Cresce la tensione bellica

La minaccia nucleare di Putin e quella di inviare i militari di Macron: quali sono i rischi di escalation della guerra in Ucraina

In risposta alle pulsioni interventiste di Parigi e Londra, Mosca annuncia esercitazioni nucleari al confine con l’Ucraina e convoca l’ambasciatore britannico

Esteri - di Umberto De Giovannangeli - 7 Maggio 2024

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La minaccia nucleare di Putin e quella di inviare i militari di Macron: quali sono i rischi di escalation della guerra in Ucraina

Di nuovo, la minaccia nucleare. Brandita da Mosca come spauracchio per l’Europa e avvertimento nei confronti delle pulsioni interviste di Parigi e Londra. La Russia potrebbe rispondere con bombardamenti su obiettivi militari britannici in Ucraina «e oltre» se Kiev usasse missili forniti da Londra per colpire il territorio russo.

Lo ha detto il ministero degli Esteri di Mosca, che ieri ha convocato l’ambasciatore britannico. Intanto, il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato all’esercito di effettuare esercitazioni sulle armi nucleari che coinvolgano la marina e le truppe con base vicino all’Ucraina.

Ad annunciarlo è il ministero della Difesa. “Durante l’esercitazione, saranno adottate una serie di misure per addestrare alla preparazione e all’uso di armi nucleari non strategiche”, ha affermato il ministero in una nota dove ha aggiunto che la misura è stata presa “su istruzioni del comandante in capo supremo delle forze armate della Federazione Russa”, Vladimir Putin.

Una mossa, secondo quanto afferma Mosca, che mira a “mantenere la prontezza” dell’esercito a proteggere il Paese, “in risposta alle dichiarazioni provocatorie e alle minacce rivolte contro la Russia da alcuni funzionari occidentali”, ha aggiunto il ministero.

È la prima volta che la Russia annuncia pubblicamente esercitazioni che coinvolgono le armi nucleari tattiche, che comprendono bombe aeree, testate per missili a corto raggio e munizioni di artiglieria e sono destinate all’uso sul campo di battaglia, ma hanno una portata inferiore rispetto alle testate che armano i missili balistici intercontinentali.

Dall’inizio del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, il presidente russo ha più volte messo in guardia sui rischi di un possibile conflitto nucleare. Nell’estate del 2023 ha schierato armi nucleari tattiche in Bielorussia, il suo più stretto alleato e vicino dell’Unione Europea.

L’annuncio arriva dopo le dichiarazioni di leader e funzionari occidentali che implicavano un loro maggiore coinvolgimento in Ucraina. Lo scorso mese il presidente polacco Andrzej Duda ha ventilato la possibilità di collocare armi nucleari americane sul territorio del suo Paese.

La scorsa settimana, invece, il presidente francese Emmanuel Macron, in un’intervista ha reiterato la proposta di inviare truppe in Europa su richiesta di Kiev, mentre il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha dichiarato che Kiev presto sarà in grado di usare armi a lungo raggio per colpire obiettivi in Russia.

«Siamo contrari all’azione militare della Nato in Ucraina: non prendiamo ordini dalla Nato, facciamo parte della Nato e partecipiamo alle riunioni. Poi se ci dovesse essere un attacco a un Paese Nato ci sono i trattati e ci sarebbe una reazione della Nato. Ma è tutta un’altra storia». Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un incontro con la stampa estera.

L’Ucraina minimizza le esercitazioni nucleari tattiche della Russia che Mosca ha annunciato ieri in risposta a presunte minacce di esponenti occidentali. Si tratta «del solito ricatto», ha affermato il portavoce della direzione per l’intelligence del ministero della Difesa, Andrei Yusov.

«Finora non abbiamo osservato nulla di nuovo, a parte la risposta a queste dichiarazioni. Stiamo raccogliendo tutte le informazioni necessarie e su questo lavorano sia i servizi speciali ucraini che quelli di tutto il mondo libero», ha spiegato Yusov alla televisione di Stato. «Il ricatto nucleare è una pratica comune. Ancora una volta non è una notizia importante», ha concluso.

Più drastica la reazione di Bruxelles, sponda Nato. «La retorica nucleare della Russia è pericolosa e irresponsabile. La Nato rimane vigile. La nostra deterrenza collettiva e la nostra posizione di difesa continueranno a garantire che ogni centimetro del territorio alleato sia protetto. L’Ucraina ha il diritto all’autodifesa, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, e gli alleati della Nato continueranno a sostenere l’Ucraina. La Russia ha iniziato questa guerra illegale e deve porvi fine», dichiara all’Ansa la portavoce dell’alleanza Farah Dakhlallah.

7 Maggio 2024

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