La reazione all'occupazione
Il fronte anti-Netanyahu si allarga, anche la Germania sospende l’invio di armi ad Israele per fermare la strage di Gaza
Hamas ha definito la decisione di Israele di assumere il controllo di Gaza City un «crimine di guerra», sottolineando che il piano di Netanyahu spiega l’improvviso ritiro di Israele dall’ultimo round di negoziati
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Dura reazione del Forum delle famiglie degli ostaggi in merito alla decisione del governo israeliano di occupare Gaza City, dove si ritiene che alcuni degli ostaggi siano ancora tenuti. «Il governo israeliano ha condannato a morte gli ostaggi ancora in vita e alla sparizione coloro che sono morti», si legge in una dichiarazione. «La decisione del governo di avviare il processo di occupazione della Striscia è una dichiarazione ufficiale di abbandono degli ostaggi, ignorando completamente i ripetuti avvertimenti dei vertici militari e il chiaro desiderio della maggior parte dell’opinione pubblica israeliana», viene ancora riferito.
Nella dichiarazione, il governo viene accusato di agire contro l’interesse nazionale con una mossa «sciocca», di «inganno e imperdonabile negligenza morale e di sicurezza», che avvicina Israele a un «colossale disastro per gli ostaggi e i combattenti dell’Idf». Il Forum aggiunge tuttavia che non è troppo tardi e che questo passo può essere fermato raggiungendo un accordo globale per porre fine alla guerra e restituire tutti i prigionieri. Lo riporta il Times of Israel. I membri del gabinetto di sicurezza israeliano hanno urlato contro il capo militare dell’Idf, l’esercito israeliano, durante l’incontro di ieri, durato quasi 10 ore, sui piani di Israele per Gaza. Lo ha riferito un funzionario politico israeliano alla Cnn. Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), tenente generale Eyal Zamir, si è sempre detto contrario al piano di occupazione della Striscia. L’uso da parte di Israele del termine «controllo» invece di «occupazione» è un tentativo di «eludere la propria responsabilità legale per le conseguenze del suo brutale crimine contro i civili», afferma Hamas, secondo cui il governo israeliano non si cura del destino degli ostaggi: «Si rendono conto che espandere l’aggressione significa sacrificarli».
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Il movimento islamista palestinese, riporta Al Jazeera, ha definito la decisione di Israele di assumere il controllo di Gaza City un «crimine di guerra», sottolineando che il piano di Netanyahu spiega l’improvviso ritiro di Israele dall’ultimo round di negoziati. Dalla parte di Netanyahu e del suo governo di fanatici messianici si schiera ancora una volta il tycoon americano. Gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di riconoscere lo Stato palestinese. Lo ha dichiarato il vicepresidente Usa, James David Vance, parlando con i giornalisti prima dell’incontro con l’omologo britannico David Lammy, in visita nel Regno Unito. Rispondendo alla domanda su cosa pensasse della decisione del Regno Unito di riconoscere uno Stato palestinese, Vance ha affermato di non essere sicuro di cosa significherebbe tale riconoscimento, «data la mancanza di un governo funzionante». In Europa sono molte le cancellerie che protestano per l’occupazione di Gaza decisa da Netanyahu e una di queste ha fatto seguire alle parole un atto concreto. «Il governo tedesco non autorizzerà alcuna esportazione di attrezzature militari che potrebbero essere utilizzate nella Striscia di Gaza fino a nuovo avviso», è quanto dichiara il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz. E l’Italia? Tutto tace a Palazzo Chigi.