Il caso Almasri

Caso Almasri, i carabinieri: “Non era una vendetta”

Siamo contenti di non avere sbagliato e che questo comunicato dell’Arma confermi i fatti. Magari saranno meno contenti quelli del governo…

Cronaca - di Redazione Web

8 Agosto 2025 alle 11:31 - Ultimo agg. 8 Agosto 2025 alle 18:58

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Photo credits: Giuliano Del Gatto/Imagoeconomica
Photo credits: Giuliano Del Gatto/Imagoeconomica

Il comando generale dell’arma dei carabinieri ieri ha diffuso un comunicato nel quale critica un articolo (soprattutto un titolo) pubblicato ieri sull’Unità. Nel comunicato però non smentisce anzi (e la cosa ci fa piacere) conferma i fatti raccontati dal nostro Paolo Comi.

Dice il comunicato (che trascriviamo integralmente: “In merito all’articolo pubblicato oggi sul quotidiano L’Unità dal titolo ‘la rivincita dei carabinieri esclusi dal caso Almasri’, a firma Paolo Comi, questo Comando Generale ritiene necessario precisare quanto segue: Il contenuto dell’articolo è privo di fondamento e contiene affermazioni gravemente lesive della dignità e della onorabilità dell’arma dei carabinieri. Nei suoi oltre due secoli di storia, l’Arma non ha mai agito per ‘vendetta’ o per ottenere una ‘rivincita’, come lascia intendere il rimando dalla prima pagina e il titolo dell’articolo a pagina 5, espressioni totalmente estranee alla cultura istituzionale , ai valori e al modo di operare dei Carabinieri. Nello specifico caso in questione, il Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Roma si è limitato a svolgere, con la consueta professionalità e scrupolosità, le attività di acquisizione documentale delegate dall’Autorità giudiziaria, nel solco delle proprie competenze e nel rigoroso rispetto dei rapporti funzionali con la magistratura. L’Arma dei carabinieri continuerà a tutelare la propria immagine e il proprio operato da ricostruzioni giornalistiche infondate che possono minare la fiducia dei cittadini e delle istituzioni”.

Noi ci siamo limitati a riferire quello che era successo. E cioè che i carabinieri erano stati esclusi dal lavoro sul caso Almasri compiuto dal governo e dai servizi segreti, ma che poi sono stati chiamati dalla magistratura a indagare proprio su quel lavoro e sulle eventuali responsabilità dei ministri. In letteratura si chiama “legge del contrappasso”. L’idea che questo contrappasso potesse risultare una specie di vendetta era evidentemente una idea nostra. Voi sapete che i giornali sono chiamati a esporre i fatti e poi a interpretarli. Spesso i titoli svolgono anche questa seconda funzione. Non abbiamo certo insinuato che nei carabinieri ci fosse uno spirito vendicativo. Tutt’altro. Probabilmente i magistrati hanno deciso di servirsi di loro proprio perché, in un’indagine così delicata che riguardava il governo, avevano bisogno di una forza certamente rigorosa e fedele alla propria missione. Siamo contenti di non avere sbagliato e che questo comunicato dell’Arma confermi i fatti. Magari saranno meno contenti quelli del governo…

8 Agosto 2025

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