Il caso dell'ex presidente

Casa di Montecarlo: perché Gianfranco Fini e Elisabetta Tulliani sono stati condannati

La procura aveva chiesto 8 anni di reclusione: “Non sono stato ritenuto responsabile di riciclaggio. Sono responsabile di aver autorizzato la vendita? Non mi è chiaro il reato” ha commentato. 5 anni per la moglie Elisabetta Tulliani, 6 per il fratello di lei e 5 per il padre

Giustizia - di Frank Cimini - 1 Maggio 2024

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Casa di Montecarlo: perché Gianfranco Fini e Elisabetta Tulliani sono stati condannati

A fronte di una richiesta di condanna a 8 anni di reclusione l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini è stato condannato a 2 anni e 8 mesi in relazione alla vendita della casa di Montecarlo che Alleanza Nazionale aveva ricevuto come eredità dalla contessa Annamaria Colleoni e finita nella disponibilità di Giancarlo Tulliani cognato dell’esponente politico.

“Non sono deluso – commenta Fini – non sono stato ritenuto responsabile di riciclaggio, evidentemente l’unica cosa che ha impedito di assolvermi è l’autorizzazione alla vendita dell’appartamento che, è del tutto evidente, non è stata da me autorizzata. Me ne vado più sereno di quello che si può pensare dopo sette anni di processi. Per analoga vicenda una denuncia a mio carico era stata archiviata”.

Fini poi aggiunge: “È giusto avere fiducia nella giustizia, certo se fosse un po’ più sollecita. Dopo tanto parlare, dopo tante polemiche tante accuse tanta denigrazione da un punto di vista politico sono responsabile di cosa? Di aver autorizzato la vendita. Non mi è ben chiaro in cosa consista il reato”.

Elisabetta Tulliani la moglie di Fini è stata condannata a 5 anni, il fratello Giancarlo da tempo residente a Dubai a 6 anni e il padre dei due Sergio a 5 anni.

In aula Elisabetta Tulliani aveva completamente scagionato Fini affermando di non avergli riferito la verità dei fatti. Insomma l’ex presidente della Camera è stato ingannato dai suoi familiari. Con ogni probabilità a suo carico è stato applicato il principio terribile del “poca prova, poca pena”.

Riciclaggio è il reato al centro dell’inchiesta che risale al 2008. La residenza monegasca lasciata in eredità dalla contessa Colleoni venne venduta secondo l’accusa a Giancarlo Tulliani per circa 300 mila euro attraverso una società off-shore legata a Francesco Corallo, il “re delle slot machine”.

La successiva rivendita della casa avvenne per 1 milione e 360 mila euro. Tulliani la comprò a un prezzo molto più basso del suo valore reale per poi rivenderla guadagnandoci sopra un sacco di soldi.

Fini si è sempre dichiarato all’oscuro di tutto e di aver scoperto solo nel 2010 che Tulliani ne era diventato proprietario. Nell’inchiesta erano finiti anche il parlamentare Amedeo Laboccetta e Corallo per associazione per delinquere, reato finito in prescrizione.

Il 18 aprile scorso la difesa di Fini aveva depositato una memoria dove si diceva che le parole di Elisabetta Tulliani escludevano responsabilità di Fini.

“Ho nascosto a Fini la volontà di mio fratello di comprare la casa di Montecarlo, non gli ho mai detto la provenienza di quel denaro che ero convinta fosse di mio fratello” le parole della donna che non sono bastate almeno per ora a scagionare l’ex presidente della Camera.

1 Maggio 2024

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