Alta tensione al Nord

Rafael Kauders: chi è l’italo israeliano ucciso da Hezbollah

Il tweet del ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani. La vittima aveva quattro figli ed era un riservista. Aumenta l'escalation con il gruppo militare finanziato dall'Iran e di casa in Libano: il confine è ormai un fronte di guerra

Esteri - di Redazione Web - 6 Giugno 2024

CONDIVIDI

Rafael Kauders: chi è l’italo israeliano ucciso da Hezbollah

Rafael Kauders, un riservista italo-israeliano di 39 anni dell’esercito israeliano, è stato ucciso a seguito di un attacco di Hezbollah nel Nord di Israele. Ho appena parlato con la famiglia, attiva nella comunità italiana in Israele, per esprimere le condoglianze a nome di tutto il Governo“. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. La famiglia Kauders era originaria di Milano e si era trasferita in Israele da molti anni.

Chi è Rafael Kauders

Rafael Kauders – secondo quanto si è appreso – era spostato ed era padre di 4 figli. Viveva a Zur Hadassa, vicino Gerusalemme. Una zia, Bianca Kauders, fu uccisa in un attentato palestinese nel giugno del 2003 a Gerusalemme. Kauders stava svolgendo il servizio di richiamo nell’esercito a Kurfeish nel nord di Israele e apparteneva al Battaglione 5030 della Brigata Alon. È morto dopo essere stato ferito dalla caduta di un drone esplosivo lanciato dagli Hezbollah nel Libano. I funerali si svolgeranno oggi a Gerusalemme.

Il fronte del Libano: Israele – Hezbollah

Da molti giorni la milizia finanziata dall’Iran sta conducendo moltissimi raid in territorio israeliano. Circa 100mila i cittadini israeliani costretti a lasciare le loro abitazioni dalle regioni Nord più esposte agli attacchi: la Giudea e la Samaria. Per ora la reazione israeliana è stata contenuta con risposte mirate da parte dell’Idf. Si è spesso parlato di una tregua delle ostilità se Hezbollah si fosse attenuta alla risoluzione Onu e fosse rimasta nel territorio delineato dalle Nazioni Unite. In proposito, il portavoce della Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), Andrea Tenenti, ha espresso la sua “preoccupazione” per l’escalation durante un’intervista all’Arab World News Agency, un portale del sito web neozelandese News Hub:

L’Onu

La sfida principale al momento è lo scambio di fuoco che va avanti da 8 mesi, e c’è una grande possibilità che dopo tutto questo tempo, ci sia un’ulteriore escalation e incomprensione che potrebbe portare a un conflitto più ampio. L’Unifil sta facendo del suo meglio per ridurre le tensioni, e la comunità internazionale sta attualmente lavorando seriamente per trovare soluzioni. Ho sempre detto che non esiste una soluzione militare al conflitto, ma che la soluzione deve essere esclusivamente politica e diplomatica, e siamo pronti ad attuare qualsiasi misura che la comunità internazionale possa raggiungere con l’approvazione delle parti. La risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si trova di fronte a sfide importanti” e spera di “tornare al lavoro per attuare questa risoluzione. Ora è urgente la cessazione delle ostilità“.

6 Giugno 2024

Condividi l'articolo