L'annuncio

Difesa comune dei paesi baltici contro la Russia

Pronta un'intensificazione delle attività militari ai confini con Mosca. Estonia, Lettonia e Lituania mettono insieme le proprie forze per reagire alle minacce del Cremlino

Esteri - di Andrea Aversa - 22 Gennaio 2024 alle 16:10 AGGIORNATO IL 22 Gennaio 2024 alle 16:12

Difesa comune dei paesi baltici contro la Russia

Il patto è stato siglato lo scorso 18 gennaio dai rispettivi ministri della Difesa. Estonia, Lettonia e Lituania hanno raggiunto un accordo militare che le vedrà impegnate insieme a difendere i confini baltici con la Russia e la Bielorussia. Questa la dichiarazione congiunta dei ministri, il lettone Andris Spruds, l’estone Hanno Pevkur e il lituano Arvydas Anusauskas: “Oggi abbiamo deciso di firmare l’accordo per la creazione di una zona di difesa baltica sui confini con Russia e Bielorussia“. L’obiettivo del vertice svoltosi a Riga è quello di costruire una linea difensiva che impedisca qualsiasi tentativo di invasione da parte dell’esercito russo.

Nello specifico, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, i tre paesi si sono impegnati a edificare fortificazioni a ridosso delle frontiere, postazioni di missili Himars, trincee, bunker profondi per le riserve, ostacoli anticarro e in alcuni casi campi minati (anche se questi con forti limitazioni per non impattare sulle popolazioni), mirati a fermare sulle prime linee qualsiasi tentativo di invasione.  Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina lo stato d’allerta nei paesi baltici è al massimo. Soprattutto considerando la presenza, ai loro confini, dell’enclave moscovita di Kaliningrad.

Dal 24 febbraio 2022 le riunioni tra i tre ministri sono state tenute con cadenza fissa e quasi settimanale. Hanno dichiarato: “Le ultime rivelazioni della stampa tedesca circa l’eventualità di un attacco russo contro i nostri territori entro il 2025 sono riferite solo ad esercitazioni teoriche. La dittatura di Putin resta un pericolo molto grave: lo è stato nel passato, lo rimane nel presente e lo sarà nel futuro. Ecco il motivo per cui non possiamo farci cogliere impreparati. Come è stato ricordato anche all’ultimo vertice Nato di Madrid, i nostri Paesi non dispongono di profondità strategica, ogni metro di terra conta. I nemici vanno fermati subito sulle frontiere“.

Per i tre esponenti delle repubbliche baltiche sono state altrettanto tre le lezioni che i loro paesi hanno dovuto imparare in seguito all’invasione russa dell’Ucraina: “Primo: per noi resta fondamentale continuare ad aiutare l’esercito ucraino. Secondo: rafforzare la difesa dell’area baltica. Terzo: a due decadi dalla nostra entrata nella Nato, occorre approfondire l’armonia e la cooperazione tra le nostre forze armate“.

22 Gennaio 2024

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