio palestinese occupato si sta compiendo un preciso disegno di pulizia etnica iniziato con la Nakba del 1948, un tassello di quel colonialismo di insediamento alla base del sionismo – aveva detto il sacerdote intervenendo in sala Darsena, prima della proiezione del corto di Yann Arthus Bertrand Origin – Tutto questo poteva non essere, ed è. Può essere fermato e non lo stiamo facendo, o non abbastanza: possiamo smettere di inviare armi a Israele, possiamo indurlo al rispetto del diritto, a lasciare che le agenzie Onu, coordinate da Ocha, tornino a soccorrere una popolazione stremata; possiamo renderci conto che finché non finisce l’occupazione è assurdo e ipocrita ripetere il ritornello dei ‘due popoli, due stati’”. Una scelta doverosa, sottolinea il direttore della Mostra Alberto Barbera, “mentre ci ritroviamo impotenti ad assistere a un massacro che non possiamo giustificare neanche un po’”.

27 Agosto 2025

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