Il caso del portavoce

Signorelli e le chat antisemite, giuste le dimissioni ma bisognerebbe trovare anche la talpa in Procura

Ha fatto bene a dimettersi. Bisognerebbe però anche trovare chi in Procura, probabilmente un magistrato, ha fornito a Repubblica intercettazioni penalmente irrilevanti, che riguardavano un non imputato, e che quindi non dovevano essere rese pubbliche.

Politica - di Redazione Web - 8 Giugno 2024

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Signorelli e le chat antisemite, giuste le dimissioni ma bisognerebbe trovare anche la talpa in Procura

Il giovane Paolo Signorelli si è autosospeso da portavoce del ministro Lollobrigida, perché Repubblica ha pubblicato il testo di alcune sue chat con un celebre capotifoso della Lazio (un certo Diabolik, che poi fu ucciso nel 2019) piene di insulti antisemiti.

Alcuni generici, alcuni indirizzati contro Gad Lerner. Ha fatto bene Signorelli a dimettersi perché quelle frasi antisemite – seppure pronunciate in privato – non sono compatibili con il suo incarico al ministero.

Repubblica aveva già chiesto tempo fa le sue dimissioni, perché nipote dell’omonimo Paolo Signorelli, professore di filosofia, dirigente di Ordine Nuovo, che passò una decina d’anni in prigione accusato di orridi delitti, e poi fu assolto pienamente.

E quindi non è passato, giustamente, alla storia come criminale ma come perseguitato dalla magistratura. La richiesta di dimissioni in quel caso era palesemente infondata: non è reato essere nipote, né essere nipote di un perseguitato.

Ora però bisognerebbe anche trovare chi in Procura, probabilmente un magistrato, ha fornito a Repubblica intercettazioni penalmente irrilevanti, che riguardavano un non imputato, e che quindi non dovevano essere rese pubbliche.

E le ha offerte a Repubblica alla vigilia delle elezioni europee, evidentemente per colpire il ministro Lollobrigida. E una volta individuato il responsabile, se -come è probabile – è un membro della magistratura, sarebbe giusto chiedere le sue dimissioni dalla magistratura.

8 Giugno 2024

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