210 morti palestinesi

Chi sono gli ostaggi liberati a Nuseirat: tra loro Noa, ragazza simbolo del 7 ottobre

Esteri - di Redazione - 8 Giugno 2024

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Noa Argamani
Noa Argamani

L’esercito israeliano salva quattro ostaggi e, probabilmente, anche il governo di Benjamin Netanyahu. L’IDF ha comunicato sabato di aver liberato quattro ostaggi che erano in mano ad Hamas dal 7 ottobre scorso, giorno dell’attacco in territorio israeliano dell’organizzazione radicale che controlla la Striscia di Gaza.

I quattro, tre maschi e una femmina, sono stati salvati in due luoghi separati di Nuseirat nel corso di “un’operazione complessa, progettata da diverse settimane, che si è svolta sotto un pesante fuoco nemico”, ha spiegato il portavoce militare israeliano Daniel Hagari.

Chi sono i 4 ostaggi liberati

I quattro ostaggi israeliani liberati dall’esercito sono Noa Argamani, 25 anni, Almog Meir Jan, 21, Andrey Kozlov, 27, e Shlomi Ziv, 40. I quattro sono stati salvati in una complessa operazione militari che è stata eseguita nel cuore di Nuseirat, dove nella notte tra il 5 e il 6 giugno scorso l’aeronautica israeliana aveva colpito una scuola dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di fornire assistenza umanitaria ai profughi palestinesi, uccidendo 45 persone.

Riveste un ruolo simbolico la liberazione di Noa Argamani, la ragazza che compare mentre grida in un video ripreso da uno dei sequestratori che l’avevano caricata su una moto per portarla a Gaza, dopo il suo sequestro avvenuto al festival Supernova, nel su di Israele, il 7 ottobre. Nel filmato urlava “non uccidermi”, mentre si sporgeva in direzione del suo fidanzato Avinatan Or, anche lui rapito dai miliziani islamici.

Almog Meir Jan, 21 anni, aveva finito il servizio militare tre mesi prima della sua cattura e anche lui è stato prelevato dalla festa. Andrey Kozlov, 27 anni di origini russe, lavorava come guardia di sicurezza al rave quando è stato catturato, così come il 40enne Shlomi Ziv.

L’operazione di salvataggio degli ostaggi

L’operazione che ha portato al salvataggio dei quattro ostaggi è stata “progettata da diverse settimane” e “si è svolta sotto un pesante fuoco nemico”, ha spiegato il portavoce militare israeliano Daniel Hagari.

I combattenti delle unità speciali – ha aggiunto – hanno operato in due diversi edifici e abbiamo fatto ricorso a un fuoco massiccio, anche da altri combattenti, Marina compresa, per proteggere le nostre forze. Gli ostaggi – ha continuato Hagari – erano all’interno di un rione civile, in un ambiente presidiato da miliziani armati“.

Per l’operazione “sono state usate informazioni di intelligence molto complesse raccolte durante settimane. È stato un puzzle molto grande. Continueremo a fare di tutto per recuperare anche gli altri ostaggi ai quali diciamo ìsappiate che siamo determinati ad arrivare anche a voi’“.

All’operazione di salvataggio e recupero degli ostaggi avrebbero partecipato anche gli Stati Uniti. A riferirlo la Cnn, citando un funzionario americano. “Una cellula americana ha sostenuto gli sforzi per salvare quattro ostaggi israeliani, collaborando con le forze israeliane nell’operazione“, ha il funzionario statunitense ai microfoni di Cnn.

Operazione costata molte vite sul fronte palestinese. Secondo Hamas almeno 200 persone sono state uccise sabato a seguito di operazioni israeliane che hanno avuto luogo nelle aree centrali di Gaza, Nuseirat, Deir al-Balah e al-Zawaideh: 400 invece sono i feriti negli scontri.

Quanti sono gli ostaggi in mano ad Hamas

Durante l’attacco del 7 ottobre Hamas e la Jihad Islamica hanno rapito circa 250 persone: la metà di queste sono state rilasciate nel corso del cessate il fuoco di novembre, durato circa una settimana.

Secondo Israele in mano palestinese restano circa 130 ostaggi, di cui un quarto sono ritenuti morti. L’operazione dell’IDF ha spinto ad un ulteriore pressing su esercito e governo da parte del Forum delle famiglie degli ostaggi. Definita “un trionfo miracoloso”, per le famiglie degli ostaggi ora “il governo deve ricordare il suo impegno a riportare indietro tutti i 120 ostaggi ancora detenuti da Hamas: i vivi per la riabilitazione, gli uccisi per la sepoltura”.

Continuiamo a chiedere alla comunità internazionale di esercitare la necessaria pressione su Hamas affinché accetti l’accordo proposto e rilasci gli altri 120 ostaggi tenuti prigionieri. Ogni giorno è un giorno di troppo”, spiegano i familiari degli ostaggi.

Gantz cancella la sua conferenza

Come detto, la liberazione dei quattro ostaggi potrebbe aver salvato, almeno per il momento, il governo Netanyahu.

Benny Gantz, ministro del Gabinetto di Guerra e principale leader dell’opposizione, ha cancellato il suo discorso serale dopo l’annuncio dei quattro ostaggi.

Ci si attendeva che Gantz avrebbe ritirato l’appoggio del suo partito al governo di unità nazionale.

di: Redazione - 8 Giugno 2024

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