Il caso dell'anarchica

La sveglia di Mattarella al governo Meloni su Ilaria Salis, dal Quirinale la mossa più importate per risolvere il caso

La telefonata del presidente della Repubblica a Roberto Salis è la mossa più importante e, soprattutto, l’unica concreta fatta dalle istituzioni italiane per risolvere il caso

Giustizia - di Frank Cimini - 2 Aprile 2024 alle 13:30 AGGIORNATO IL 2 Aprile 2024 alle 16:34

La sveglia di Mattarella al governo Meloni su Ilaria Salis, dal Quirinale la mossa più importate per risolvere il caso

Ilaria Salis è molto contenta che sia arrivato l’interessamento del presidente Sergio Mattarella e si dice anche sorpresa per la rapidità della risposta alla lettera del padre. È l’ingegner Roberto Salis a riferire le parole che la figlia gli ha detto per telefono dalla prigione di Budapest.

Già il 17 gennaio il padre della ragazza aveva scritto al Capo dello Stato che pure in quella occasione gli aveva risposto via mail. La telefonata di Mattarella a Roberto Salis è la mossa più importante e, soprattutto, l’unica concreta fatta dalle istituzioni italiane per risolvere il caso.

Che la chiamata e la divulgazione del suo contenuto possa rivelarsi effettivamente utile per l’insegnante da 13 mesi in galera non dipenderà dal presidente Mattarella che non ha mancato di sottolineare di non avere poteri formali nel merito della vicenda.

Potrebbe essere una iniziativa un input per chi può operare e non lo ha fatto pur essendo a conoscenza del caso prima che ne parlassero i giornali e intervenissero le telecamere del Tg3 a riprendere Ilaria Salis in manette con le catene ai piedi e trascinata con un guinzaglio nell’aula del Tribunale.

Il problema prima che giudiziario è politico e a questo punto con la telefonata di Mattarella al padre della ragazza non possono esserci più dubbi al riguardo. Insomma il governo italiano non può ancora trincerarsi dietro le parole di Victor Orban con la storiella che la magistratura in Ungheria è indipendente.

L’ingegner Salis ribadisce che la decisione di negare gli arresti domiciliari a Budapest nonostante nella richiesta fossero stati rispettati tutti i requisiti “per Ilaria è stata una brutta botta”. Il papà sottolinea la differenza di trattamento con il coimputato Gabriele Marchesi libero dopo mesi ai domiciliari per decisione della corte di appello di Milano. La situazione è frutto di due sistemi giudiziari e di due culture diverse, come è stato precisato anche nel colloquio con Mattarella.

Adesso le speranze si appuntano sul ricorso contro l’ordinanza del giudice Josezf Sos “che dice il papà ha un evidente pregiudizio nei confronti di Ilaria”. Il ricorso sarà giudicato da un’altra corte formata da tre giudici anche se appare difficile farsi illusioni su un ribaltamento della decisione e a così pochi giorni distanza e a processo in corso dove tra l’altro l’istruttoria non è ancora cominciata.

Nell’ultima udienza infatti le testimonianze previste erano saltate a causa del mancato collegamento in videoconferenza con la Germania. Una giustizia ungherese capace di tenere in carcere una persona 13 mesi per lesioni guaribili tra 5 e 8 giorni ma non in grado di collegare dei cavi per celebrare un’udienza.

2 Aprile 2024

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