Il caso di Bari

Legge sullo scioglimento dei comuni, come funziona e perché è antidemocratica

Fa bene Decaro a opporsi allo scempio, è assurdo che un prefetto imperversi senza una sentenza. La sinistra però non hai mai fatto una piega

Politica - di Ilario Ammendolia - 22 Marzo 2024

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Legge sullo scioglimento dei comuni, come funziona e perché è antidemocratica

Un’arma carica può capitare in mano a una persona perbene e non violenta e non succederà nulla. Se la stessa dovesse capitare in mano a un maniaco assassino potrebbe fare una strage di innocenti.

L’ unica cosa sensata è custodire l’arma o comunque impedire che se ne possa fare un uso arbitrario e criminale. La legge che consente di sciogliere un consiglio comunale in assenza di una sentenza del giudice, e addirittura senza alcuna possibilità di contraddittorio tra la commissione di accesso e gli amministratori, è un’arma a disposizione del ministro dell’Interno e, a volte, del singolo prefetto puntata alla tempia della democrazia elettiva.

Potrebbe essere usata per prevenire realmente infiltrazioni mafiose ma molto più probabilmente può essere utilizzata per fini di parte o addirittura per agevolare la criminalità. La Sinistra si indigna perché una commissione di accesso è stata mandata al Comune di Bari, e considera tale invio parte di una strategia politica tesa ad avvantaggiare la Destra alle elezioni europee indebolendo la candidatura del sindaco Decaro e tesa a strappare il Comune al Pd. Potrebbe aver ragione: anzi personalmente credo che abbia ragione.

Contemporaneamente ha torto marcio perché in tutti questi anni non ha avuto il coraggio di dire che la legge è sbagliata perché un consiglio comunale democraticamente eletto non può essere sciolto da tre funzionari di prefettura che potrebbero essere, come spesso sono, persone integerrime, oppure burocrati senza scrupoli che dispongono nei fatti del potere di indagare e arrivare a una conclusione tramite un processo sommario che non consente agli amministratori accusati neanche di difendersi.

Comprendo la debolezza del mio discorso dal momento che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittima la legge ma ciò non significa che sia indiscutibile pur avendo decapitato centinaia di Comuni amministrati da persone che ne prima e ne dopo lo scioglimento hanno riportato una condanna penale. Anzi il più delle volte non sono stati sottoposti ad indagine neanche per infrazioni stradali.

Allora il problema qual è? Difendere il sindaco Decaro e dire che l’accesso è stato buono e giusto a Reggio Calabria? Oppure a Portigliola, dove la gente è scesa in piazza agitando la scheda elettorale come simbolo di un diritto (negato) di scegliere i loro amministratori?

La Sinistra non può difendere una legge antidemocratica. E non può e non deve farlo neanche la destra liberale. Così come Decaro, pur comprensibilmente provato, non può limitarsi a difendere se stesso.

È l’arma carica che bisogna sottrarre ai possibili assassini. Si dice che è contro le mafie… e non lo è! I risultati nei Comuni sciolti lo dimostrano in maniera inconfutabile. Ma se anche lo fosse? Anche il confino di polizia si diceva fosse uno strumento di lotta ai criminali ma molto spesso è stato utilizzato per colpire gli avversari politici, per rappresaglie personali, come strumento di potere e, in qualche caso, per favorire una cosca mafiosa a danno d’un altra.

Non a caso le forze democratiche per anni, in Parlamento e nel Paese, si sono battuti da leoni per l’abolizione della legge. Durante “l’operazione Marzano” il Pci impegnò le migliori energie per difendere un sindaco comunista (in odor di mafia) mandato al confino. Non difendevano la mafia ma l’integrità della Costituzione. Questa storia dovrebbe insegnare qualcosa.

Credo che sia stato Calamandrei a dire che la legalità si difende col Diritto e non col delitto. Sciogliere Bari sarebbe un grave abuso, una grande ingiustizia ma la battaglia può essere vincente (e combattuta a testa alta) solo se si ha il coraggio di difendere tutti i consigli comunali riconoscendo al giudice naturale – e solo a questo – il diritto di emettere sentenze dopo un giusto processo.

22 Marzo 2024

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