Le accuse all'influencer

“Truffa aggravata e difesa minorata non sussistono”, i dubbi del penalista su Chiara Ferragni e l’inchiesta sul Pandoro Balocco

Contro la gogna mediatica Salvini, Fabio Fazio e Donatella Versace. Le opinioni: "Quel che è certo è che se cominciasse un processo per truffa, sarà uno spartiacque"

Giustizia - di Piero de Cindio - 10 Gennaio 2024

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“Truffa aggravata e difesa minorata non sussistono”, i dubbi del penalista su Chiara Ferragni e l’inchiesta sul Pandoro Balocco

Gogna o informazione, secondo alcuni anche troppa attenzione sul caso di Chiara Ferragni e dell’indagine aperta sulla campagna pubblicitaria da testimonial per i pandori Balocco – difficile aspettarsi qualcosa di diverso se un profilo è seguito da quasi trenta milioni di follower. Beneficenza, tre volte il prezzo del prodotto, un’indagine per truffa aggravata da minorata difesa. E mentre continua l’attenzione morbosa sul caso, spesso su dettagli comunque superflui, alcuni osservatori e opinionisti sollevano dubbi sulle accuse: lo scorso dicembre l’Antitrust ha sanzionato per pubblicità ingannevole, per un milione e 75mila euro le società della Ferragni Fenice Srl e Tbs Crew Srl e per 425mila l’azienda Balocco.

A sorpresa il vice primo ministro e segretario della Lega Matteo Salvini, più volte in contrasto negli anni con il cantante marito di Ferragni, Federico Lucia in arte Fedez, ha commentato a Non stop news su Rtl 102.5 come la coppia sia “in un universo lontanissimo da me” però non mi piace “l’accanimento, la cattiveria e il livore di questi giorni”. A difesa dell’influencer anche Fabio Fazio – “L’aggressività però che abbiamo potuto constatare è andata ben oltre il fatto in sé“, ha detto il conduttore a Oggi,l’impressione è che fosse già lì, in attesa di una buona occasione per poter essere riversata addosso alla coppia più osannata e di successo, che in questi anni è stata al centro di ogni attenzione” – e ancora prima Donatella Versace – “Vorrei sapere esattamente di cosa si debba scusare Chiara. Lei e Fedez hanno fatto sempre beneficenza. Era l’azienda che doveva versare il contributo. Loro sono un esempio per l’Italia e per i giovani”.

Secondo l’Antitrust l’influencer “ha fatto intendere ai consumatori che acquistando il pandoro ‘griffato’ Ferragni avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino”. E invece la donazione unica di 50mila euro era stata fatta mesi prima dall’azienda, l’imprenditrice avrebbe invece incassato oltre un milione di euro dalla campagna “Pink Christmas”. Sotto indagine in un’inchiesta, senza indagati né titolo di reato, della Procura di Milano anche le uova di Pasqua di Dolci Preziosi. L’azienda ha fatto sapere di non esser stata destinataria “di alcun intervento e/o richiesta da parte delle autorità competenti”.

Perché è contestata l’aggravante della minorata difesa

Per truffa aggravata si rischia la reclusione da uno a cinque anni e una sanzione da 309 a 1.549 euro. In una prima fase si era parlato di frode in commercio. Alcuni osservatori hanno sollevato obiezioni soprattutto sull’aggravante della minorata difesa che ipotizza che gli indagati avrebbero “approfittato di circostanze tali da ostacolare la pubblica difesa” e consente al pm di procedere senza formali querele da parte dei consumatori. La minorata difesa sarebbe scaturita dalla potenza mediatica sui social di Ferragni, testimonial della campagna.

Due le considerazioni dell’avvocato penalista Giuseppe Di Palo, attivo su TikTok, che argomenta nello specifico: “Se Chiara Ferragni avesse griffato un Pandoro e nella scatola tu avessi trovato un mattone di spugna non ci sarebbe stato dubbio… ma l’oggetto della vendita era un Pandoro che è stato acquistato e verosimilmente consumato, quindi: non c’è truffa”. La seconda sulla minorata difesa per le vendite online: “Scatta quando si crea uno schermo tra te che sei l’acquirente e il venditore, cioè non hai percezione di chi sia dall’altro lato e questo crea che una posizione di vantaggio contrattuale, ma tu dall’altro lato hai soggetti pubblici come Chiara Ferragni e Balocco, non schermati, non nascosti. La minorata difesa in relazione alle truffe online si verifica quando la natura della vendita mette l’acquirente in una posizione di svantaggio significativo rispetto alle normali trattative in cui pure possono verificarsi delle condotte truffaldine, cosa che invece non accade quando l’acquirente ha comunque tutte le informazioni sul prodotto che acquista e sul suo venditore”.

Secondo l’avvocato, in sintesi, “non sussiste neppure la minorata difesa”. Anche l’avvocato Massimiliano Dona su TikTok ha osservato come “mi suona un po’ strana l’aggravante della minorata difesa” a partire dalla considerazione che è integrata quando la truffa è consumata online, nel senso che la vendita avviene online. “Se cominciasse un processo per truffa, quel che è certo è che questo sarà uno spartiacque, ci sarà un prima e un dopo Chiara Ferragni” e il caso dei Pandoro.

10 Gennaio 2024

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