I due leader a confronto

Genius: MLK/X, le storie di Martin Luther King e Malcom X in una serie Disney

Tra i due ci fu un unico incontro, che non andò affatto bene: quello in Campidoglio del 26 marzo 1964. Con metodi diversi fecero la storia dei diritti civili: del secolo scorso ma anche di questo...

Cinema - di Chiara Nicoletti - 15 Marzo 2024 alle 13:05 AGGIORNATO IL 18 Marzo 2024 alle 13:06

Malcom X e Martin Luther King
Malcom X e Martin Luther King

Manca meno di un anno alle 60esime elezioni presidenziali della storia degli Stati Uniti che vedranno scontrarsi Joe Biden e Donald Trump.

Mai come in questo periodo, i grandi uomini e donne della storia d’America, quelli che hanno fatto la differenza in quanto a lotte di eguaglianza e parità di diritti, vanno ricordati.

Lo rimarcano ad ogni occasione di intervista Raphael Jackson Jr. e Damione Macedon, showrunner e produttori esecutivi della serie antologica di National Geographic, Genius: Mlk/X, disponibile dal 13 marzo su Disney+ e incentrata su due figure fondanti come Martin Luther King e Malcolm X.

Quel loro primo e unico incontro, raffigurato in una foto, è diventato un poster affisso sui muri di tante camerette appartenenti a giovani ragazzi della generazione degli showrunner e degli interpreti della serie, in primis i protagonisti Kelvin Harrison Jr. (12 anni schiavo, Il processo ai Chicago 7) nel ruolo di King Jr. e il britannico Aaron Pierre (La ferrovia sotterranea), in quello di X.

Quarta stagione per Genius che, dopo aver messo in scena le vite di personaggi fondamentali come Aretha Franklin, Pablo Picasso e Albert Einstein, si concentra su due uomini che hanno puntato allo stesso obiettivo, il raggiungimento della parità di diritti umani e civili per gli afroamericani e tutti gli esseri umani, contro ogni discriminazione.

Sei episodi che hanno lo scopo, attraverso l’incursione nell’infanzia e negli anni della formazione di questi due personaggi, di scoprire il loro percorso, come sono arrivati a diventare le due figure iconiche che oggi ringraziamo.

Conosciamo Michael King Jr e Malcolm Little prima di Martin Luther e X ma partiamo da quell’unico momento che li ha visti insieme, il 26 marzo 1964, al Campidoglio di Washington DC, una manciata di minuti, una stretta di mano, un breve dialogo tra i due, accerchiati dai flash e dai taccuini dei giornalisti.

Un’immagine impressa nella nostra memoria collettiva. Il cammino dei due, raccontato da Genius: Mlk/X ci mostra due uomini influenzati da padri forti e ingiustizie e ci mette davanti a delle storie complesse e complementari che hanno plasmato le loro identità, rendendoli il cambiamento che desideravano vedere nel mondo.

Uno sguardo intimo, quello di Genius sulle vite di Malcolm X e Martin Luther King che mostra i mariti, i padri, fratelli e figli dietro i leader pubblici.

Interpretare delle persone “fondamentali” come sono stati King Jr e X, soprattutto nella vita delle nuove generazioni di afroamericani, è stata un’esperienza che ha suscitato un giusto timore reverenziale in Kelvin Harrison Jr. e Aaron Pierre.

All’Ansa, Harrison Jr ha confessato di aver avuto una reazione particolarmente emotiva: “Quando mi hanno proposto di interpretare Luther King, ho avuto paura. Ho letto il primo episodio e non riuscivo a smettere di piangere. Era come se fosse la prima volta che mi avvicinavo tanto a lui. Lo veneravo, lo rispettavo da sempre. Ma non mi ero mai seduto a tavola con lui. Vederlo da un punto di vista così intimo mi ha sovraccaricato di emozione”.

Anche Aaron Pierre si è trovato nella stessa situazione: “È stato lo stesso per me – concorda. In fin dei conti questo è il senso della serie: anche se non sei affatto sicuro di arrivare fino in fondo, mettiti a camminare nella direzione che consideri giusta. È quello che hanno fatto loro sessant’anni fa. Dobbiamo continuare a farlo anche noi”.

A tranquillizzare i loro protagonisti e indirizzarli sulla giusta via, ci hanno pensato i produttori Raphael Jackson Jr. e Damione Macedon che hanno ricordato loro il fuoco della serie: “Cerchiamo emozioni come la vostra, non vogliamo mettere in scena i leader, ma il percorso che li ha portati ad essere dei leader”.

Uscita su Disney+ da neanche un giorno, Genius: Mlk/X, si sta distinguendo da altri film e lavori sui due attivisti per aver messo in luce anche le donne, le compagne di vita e di percorso che hanno messo Malcolm X e Martin Luther King in grado, mentalmente e fisicamente, di portare avanti il cammino e l’ideologia che hanno professato: Coretta Scott King (interpretata da Weruche Opia) e Betty Shabazz (interpretata da Jayme Lawson).

Al fianco delle loro mogli, King e X emergono come due visionari che hanno guidato un movimento. Durante un incontro di presentazione della serie o per definirla come Damione Macedon, un film di 8 ore, i due showrunner hanno spiegato in pochissime ma efficaci parole il perché dell’attenzione su Coretta e Betty: “Gli uomini che abbiamo conosciuto dalle pagine di storia, dalle t-shirt, dai monumenti, dalle statue, non sarebbero potuti esistere senza Coretta e Betty” dichiarano.

Per poi rivelare: “con il resto dei produttori, ci siamo sempre detti che questa serie avrebbe raccontato quattro persone e non due e grazie alle otto ore a nostra disposizione abbiamo potuto mostrare chi erano Betty e Coretta come persone. Nella sua biografia, Coretta Scott King dice di essere stata sempre considerata come ‘la madre di’ o ‘la moglie di’ ma invece spesso si ignora che lei era una icona di diritti civili, indipendente da Martin e lo ha influenzato, consigliato e guidato nel diventare chi è stato. Per questa ragione, abbiamo dedicato un intero episodio solo alle nostre due protagoniste, approfittando del fatto che rimanevano spesso da sole a gestire tutto mentre i loro mariti erano in viaggio”.

Tra gli aspetti maggiormente evidenziati da Genius: Mlk/X nel suo viaggio in parallelo nelle vite di questi due grandi leader della storia è il fatto che avessero non solo gli stessi obiettivi ma che cercassero di raggiungerli nello stesso momento storico e nella stessa arena, solo con due diversissimi modi di agire e professare la propria mission.

Con quel suo I have a dream e l’idea che si possa sedere insieme al tavolo della fratellanza, Martin Luther King ambiva all’uguaglianza ed alla parità di diritti professando la forza della protesta conciliante e pacifista.

Dall’altro lato, Malcolm X agitava con furore i suoi sostenitori ricordando loro la cattiveria dell’uomo bianco cristiano che li aveva resi schiavi.

Oggi diremmo che i due approcci sono stati essenziali e complementari, che la lezione del fare qualcosa per cambiare le cose è arrivata e con questa serie viene rinnovata alle più giovani generazioni, in un momento, per richiamare l’inizio della nostra discussione, in cui c’è bisogno di preservare i diritti acquisiti e rimarcare quelli ancora da acquisire.

Per citare ancora una volta gli showrunner “in questo pazzo momento storico che stiamo vivendo, abbiamo sempre più bisogno di persone che siano motivate come lo erano Malcolm, Martin, Betty e Coretta e che ci portino dentro il futuro. Speriamo che questa serie le sproni”.

15 Marzo 2024

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