Vincoli e sanzioni

Influencer: gli effetti del caso Ferragni-Pandoro sui creator, la stretta nelle linee guida Agcom

L’obbligo di inserire una scritta in caso di “contenuti con inserimento di prodotti”. L’organismo di garanzia punta all’adozione di un “codice di condotta” per gli influencer

News - di Redazione Web - 11 Gennaio 2024

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FOTO DA PIXABAY (GERALT)
FOTO DA PIXABAY (GERALT)

Gli effetti del caso Ferragni-Pandoro sugli influencer: il Garante delle comunicazioni ha approvato all’unanimità un serie di norme, linee guida per garantire il rispetto da parte degli influencer delle disposizioni del Testo Unico sui servizi di media audiovisivi. Un testo che era già in discussione dall’estate che introduce nuovi vincoli e sanzioni. Il commissario Agcom Massimiliano Capitanio ha scritto su Linkedin di “principi di trasparenza, rispetto e buonsenso da condividere con gli stessi creatori in un apposito tavolo tecnico e che faranno bene a tutti, a partire dai tanti giovani che hanno trovato nei social un modo sano e creativo per lavorare”.

Quella che viene definita creator economy, generata da contenuti originali pubblicati sui social media e correlata alle figure professionali che gravitano in quel settore, vale 348 milioni di euro all’anno in Italia secondo dati DeRev riferiti al 2023 e salirà a 480 milioni di dollari nel mondo nel 2027 stando ai dati Goldman Sachs. Numeri che danno una dimensione del fenomeno degli influencer e delle potenzialità del settore. Come si accennava, le linee dell’Agcom sono il risultato di una consultazione pubblica avviata lo scorso luglio quando ancora non era esploso il caso Ferragni.

La stretta sui social

La stretta prevede vincoli più severi per i professionisti che hanno almeno un milione di follower e pubblicano almeno 24 contenuti in un anno e sanzioni che possono arrivare a 600 mila euro per i danni ai più giovani. Una delle novità nel caso di contenuti con inserimento di prodotti, previsto l’obbligo di inserire una scritta che evidenzi la natura pubblicitaria in modo prontamente e immediatamente riconoscibile. Con le nuove linee guida gli influencer diventano in pratica “editori” titolari di un “servizio pubblico” che impone loro il rispetto degli interessi e i valori della collettività e dei principi fondamentali scritti nel Testo Unico dei media audiovisivi tra cui il pluralismo, il rispetto del diritto d’autore e della privacy e della dignità della donna e della persona, in particolare dei minori.

Le linee guida si riferiscono in particolare ai profili seguiti da almeno un milione di follower sui vari social, che pubblicano almeno 24 contenuti in un anno, che hanno un “engagement rate” medio pari o superiore al 2% – ovvero che hanno provocato reazioni da parte degli utenti, tramite commenti o like, in almeno il 2% dei contenuti pubblicati. Previsto, nei casi di violazione, un meccanismo di richiami e ordini per la rimozione o adeguamento dei contenuti.

Il codice di condotta

Per completare un vero e proprio “Codice di Condotta” sarà aperto un tavolo tecnico cui parteciperanno anche operatori che solitamente non rientrano nel perimetro dell’Autorità come quelli che popolano il mondo dell’influencer marketing, quindi non solo influencer, ma anche soggetti intermediari tra questi e le aziende. A Rainews.it Capitanio aveva lanciato l’appello ad incentivare l’educazione digitale e aveva dichiarato come “i messaggi che vengono veicolati sulla rete spesso non corrispondono alla realtà dei fatti e quindi è necessario invocare il maggior rispetto delle regole della trasparenza da chi questi messaggi li diffonde”.

11 Gennaio 2024

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