L'odissea giudiziaria

Accusato di molestie e maltrattamenti da 4 alunne, prof assolto dopo 6 anni: “Vendetta per il sequestro del telefono”

Cronaca - di Redazione - 17 Gennaio 2024

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Accusato di molestie e maltrattamenti da 4 alunne, prof assolto dopo 6 anni: “Vendetta per il sequestro del telefono”

Una odissea durata sei ani che gli ha fatto perdere trenta chili. Sei anni fa Giovanni Di Presa, fino al 2018 insegnante di sostegno alla scuola media Paolo Soprani di Castelfidardo, in provincia di Ancona, venne accusato da quattro alunne 13enni di molestie sessuali e maltrattamenti.

Una lunga trafila giudiziaria, con tanto di gogna pubblica, ha però portato alla verità sulla vicenda: non c’era nessun maltrattamento o molestie, con la Corte d’Appello del capoluogo marchigiano che lo ha assolto perché “il fatto non sussiste”.

Assolto infatti primo grado nel 2021 (dal reato di violenza sessuale), fu poi condannato per maltrattamenti (un altro primo grado) e infine assolto per tutti e due i reati in Corte d’Appello ad Ancona.

Le accuse inventate per vendetta

Secondo i giudici, le ragazzine si erano coalizzate contro di lui inventandosi le accuse dopo che il prof aveva sequestrato loro uno smartphone. Da quei racconti erano cominciate le lunghe battaglie legali, culminate nell’assoluzione.

Di Presa, fisioterapista con abilitazione all’insegnamento, si occupava del sostegno a un’alunna disabile di terza media e, in caso di necessità, di supplenza. Il suo incubo, racconto lo stesso ex professore al Corriere di Bologna, inizia nel novembre del 2018 quando arrivano le accuse di violenza sessuale: “Alcune alunne, ed è solo un esempio, mi avevano accusato di aver toccato loro il fondoschiena. Accadde dopo il sequestro di uno smartphone, che può capitare se uno o più alunni esagerano. Ma in quel caso quattro adolescenti si coalizzarono contro di me”.

In particolare due studentesse lo avevano accusato di molestie sessuali mentre la ragazzina disabile aveva parlato di maltrattamenti, con il prof che l’avrebbe schiaffeggiata in classe e le avrebbe tirato i capelli. “Venivo guardato male se toccavo il ginocchio di un ragazzo che si era fatto male: ma io lo facevo perché sono un fisioterapista, per essere utile. Secondo queste ragazze io avrei commesso violenze in pubblico. Nessuno mi aveva denunciato per essermi appartato in un posto nascosto. Già questo doveva far comprendere che fossi innocente. E non escludo che qualcuno mi abbia denunciato sperando di guadagnare con i risarcimenti”, denuncia oggi il professore.

L’odissea

Di Presa spiega poi che, nonostante l’incubo vissuto per le accuse inventate contro di lui, incontrerebbe le ragazzine che l’hanno denunciato. “Per chiedere loro perché lo hanno fatto. In realtà mi è già capitato di incontrare per caso qualche studente: sono stato fotografato e la foto ha fatto il giro delle loro chat, tra gli sfottò. Credo debbano essere le famiglie a chiedere conto di vicende come questa: perché la scuola a mio avviso funziona ancora, ma sono le famiglie a rinunciare spesso al loro ruolo. Pesavo 120 chili, poi quest’odissea me ne fece perdere trenta. Ma vorrei tornare a insegnare. Anche in quella scuola, senza rancore”, racconta il prof.

di: Redazione - 17 Gennaio 2024

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