Il "modello" francese

Aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue, l’Europarlamento approva la risoluzione: la destra italiana vota contro

Esteri - di Redazione - 11 Aprile 2024

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Aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue, l’Europarlamento approva la risoluzione: la destra italiana vota contro

Con un voto storico del Parlamento europeo, il diritto all’aborto è entrato a far parte della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. La risoluzione, promossa dal gruppo di Renew Europe e votata dai gruppi parlamentari dei socialisti, sinistra, e verdi, è stata approvato con 336 voti a favore, 163 contrati e 39 astenuti: la risoluzione sollecita un’iniziativa del Consiglio dell’Ue per avviare la revisione del trattato.

A dare impulso alla risoluzione che chiede la revisione del trattato, per modificare l’articolo 3 della Carta e garantire l’interruzione volontaria di gravidanza sicura e legale, oltre all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, era stato ormai due anni fa il gruppo dei liberali di Renew, i liberali che fanno riferimento a Emmanuel Macron.

Il precedente francese

Proprio in Francia a inizio marzo il Parlamento a larghissima maggioranza (i voti a favore erano stati 780, i contrari 72) aveva votato una della carta fondamentale rendendo il Paese il primo al mondo ad iscrivere esplicitamente il diritto all’Interruzione volontaria di gravidanza in costituzione.

I diritti delle donne non devono mai cadere vittime del populismo”, ha affermato la presidente di Renew Europe Valérie Hayer. “Mentre la destra radicale europea – ha spiegato – lavora duramente per trovare nuovi modi per portare avanti la sua agenda reazionaria, noi dobbiamo rimanere in prima linea ed essere più risoluti che mai nel sostenere i diritti delle donne. È giunto il momento che il diritto all’aborto sia sancito dalla legge per tutti e tutte le europee. Il tuo corpo, i tuoi diritti”.

Cosa chiede la risoluzione sull’aborto

Il testo approvato dal Parlamento europeo chiede di modificare l’articolo 3 della Carta e garantire l’interruzione volontaria di gravidanza sicura e legale, oltre all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva.

In particolare, si legge nel testo, “ognuno ha il diritto all’autonomia decisionale sul proprio corpo, all’accesso libero, informato, completo e universale alla salute sessuale e riproduttiva e a tutti i servizi sanitari correlati senza discriminazioni, compreso l’accesso all’aborto sicuro e legale”.

Il documento esorta i paesi Ue a depenalizzare completamente l’aborto, come prevedono anche le linee guida dell’Oms del 2022 e a rimuovere e combattere gli ostacoli all’interruzione volontaria di gravidanza. Nel testo quindi si invitano Paesi come Polonia e Malta ad abrogare le loro leggi e altre misure che vietano e limitano l’aborto, condannando altresì la prassi il cui il diritto è negato dai medici o dalle istituzioni attraverso lo strumento dell’obiezione di coscienza, come accade molto spesso in Italia.

Come hanno votato gli europarlamentari italiani

Quanto ai rappresentanti italiani a Strasburgo, a favore della risoluzione hanno votato in maniera compatta tutti gli europarlamentari di Pd, Movimento 5 Stelle, Renew e Verdi.

Spaccatura invece in Forza Italia, così come nel Partito Popolare: il principale gruppo di centrodestra ha votato contro ma con una nutrita delegazione di oltre 40 eurodeputati, principalmente nordeuropei, si è espressa a favore del testo. Nel partito del vicepremier Antonio Tajani le eurodeputate Lucia Vuolo e Alessandra Mussolini hanno votato a sostegno del testo a differenza di Lara Comi, Salvatore De Meo e Lucia Zambelli, tutti contrari.

Compatti i no tra i rappresentati di Fratelli d’Italia, che fa parte del gruppo ECR, mentre nella Lega (gruppo Identità e Democrazia) va registrata la defezione di Gianna Gancia, che ha sostenuto la risoluzione.

di: Redazione - 11 Aprile 2024

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