Persi 15 milioni in 10 anni

Cairo Editore chiude 5 testate, Rcs taglia tra le proteste dei giornalisti: “Via alla cassa integrazione”

News - di Redazione - 20 Gennaio 2024 alle 16:35

Cairo Editore chiude 5 testate, Rcs taglia tra le proteste dei giornalisti: “Via alla cassa integrazione”

L’infinita crisi dell’editoria, in particolare nella sua forma più “mainstream” fatta di giornali e riviste, continua a passi spediti e coinvolge anche Rcs, il gruppo di Urbano Cairo che pubblica tra gli altri Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport.

L’azienda ha infatti deciso di tagliare, o per meglio dire chiudere, cinque testate del gruppo: a partire da marzo dalle edicole scompariranno le riviste Airone, For Men, In Viaggio, Bell’Europa e Antiquariato.

A pagare i conti in rosso e da risanare sono, come sempre, i giornalisti. Non una novità nel gruppo, vista anche l’ondata di prepensionamenti che aveva coinvolto in passato “l’ammiraglia” Corriere della Sera.

Cairo taglia cinque testate

La comunicazione del taglio delle testate, che in alcuni casi avevano anche superato il traguardo dei 500 numeri e in gran parte mutuate dall’Editoriale Giorgio Mondadori, è arrivata alle rappresentanze sindacali lo scorso 16 gennaio ed è motivata dalla “crisi del settore editoriale”.

Durissima la reazione del Comitato di redazione dei periodici di Cairo Editore, di fatto l’organo sindacale interno. “Per la prima volta nella storia della Cairo Editore Spa – ricordano dal Cdr – viene richiesto un piano di ristrutturazione in presenza di crisi, con cassa integrazione finalizzata a piani di prepensionamento”. Una decisione contestata anche per le tempistiche: “È stata resa nota peraltro con anticipo molto stretto sia a noi che a tutti i nostri lettori e non comprendiamo come mai non sia stato possibile trovare altre soluzioni, che prevedessero un rilancio di queste testate, magari facendo ricorso all’online”.

L’azienda, spiegano dal Cdr, fortunatamente “ci ha espresso la sua volontà di ricollocare tutti gli esuberi, decisione che accogliamo, ovviamente, con favore”.

Un fulmine a ciel sereno? La Cairo Communication aveva comunicato, riguardo i primi nove mesi del 2023, 828,8 milioni di euro per quanto riguarda i ricavi consolidati lordi, mentre il Corriere della Sera secondo i dati AgCom è il primo quotidiano venduto in Italia.

Eppure l’editore nel rispondere al Cdr sottolinea “il calo delle vendite, la forte contrazione del mercato pubblicitario del settore e l’incremento dei costi” che hanno inciso sul risultato delle cinque testate “che hanno perduto oltre 15 milioni negli ultimi dieci anni e non hanno avuto complessivamente margini positivi dal 2009”. Una situazione “non più sostenibile”, nonostante “gli interventi fatti per svilupparle e per ridurre i costi”.

Il “precedente” Gedi

La mossa di Rcs fa seguito a quella, ben più imponente, fatta negli ultimi anni dal Gruppo Gedi, la holding della famiglia Elkann-Agnelli che nell’aprile 2020 ha rilevato i quotidiani del gruppo Repubblica-L’Espresso.

Nell’arco di tre anni nel gruppo sono rimasti solamente i “big” come Repubblica, Stampa, Secolo XIX. La scelta della famiglia Elkann-Agnelli è stata infatti quella di disfarsi dell’improntate numero di testate locali del gruppo: i quotidiani Il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, La Nuova Sardegna, Corriere delle Alpi, Il Piccolo, Messaggero Veneto, La Nuova Venezia, Il mattino di Padova, La tribuna di Treviso, oltre alle riviste Micromega e L’Espresso.

di: Redazione - 20 Gennaio 2024

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