L'intervista

Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi torna libero ad Avetrana: “Volevo togliermi la vita”

Cronaca - di Redazione Web - 13 Febbraio 2024

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Foto Donato Fasano /LaPresse Cronaca 07 02 2012 – Corte d?Assise di Taranto, Quarta udienza del processo per la morte di Sarah Scazzi Nella Foto Michele Misseri
Foto Donato Fasano /LaPresse Cronaca 07 02 2012 – Corte d?Assise di Taranto, Quarta udienza del processo per la morte di Sarah Scazzi Nella Foto Michele Misseri

Michele Misseri, 69 anni, è uscito dal carcere di lecce domenica scorsa dopo aver scontato una condanna definitiva a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere (beneficiando di una riduzione detentiva di 696 giorni). Non è tornato subito nella villetta di Avetrana dove il 26 agosto 2010 fu uccisa sua nipote Sarah Scazzi di 15 anni. Due giorni dopo è tornato nella villetta di via Deledda, ad Avetrana. Lo ‘Zio Michele’ in alcune interviste televisive rilasciate dopo la scarcerazione è tornato ad autoaccusarsi dell’omicidio e ad affermare che sua moglie Cosima Serrano e sua figlia Sabrina, condannate all’ergastolo, sono in carcere da innocenti. Secondo quanto appreso dall’Ansa, Michele Misseri dovrebbe essere raggiunto da un avviso orale, emesso dal questore di Taranto, come monito a mantenere una condotta conforme alla legge.

L’intervista: “L’unico colpevole sono io”

“L’unico colpevole sono io”. Così Michele Misseri ha detto in un’intervista rilasciata a Farwest su Rai Tre, la trasmissione condotta da Salvo Sottile. Ha insistito nel dichiararsi colpevole dell’omicidio di sua nipote Sarah Scazzi. E ha raccontato quella giornata tragica: “Quel giorno non stavo bene. Avevo dolore alla testa. Sul letto dormivano Sabrina e Cosima, Cosima aveva detto di non suonare al citofono”. Poi Misseri racconta il momento dell’aggressione: “Sarah è scesa in garage, a me stava dando fastidio, io l’ho presa di spalle, l’ho sollevata, lei mi ha dato un calcio all’indietro e mi ha preso nelle parti deboli, mi è salito un caldo al cervello, l’ho stretta forte”.  Misseri parlando con Farwest aggiunge anche un particolare abbastanza inquietante, svelando di aver sognato la nipote: “La notte stessa ho sognato Sarah che mi diceva ‘Zio ho freddo’”. Infine, Misseri in un disperato sfogo racconta di aver avuto l’idea di togliersi la vita.

“Volevo uccidermi, se lo avessi fatto Sarah avrebbe avuto giustizia”

“Avevo pensato di prendermi una bottiglia del veleno e di andarmene in campagna da me, per togliermi la vita. Mentre che volevo bere ho visto una cosa davanti agli occhi che dice ‘se tu ti ammazzi Sarah non sarà mai ritrovata’. Se mi fossi ammazzato, Sarah avrebbe avuto giustizia. Mia moglie non sarebbe mai stata in carcere. Ho sbagliato anche su questo”, ha continuato Misseri. Per l’mocidio di Sarah, strangolata il 26 agosto del 2010 in casa di Misseri, sono state condannate all’ergastolo sua moglie e sua figlia, Cosima Serrano e Sabrina.

13 Febbraio 2024

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