Dalle forme alla storia

Napoli, città armonica e proporzionale: lo studio che ricostruisce la geometria della città nei secoli

Cultura - di Rossella Grasso - 29 Febbraio 2024

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Presentazione del libro dal  titolo Forma Urbis Neapolis. Da sinistra Teresa Tauro, Gennaro Sangiuliano e Gaetano Manfredi.
Presentazione del libro dal titolo Forma Urbis Neapolis. Da sinistra Teresa Tauro, Gennaro Sangiuliano e Gaetano Manfredi.

“Attraverso la geometria siamo arrivati a ricostruire la forma della città di Napoli, tutta perfettamente armonica e proporzionale”. Così Teresa Tauro, architetto, ha descritto lo studio ventennale della città di Napoli, riportando in superficie il ripetersi di forme e geometrie, lo stratificarsi di culture e identità sempre diverse ma sempre in armonia tra loro. Tutto questo e molto altro ancora è racchiuso nel volume dal titolo “Forma Urbis Neapolis. Genesi e permanenza del disegno della città greca” lo studio svolto dall’architetto Teresa Tauro insieme a Alfredo Buccaro, professore ordinario di Storia dell’architettura dell’Università di Napoli Federico II, e direttore del centro C.I.R.I.C.E., Alfonso Mele, professore emerito di Storia Greca dell’ateneo federiciano.

“A Napoli le pietre raccontano una storia millenaria”

Il libro è stato presentato a Napoli nell’Aula Magna del rettorato della Federico II. Presente anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. “E’ importante raccontare la stratificazione storica della città di Napoli che, al centro del Mediterraneo – ha detto il ministro – ha visto sovrapporsi tante civiltà: dal primo insediamento della Neapolis greca, poi i romani, i bizantini, i normanni, gli svevi, gli angioini e gli aragonesi. Tante civiltà ciascuna delle quali ci ha lasciato qualcosa e camminando per Napoli le mura, le pietre ci parlano e ci raccontano questa storia”. All’evento sono intervenuti anche il prof. emerito di Storia Greca alla Normale di Pisa, Carmine Ampolo, Accademico dei Lincei e il prof. di Archeologia a Napoli e a Roma, Fausto Zevi, già Soprintendente Archeologico di Napoli e Accademico dei Lincei. Una giornata di studi per ricostruire la forma di Napoli nei secoli, e toccare con mano le antiche mappe della città che oggi confluiscono in un archivio digitale elaborato dall’equipe di Cirice (Centro interdipartimentale di ricerca sull’iconografia della città europea dell’Ateneo federiciano) consultabile da tutti sul sito.

La forma perfetta di Napoli

“La forma è un quadrato centrale della città e nel suo circolo di progetto individuato attraverso la sezione aurea e il rettangolo aureo che viene determinato dal lato del quadrato – ha spiegato Tauro – Il grande quadrato centrale alla città è stato determinato dalla cellula della casa, quadrata, usata come modulo per la costruzione della città. Questo quadrato è visibile dalle foto aeree della città e anche da tutta la cartografia archeologica che abbiamo. Neapolis è sempre stata descritta come costruita per strigas, cioè per rettangoli stretti e lunghi e nessuno si era reso conto che questi rettangoli avevano lati proporzionali tra loro e che quindi 5 isolati formavano un quadrato. E quattro quadrati formavano il grande quadrato all’interno della città”.

Dagli studi è emersa con certezza una verità: “La città è stata progettata ex novo ed è un aspetto nuovissimo rispetto alle vecchie città arcaiche – ha continuato Tauro – significa che è nata con un progetto armonico e proporzionale. Questo lavoro ha richiesto studi molto approfonditi, rilievi archeologici da venti anni e più e siamo arrivati a questa forma attraverso la geometria”. E questa geometria, impiantata sin dalla sua fondazione alla fine del VI secolo a.C. è rimasta nei secoli con un fenomeno unico di “permanenza del piano”. Partendo dagli indizi desumibili da un primo studio di Teresa Tauro sulla matrice geometrica jonica dell’insediamento e dalla lettura ‘incrociata’ dei dati bibliografici, documentari, iconografici e archeologici, messi a sistema da Alfredo Buccaro con l’équipe del ‘Cirice – Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea dell’Ateneo federiciano con l’uso degli strumenti della Digital Urban History, si è cercato di riconoscere la Forma Urbis Neapolis, tracciandone una ricostruzione destinata a collocarsi nella lunga tradizione cartografica concernente la storia della città.

“Online le carte storiche della città”

“La prospettiva del volume – ha spiegato Buccaro – è avere messo a sistema tutti i dati disponibili sulla storia della città greca avendo ricostruito con i dati e gli strumenti digitali di cui la nostra Università e, in particolare, il centro Cirice dispone. Con questi strumenti digitali abbiamo potuto geo referenziare le carte storiche unendo un database alfa numerico con rinvenimenti archeologici, documenti di archivio che sono stati messi insieme e uniti come i tasselli di un mosaico e li abbiamo composti ottenendo un disegno di un documento di pietra che è sotto i nostri piedi ogni giorno. Adesso possiamo utilizzare strumenti formidabili: questa pianta digitale la troviamo già online, la possiamo sfogliare e tutti ne possiamo godere ed è anche uno strumento di valorizzazione del nostro patrimonio ricordando che il centro storico è patrimonio Unesco dal 1995”.

“Nell’indagine sul disegno del nucleo urbano di fondazione – spiegano gli autori – sono stati considerati tutti i possibili fattori, e indagato in primo luogo, attraverso una approfondita analisi delle fonti antiche, il ricco ed effervescente clima culturale, Jonico-Pitagorico, che i nuovi studi sul Numero, sulla Geometria, sulla Musica, sulla Medicina, fioriti intorno alla metà del VI secolo a.C. aveva ispirato. Gli autori sono riusciti così a dare una nuova risposta alle ipotesi sulla singolare matrice geometrica del tracciato di Neapolis, sull’andamento delle mura in rapporto all’impianto urbano e alla morfologia del suolo, sull’ubicazione delle porte cittadine, sulla localizzazione degli impianti pubblici, sulla distribuzione e tipologia delle residenze all’interno degli isolati”.

“lo strumento per conoscere e far conoscere Napoli”

“Questa ricerca – ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – è importante per studiare la forma della città, della sua crescita e del suo sviluppo partendo dalle considerazioni che Napoli è fatta di tante stratificazioni ma mantiene ancora l’impianto e l’impronta originaria. La nostra città oggi sta vivendo una serie di scoperte che ci fanno toccare con mano l’impronta greco e romana. Sono una traccia antica che vive con noi e dobbiamo far vedere ai napoletani e ai tanti turisti che esistono ancora una Napoli greco e romana e in alcuni luoghi ci possiamo arrivare. Penso che questi studi possono aiutarci a costruire un percorso archeologico che può essere ulteriore patrimonio di conoscenza e di memoria di una Napoli straordinaria”. “Questo volume -ha sottolineato il rettore Matteo Lorito – è uno strumento che ci consente di conoscere meglio anche la nostra identità culturale e di apprezzarla perché spesso si passeggia senza conoscere la storia che è sotto ai nostri piedi ed è uno strumento utile sia per gli addetti ai lavori che per i cittadini che vogliano sapere qualcosa in più su Napoli e sul legame tra la Napoli moderna e quella antica”.

29 Febbraio 2024

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