L'indagine

Aurelio De Laurentiis: il presidente del Napoli indagato per falso in bilancio

La Procura ha chiuso l'inchiesta che ha riguardato l'affare Osimhen. Il patron azzurro rischia il processo

Sport - di Andrea Aversa - 19 Gennaio 2024 alle 13:39

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Aurelio De Laurentiis: il presidente del Napoli indagato per falso in bilancio

Il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è stato indagato dalla Procura di Roma per l’accusa di falso in bilancio relativa all’acquisto di Victor Osimhen. La notizia è stata riportata da La Repubblica, gli inquirenti hanno chiuso il fascicolo dell’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati il patron azzurro. Per il quotidiano sono indagati anche altri dirigenti della Società Sportiva Calcio Napoli. Il tutto ha avuto inizio nel giugno 2022, quando ci furono delle perquisizioni da parte della Guardia di Finanza nella sede della Filmauro e a Castelvolturno.

Perché Aurelio De Laurentiis è indagato

L’affare del bomber nigeriano è stato chiuso nel 2020. All’attenzione dei magistrati, e parliamo di giustizia ordinaria, le presunte plusvalenze fittizie che avrebbero caratterizzato la compravendita avvenuta tra NapoliLille. Il caso è passato dalla procura partenopea a quella romana in quanto il bilancio del club azzurro è stato chiuso proprio nella capitale. Ricostruiamo i fatti. Osimhen è stato acquistato per 71 milioni e 250mila euro: l’affare più costoso di sempre della presidenza targata De Laurentiis.

Aurelio De Laurentiis indagato: cosa rischia il Napoli

Dell’importo il Napoli ha pagato, versando nelle casse del Lille, 50 milioni. Mentre i restanti 21 milioni sono stati calcolati in base al valore dei cartellini di quattro calciatori ceduti al club francese: il portiere greco Orestis Karnezis e tre giovani poi mai visti in campo, Luigi Liguori, Claudio Manzi e Ciro Palmieri. Per lo stesso caso (che ricorda quello della Juventus), la giustizia sportiva ha archiviato l’inchiesta. Tuttavia, i giudici potrebbero riaprire il procedimento invocando il principio di rievocazione. Ovvero: “I casi in cui il procuratore federale può chiedere la revocazione – entro i 30 giorni da quando viene a conoscenza di fatti nuovi – sono questi, come spiega il Codice di giustizia sportiva: a) se sono l’effetto del dolo di una delle parti in danno all’altra; b) se si è giudicato in base a prove riconosciute false dopo la decisione; c) se, a causa di forza maggiore o per fatto altrui, la parte non ha potuto presentare nel precedente procedimento documenti influenti ai fini del decidere;

Il precedente della Juventus e il principio di rievocazione

d) se è stato omesso l’esame di un fatto decisivo che non si è potuto conoscere nel precedente procedimento, oppure sono sopravvenuti, dopo che la decisione è divenuta inappellabile, fatti nuovi la cui conoscenza avrebbe comportato una diversa pronuncia; e) se nel precedente procedimento è stato commesso dall’organo giudicante un errore di fatto risultante dagli atti e documenti della causa. Insomma, fino a quando la procura della Federcalcio non riceverà i nuovi atti, non sarà possibile sapere se ci sarà spazio per un nuovo processo sportivo“.

19 Gennaio 2024

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