Il caso in Ungheria

Ilaria Salis: processo aperto e aggiornato a maggio, l’insegnante al guinzaglio e coi ceppi a mani e piedi

Scene d'altri tempi al tribunale di Budapest. La 39enne accusata di aver aggredito dei militanti neonazisti che non hanno neanche denunciato. La famiglia e la difesa respingono le ricostruzioni, nessun segnale dalle autorità italiane sul caso

Esteri - di Redazione Web - 29 Gennaio 2024

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FOTO DA TG3
FOTO DA TG3

Ilaria Salis è entrata in tribunale sorridendo ma ammanettata alle mani e ai piedi, tenuta al guinzaglio come una pericolosissima terrorista: come la più pericolosa terrorista. È stato aperto e aggiornato al 24 maggio il processo a carico di Ilaria Salis. Altri quattro mesi di attesa per la 39enne italiana che è stata accusata in Ungheria di aver aggredito due estremisti di destra a Budapest, dove si sta celebrando il processo. Rischia 24 anni di carcere. La notizia è stata riportata dall’ANSA che ha seguito nel tribunale della capitale ungherese la prima udienza del processo.

L’insegnante e militante antifascista si è dichiarata non colpevole. È ormai detenuta da undici mesi. È accusata insieme ad altre persone di aver aggredito dei militanti neonazisti tra il 9 e il 12 febbraio 2023 a Budapest, mentre era in corso il “Giorno dell’Onore” a Budapest, una manifestazione che si tiene ogni anno e che celebra un battaglione nazista che tentò di impedire l’assedio di Budapest da parte dell’Armata Rossa sovietica nel 1945. Durante quei giorni due militanti neonazisti vennero aggrediti da persone a volto coperto. Giorni dopo Salis venne arrestata con alcuni attivisti antifascisti tedeschi.

Ha rifiutato una proposta di patteggiamento a 11 anni di carcere. L’insegnante si dichiara innocente e dice di aver partecipato soltanto a manifestazioni pacifiche. È stata trasportata, in attesa di processo, in un carcere di massima sicurezza a Budapest. Niente contatti con la famiglia per i primi sei mesi. Salis aveva scritto in una lettera di vivere in “condizioni disumane” da mesi. In una cella attraversata da topi, scarafaggi, cimici dei letti. A volte senza carta igienica, sapone, assorbenti. L’Ungheria è stata già condannata in passato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per gravi violazioni dei diritti dei detenuti.

Le autorità contestano a Salis le aggravanti di “aver potuto pregiudicare la vita della vittima e di aver commesso il reato all’interno di un’organizzazione criminale”. Le persone aggredite sono tuttavia guarite in pochi giorni dalle lesioni. Il padre di Salis ha riferito ai giornali di aver contattato più volte alte cariche dello Stato italiano senza ricevere risposta. La famiglia della 39enne brianzola ha denunciato le condizioni disumane in cui è detenuta Salis. Su Change.org è stata lanciata una raccolta firme per ottenere la liberazione e la celebrazione del processo in Italia. “Gli avvocati, i familiari, gli amici sono molto preoccupati in virtù delle notizie allarmanti che arrivano circa le condizioni di vita all’interno della struttura carceraria presso la quale Ilaria è detenuta. Notizie di violenze, di degrado, di prevaricazioni fisiche e psicologiche da parte degli agenti di polizia penitenziaria nei confronti delle detenute”.

 

La famiglia segnala anche la detenzione senza processo e senza denuncia dalla vittima dell’aggressione. Gli avvocati respingono le accuse delle autorità di appartenenza al gruppo Hammerbande, fondato a Lipsia nel 2017 con l’obiettivo di “attaccare e assaltare i militanti fascisti o di ideologia nazista”. La difesa e la famiglia respingono anche la versione secondo cui la fisionomia di Salis sia distinguibile dai video acquisiti dall’accusa. La vicenda di Ilaria Salis è stata raccontata anche dal fumettista Zerocalcare in un inserto speciale all’interno del settimanale Internazionale pubblicato a inizio gennaio. Salis in aula oggi era trascinata con una catena da una donna delle forze di sicurezza, ai polsi e ai piedi ceppi di cuoio serrati da lucchetti. Le immagini sono state trasmesse anche dal TG3.

Timide e di rito le dichiarazioni che arrivano dal governo italiano. La premier Giorgia Meloni, grande amica del suo omologo di Budapest Viktor Orban, non ha mai proferito parola sulla vicenda di Ilaria. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è espresso oggi su X chiedendo al governo ungherese di “vigilare e di intervenire affinché vengano rispettati i diritti, previsti dalle normative comunitarie, della cittadina italiana Ilaria Salis detenuta in attesa di giudizio“.

29 Gennaio 2024

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