Aveva 86 anni

È morto Vittorio Emanuele di Savoia, l’ultimo erede al trono della dinastia: l’esilio, gli scandali, Vallettopoli, l’omicidio Hamer

Figlio di Umberto II, l’ultimo re d’Italia, e di Maria José. Padre di Emanuele Filiberto, rimase in esilio fino al 2002 e in una nota con il figlio rinunciò a ogni pretesa dinastica

News - di Redazione Web - 3 Febbraio 2024 alle 12:36

Condividi l'articolo

© CRISTIANO LARUFFA/ LAPRESSE 17-05-2003 ROMA INTERNI VISITA SAVOIA- MESSA AL PANTHEON NELLA FOTO VITTORIO EMANUELE DI SAVOIA
© CRISTIANO LARUFFA/ LAPRESSE 17-05-2003 ROMA INTERNI VISITA SAVOIA- MESSA AL PANTHEON NELLA FOTO VITTORIO EMANUELE DI SAVOIA

Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo Re d’Italia Umberto II e di Maria José, è morto. Avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 12 febbraio. La notizia è stata data dalla famiglia che ha diffuso una nota: “Alle ore 7.05 di questa mattina, 3 febbraio 2024, Sua Altezza Reale Vittorio Emanuele, Duca di Savoia e Principe di Napoli, circondato dalla Sua famiglia, si è serenamente spento in Ginevra. Luogo e data delle esequie saranno comunicati appena possibile”.

L’ultimo erede al trono dei Savoia era nato a Napoli il 12 febbraio 1937. Il suo nome completo era Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria. Alla nascita venne acclamato come “il principe dell’Impero” all’epoca da poco proclamato dal regime fascista. Fu insignito del titolo di principe di Napoli e di quello di principe di Piemonte. L’intenzione del padre Umberto II era quello di renderlo Re dopo la sua abdicazione. Il 2 giugno del 1946 gli italiani scelsero però la Repubblica nel referendum.

L’esilio di Vittorio Emanuele

Per i discendenti maschi della famiglia Savoia venne stabilito l’esilio con divieto di ingresso in Italia. I Savoia restarono tra Svizzera, Francia e Corsica fino alla fine del 2022 quando venne abolita la norma costituzionale che prevedeva l’esilio. Vittorio Emanuele prese le distanze con una nota ufficiale dalle leggi razziali emanate per la prima volta nella storia di casa Savoia e sempre nel 2022 rilasciò delle dichiarazioni scritte in cui accettava la fine della Monarchia.

Con il figlio giurò per iscritto e senza condizioni alla Costituzione repubblicana e al Presidente della Repubblica rinunciando a ogni pretesa dinastica sullo Stato Italiano. Vittorio Emanuele tuttavia chiese il risarcimento di 260 milioni di euro per l’esilio, la restituzione dei beni confiscati nel 1948 e la restituzione dei gioielli di famiglia custoditi nei forzieri della Banca d’Italia. Era sposato con Marina Doria, la coppia aveva avuto un figlio, Emanuele Filiberto. Per anni aveva intrattenuto una disputa con la linea dinastica di Aimone Savoia-Aosta.

Gli scandali di Vittorio Emanuele di Savoia

La vita di Vittorio Emanuele fu scandita da diversi scandali e accuse: fu indagato per traffico internazionale di armi, indagine archiviata; venne accusato di omicidio per aver sparato al giovane tedesco Dirk Hamer, 19 anni, nell’isola di Cavallo in Corsica, fu arrestato e prosciolto dalla Camera d’accusa parigina per omicidio volontario ma condannato a sei mesi più la condizionale per porto abusivo di arma da fuoco “fuori dalla propria abitazione”. Anni dopo, la stampa divulgò un’intercettazione registrata da una microspia nel carcere di Potenza dov’era detenuto: si sentiva quella che fu considerata la sua voce l’ammissione di aver esploso quel colpo e il vanto di essere uscito vittorioso dalla vicenda.

Vittorio Emanuele fu anche accusato di essere iscritto alla loggia massonica P2 di Licio Gelli, tessera 1.621. Fu anche arrestato nell’ambito dell’inchiesta definita “Vallettopoli” con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nell’ambito di un’indagine legata al casinò di Campione d’Italia. Fu assolto da ogni accusa e nel febbraio 2015 risarcito di 40mila euro per i giorni trascorsi in carcere da innocente.

Il cordoglio per Vittorio Emanuele

“Eravamo preparati da tempo, è una notizia che ci addolora molto. Quella del principe Vittorio Emanuele è stata una vita decisamente sfortunata, massacrato per tutta la vita; purtroppo da buona parte della stampa, ogni cosa che ha fatto è stata utilizzata a suo danno”, il ricordo del capitano di vascello Ugo D’Atri, presidente dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon.

3 Febbraio 2024

Condividi l'articolo