A San Cesareo

Violenze sessuali su bambina di 10 anni, arrestato il padre: “Approfittava degli incontri con i figli”

A far scattare le indagini la denuncia della madre della bambina dopo i racconti spontanei della figlia. Separato dalla moglie, il 46enne avrebbe distratto il figlio maggiore per abusare della bambina di 10 anni

Cronaca - di Redazione Web - 12 Gennaio 2024

CONDIVIDI

Violenze sessuali su bambina di 10 anni, arrestato il padre: “Approfittava degli incontri con i figli”

Avrebbe distratto il figlio maggiore per abusare più volte della figlia più piccola. Le violenze sessuali ai danni della bambina di dieci anni si sarebbero ripetute dal 2020. Con queste accuse un uomo è stato arrestato nel pomeriggio di mercoledì 10 gennaio a San Cesareo, nella città metropolitana di Roma, dagli agenti della Polizia di Stato specializzati in violenza di genere e minori del commissariato Tivoli-Guidonia. Alla luce delle indagini è stata disposta la carcerazione considerato dal gip anche il concreto e attuale pericolo di reiterazione degli abusi sessuali da parte dell’accusato.

La misura cautelare è stata data in esecuzione sotto la direzione dei Magistrati dal Gruppo uno della Procura della Repubblica di Tivoli che trattano i delitti di violenza di genere, ai danni delle donne e domestica. L’accusato è un cittadino romeno incensurato di 46 anni, dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata. A far scattare le indagini la denuncia della madre della bambina ai poliziotti del Commissariato tiburtino: la figlia le aveva raccontato spontaneamente quello che si sarebbe consumato.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo, separato da alcuni anni dalla moglie, frequentava regolarmente i suoi due figli secondo quanto deciso dal provvedimento disposto dal Giudice in sede di separazione, accogliendoli nella propria casa di San Cesareo. E in quelle circostanze l’accusato avrebbe predisposto situazioni per distrarre il figlio maggiore al fine di approfittare della bambina, sulla quale non esitava a compiere atti sessuali. L’uomo è incensurato.

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale tiburtino ha ritenuto “il racconto degli abusi subiti … coerente, lucido, genuino e, nel senso della genuinità del narrato, depongono anche le modalità in cui è avvenuta la rivelazione … un racconto spontaneo … che …trova riscontro nelle dichiarazioni del fratello, il quale non solo ha raccolto le confidenze della sorella ma ha reso dichiarazioni che riscontrano indirettamente e in maniera particolarmente genuina le dichiarazioni della sorella …”, le parole del magistrato riportate da AdnKronos.

In tale contesto, “la reiterazione delle condotte in danno dell’integrità psicofisica della figlia minore … nonché le concrete ed allarmanti modalità sono state poste in essere (si pensi alle gravissime ripetute aggressioni della sfera sessuale della figlia minore di appena sette anni all’epoca in cui le condotte hanno avuto inizio) che, con tutta evidenza, connotano la personalità dell’indagato come prevaricatrice e rivelatrice dell’incapacità di reprimere le pulsioni lesive dell’altrui integrità fisica e psicologica … “.

12 Gennaio 2024

Condividi l'articolo