Narcotrafficante

Chi è Griselda Blanco: la vera storia della protagonista della serie Netflix

La serie sta avendo molto successo ed è tra le più viste sulla piattaforma. È stata una delle prime donne a gestire il narcotraffico e ad avere un enorme potere. Violenta e spietata, dopo un'infanzia difficile, nella serie tv è interpretata dall'attrice Sofia Vergara

Cinema - di Andrea Aversa

18 Febbraio 2024 alle 13:50 - Ultimo agg. 18 Febbraio 2024 alle 13:53

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Chi è Griselda Blanco: la vera storia della protagonista della serie Netflix

Creata da Doug Miro, che ha già fatto parte del progetto della serie Narcos (altro successo targato Netflix), ‘Griselda‘ è la nuova mini-serie di sei episodi sul narcotraffico colombiano. Il prodotto è tra i più visti sulla piattaforma streaming e nonostante qualche licenza per la sceneggiatura, è la storia vera di Griselda Blanco, nota anche come la Madrina o la Regina della droga. Tra gli anni ’70 e ’80 Griselda è stata tra le criminali e narcotrafficanti più importanti della Colombia. Condannata proprio per narcotraffico, la Blanco è stata responsabile di centinaia di omicidi. Il suo patrimonio arrivò ad essere pari a due miliardi di dollari. Nella serie è interpretata dall’attrice Sofia Vergara, 50 anni colombiana e naturalizzata come statunitense. È nota per aver vestito i panni di Gloria Delgado-Pritchett nella serie comica Modern Family.

Griselda Blanco: chi è la donna-narcos

Nata il 15 febbraio del 1943 i uno dei quartieri più poveri di Cartagena, Griselda Blanco si è trasferita da piccola insieme alla famiglia a Medellin. Quest’ultima cittadina è nota per essere stata il ‘feudo’ di Pablo Escobar, anche lui conosciuto narcotrafficante al quale cinema e televisione hanno dedicato serie e film. Proprio Escobar ha detto di Griselda: “L’unico uomo di cui ho avuto paura nella vita era una donna e si chiamava Griselda Blanco“. La sua infanzia è stata molto dura, caratterizzata dagli abusi del patrigno e dalla prostituzione. Abbandonata da piccola dal papà, sua madre, invece, aveva problemi di alcolismo. A 20 anni conobbe e sposò Carlos Trujillo con il quale ha avuto tre figli: Dixon, Osvaldo e Uber. Ma per affari Griselda ha ucciso anche il marito. Successivamente ha sposato Alberto Bravo e poi, come ultimo e terzo matrimonio, Darìo Sepùlveda con il quale ha avuto il suo quarto figlio, Michael Corleone: un nome in omaggio al film Il Padrino. Al secondo e terzo consorte è toccata la stessa sorte del primo.

Griselda Blanco: tutto sulla serie Netflix

Con Escobar, Griselda ha fondato e gestito il Cartello di Medellin. Quando poi si è trasferita a Miami ha iniziato a gestire tutto il traffico di droga che dalla Colombia arrivava negli Stati Uniti attraverso la Florida. Le sue guerre sono state violente e sanguinarie. ‘Famoso’ il suo sicario di fiducia, Jorge “Rivi” Ayala. Per questo si fece molti nemici, anche in patria e tre dei suoi figli furono uccisi dai clan rivali. Ad oggi, l’unico sopravvissuto, è Michael che dopo alcuni guai con la giustizia ha fondato un brand di moda. In seguito Griselda ha vissuto ed è stata attiva anche a Los Angeles, in Californa, prima di tornare sull’East Coast ed essere arrestata. Dopo 20 anni di carcere è stata rilasciata e rimpatriata in Colombia. È deceduta nel 2012, aveva 69 anni e fu uccisa da due killer a bordo di una motocicletta.

Griselda Blanco e Jorge Ayala: da sicario a pentito

I rapporti tra GriseldaAyala sono iniziati a incrinarsi quando quest’ultimo, per sbaglio, ha ucciso un bambino. Era Johnny Castro, due anni e figlio di JesusChucho‘, ex uomo di fiducia della Blanco che fu punito per aver mancato di rispetto alla Madrina. La morte di un bimbo, spesso vietata anche dai peggiori criminali del narcotraffico sud americano, cambiò gli equilibri nella coppia. Tanto che Ayala, una volta arrestato, per evitare la condanna a morte iniziò a collaborare con la giustizia diventando il più grande accusatore della Regina della droga. Ma uno scandalo giudiziario minò la sua credibilità (si scopri che aveva rapporti con alcune segretarie dell’ufficio del Procuratore titolare dell’indagine) consentendo alla Blanco di sedersi al tavolo con le autorità e trattare: per lei solo carcere e nessuna condanna a morte. La stessa pena scontata da Ayala, ancora detenuto e che una volta libero sarà estradato in Colombia.

18 Febbraio 2024

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