La guerra sul red carpet

Gal Gadot non sarà alla Mostra del Cinema di Venezia, l’appello di artisti ProPal alla Biennale: “Sostiene genocidio”

La richiesta di Venice4Palestine: "Una nostra delegazione sul red carpet con la bandiera palestinese". Il 30 agosto si terrà anche la manifestazione Stop al Genocidio-Palestina Libera

Cinema - di Redazione Web

25 Agosto 2025 alle 17:12

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Gal Gadot attends a ceremony honoring her with a star on the Hollywood Walk of Fame on Tuesday, March 18, 2025, in Los Angeles. (Photo by Jordan Strauss/Invision/AP) Associated Press/LaPresse
Gal Gadot attends a ceremony honoring her with a star on the Hollywood Walk of Fame on Tuesday, March 18, 2025, in Los Angeles. (Photo by Jordan Strauss/Invision/AP) Associated Press/LaPresse

Non sarà alla Mostra del cinema di Venezia l’attrice israeliana Gal Gadot. La sua presenza non sarebbe stata prevista, secondo quanto emerge in queste ore dopo che un collettivo aveva firmato una lettera aperta per ritirare l’invito “a qualunque artista e celebrità che sostenga pubblicamente e attivamente il genocidio” a Gaza e sollecitava a mettere quello spazio “a disposizione di una nostra delegazione che sfili sul red carpet con la bandiera palestinese”. La strage in corso ha inasprito toni e comportamenti nei confronti di Israele in tutto il mondo, per questioni simili sono ancora frequenti boicottaggi o stop ad artisti russi considerati vicini al Presidente Vladimir Putin e sostenitori dell’invasione dell’Ucraina. All’ordine del giorno ormai episodi di antisemitismo.

La Mostra comincerà il 27 agosto e finirà il 6 settembre. Gadot è protagonista del film The hand of Dante, diretto dal regista Julian Schnabel e interpretato da Gerard Butler. “Nella lotta per la perfezione nell’arte, le nostre vite possono essere meno che perfette – persino afflitte dal fallimento – ma tutto ciò che esiste al di fuori dell’opera d’arte non esiste. L’obiettivo è diventare la poesia”, il commento del regista sul sito della Mostra. L’attrice era stata invitata ma la sua presenza non era prevista, già prima dell’appello. Non è stata confermata invece la partecipazione del collega Gerard Butler.

L’appello era stato lanciato alla Biennale sotto la sigla V4P, Venice4Palestine. “La comunicazione ufficiale della Biennale sceglie ancora di non menzionare la Palestina e il genocidio in corso, né tantomeno lo Stato di Israele che lo sta perpetuando. Se la Biennale vuole davvero essere un ‘luogo di confronto aperto e sensibile’, allora questo spazio deve essere innanzitutto uno spazio di verità. Apprezziamo ovviamente la presenza di film come The Voice of Hind Rajab della regista Kaouther Ben Hania, ma allo stesso tempo ci chiediamo come si può rendere omaggio a figure come Gerard Butler e Gal Gadot, protagonisti di un film fuori concorso, che sostengono ideologicamente e materialmente la condotta politica e militare di Israele”.

L’ultima era un’ulteriore replica a una prima richiesta da parte del movimento alla Biennale che aveva unito 1500 personalità del mondo del cinema che chiedeva una netta presa di posizione della Mostra. A sostenere quell’iniziativa nomi nome come quelli di Ken Loach, Jasmine Trinca, Carlo Verdone, Marco Bellocchio, Laura Morante, Abel Ferrara, Alba e Alice Rohrwacher, Toni e Peppe Servillo, Matteo Garrone, Valeria Golino, Mario Martone, Céline Sciamma, Audrey Diwan e Charles Dance, Fiorella Mannoia e Paola Turci. La organizzazione replicava che “la Biennale di Venezia e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica sono sempre stati, nella loro storia, luoghi di confronto aperti e sensibili a tutte le questioni più urgenti della società e nel mondo”.

La lettera odierna chiede all’organizzazione di dare spazio ad artisti e artiste palestinesi durante la cerimonia di apertura. Il 30 agosto si terrà anche la manifestazione, promossa da diversi gruppi politici con il sostegno della rete Artisti #NoBavaglio, Stop al Genocidio-Palestina Libera. “Alla Biennale di esporsi con azioni e con posizioni chiare e che si impegni a interrompere le partnership con qualunque organizzazione che sostiene il governo israeliano, direttamente o indirettamente”. Il più noto movimento Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) è stato affiancato negli ultimi anni da altre iniziative contro Israele.

A Gaza, secondo il ministero controllato da Hamas, sono morte oltre 62persone dall’inizio dell’operazione in risposta ai massacri di Hamas del 7 ottobre 2023. Per la rivista medica The Lancet, il dato era sottostimato già lo scorso gennaio, quando contò almeno 70mila vittime.

25 Agosto 2025

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