Il 'niet' a Gergiev

Il concerto di Gergiev alla Reggia di Caserta annullato, no all’esibizione del direttore d’orchestra “ambasciatore” di Putin

Politica - di Redazione

21 Luglio 2025 alle 12:31

Condividi l'articolo

Il concerto di Gergiev alla Reggia di Caserta annullato, no all’esibizione del direttore d’orchestra “ambasciatore” di Putin

Il concerto sinfonico diretto da Valery Gergiev previsto domenica 27 luglio alla Reggia di Caserta nell’ambito della rassegna musicale “Un’estate da Re”, non si farà. La scelta di annullare l’esibizione è stata comunicata dalla direzione della Reggia di Caserta alla Scabec, società della Regione Campania che organizza la rassegna musicale.

“La direzione della Reggia di Caserta ha disposto l’annullamento del concerto sinfonico diretto da Valery Gergiev, previsto nell’ambito della rassegna Un’Estate da Re per il prossimo 27 luglio nel cortile del Complesso vanvitelliano”, si legge in una nota diffusa dall’ufficio comunicazione del complesso vanvitelliano.

Un concerto, quello del noto direttore d’orchestra Gergiev, che aveva scatenato una furiosa polemica politica per la nota vicinanza del musicista al presidente russo Vladimir Putin: contro la sua presenza alla Reggia di Caserta, bene patrimonio dell’Unesco, si era espressa con una lettera anche Yulia Navalnaya, vedova del dissidente politico Alexei Navalny, morto in carcere in Russia nel febbraio del 2024.

Navalnaya aveva ricordato che Gergiev non è solo “un caro amico” di Putin, ma anche “suo complice e fiancheggiatore”. “Per diversi anni Gergiev abbia utilizzato per scopi personali gli ingenti fondi provenienti da una fondazione benefica a lui intitolata – aveva ricordato la vedova di Navalny -. Queste risorse, essenzialmente di proprietà dello Stato russo e destinate a sostenere teatri e giovani talenti, sono state usate per garantirgli una vita agiata. “Valerij Gergiev non è solo un semplice compagno di strada del regime dittatoriale: ne è diventato parte integrante. Proprio per questo motivo non ha mai condannato Putin per l’invasione dell’Ucraina: questo non è forse sufficiente per non invitarlo mai più ai festival musicali internazionali?”.

Nella “cronistoria” dei rapporti tra Gergiev e Putin si può andare a ritroso al 2014, quando il direttore d’orchestra sostenne pubblicamente l’annessione illegale della Crimea, o a due anni dopo, nel 2016, quando tenne un concerto sinfonico nel teatro romano di Palmira, città siriana conquistata dallo Stato Islamico nel maggio 2015 e liberata l’anno successivo dall’esercito siriano fedele al dittatore Bashar al Assad con il sostegno dei soldati russi.

Atto di accusa condiviso da numerosi premi Nobel che avevano scritto alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, alle autorità italiane e al governatore della Campania Vincenzo De Luca per chiedere di impedire a Gergiev l’esibizione nella Reggia. Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, più volte chiamato in causa nei giorni scorsi, pur sottolineando che “l’arte è libera e non può essere censurata” aveva precisato che “la propaganda però, anche se fatta con talento, è un’altra cosa”.

Dal canto suo il governatore campo De Luca aveva difeso a spada tratta la decisione della Regione, sottolineando la volontà di confermare il concerto nonostante gli appelli internazionali e definendo “sconcertante” la vicenda chiedendosi dove fosse “il limite tra libertà d’espressione della propria opinione e la propaganda”.

Gergiev non dirige in Italia dal 23 febbraio del 2022, quando all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina il direttore d’orchestra si esibì al Teatro della Scala di Milano. Dopo lo scoppio del conflitto Gergiev era stato allontanato da varie istituzioni culturali, tra cui la stessa Scala, la Carnegie Hall di New York, la Wiener Philharmoniker di Vienna e la Filarmonica di Monaco di Baviera.

Il direttore d’orchestra, a capo del Bolshoi di Mosca e del Marinsky di San Pietroburgo, quando l’agenzia stampa russa Tass gli ha chiesto una reazione alla cancellazione del concerto alla Reggia ha replicato: “Non ho informazioni al riguardo”.

Ben più duro invece il commento arrivato dall’ambasciata russa in Italia e affidato ad una nota postata sul proprio canale Telegram: “Coloro che pensano che la cancellazione del concerto di Valery Gergiev danneggerà la Russia si sbagliano profondamente. Sarà inflitto un danno all’Italia stessa – prosegue la nota – che in questo modo mina la propria autorità e dà motivo di dubitare dell’ospitalità e dell’apertura verso tutti coloro che con il proprio talento, professionalità e sincerità portano nel mondo il bello e l’eterno”.

“Incoraggiati da alcune personalità politiche che rivelano grettezza e ottusità, così come dagli ormai onnipresenti nazionalisti ucraini, i media italiani hanno dato pieno spazio a una vergognosa campagna diffamatoria contro il grande musicista”, scrive nella nota l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov. “A una campagna – sottolinea il diplomatico – fondata su speculazioni, congetture e evidenti menzogne sul presunto ‘ruolo particolare’ che il Maestro Gergiev rivestirebbe nella ‘macchina della propaganda russa’, così come su attacchi di natura personale”.

di: Redazione - 21 Luglio 2025

Condividi l'articolo