Fermata per omicidio

Ravenna, madre si lancia dal nono piano con la figlia di 6 anni: bimba morta sul colpo, sui social accuse al “padre violento”

Cronaca - di Redazione - 8 Gennaio 2024

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Ravenna, madre si lancia dal nono piano con la figlia di 6 anni: bimba morta sul colpo, sui social accuse al “padre violento”

Tragedia questa mattina a Ravenna, dove una donna si è buttata dal nono piano di una palazzina in via Dradi, non lontano dal centro della città romagnola, assieme alla figlia di sei anni. La bambina, Wendy, è morta, la madre è stata portata dal 118 in gravi condizioni all’ospedale Bufalini di Cesena.

Nel volo, riferisce l’Ansa, è stato trascinato anche un cane, un meticcio nero, morto nello schianto. Per buttarsi dal balcone la donna, Giulia Lavatura, di 41 anni, potrebbe aver utilizzato una impalcatura esterna che cinge il palazzo, dove sono in corso lavori di ristrutturazione. A scoprire i corpi e dare l’allarme sono stati proprio gli operai al lavoro nel cantiere.

Sul posto la polizia e la squadra mobile della Questura ravennate, con la tragedia avvenuta intorno alle 7:15 del mattino. Una vicina, scrive l’Ansa, avrebbe udito la bambina gridare, implorandola di non farlo, prima che la madre, 41 anni, si buttasse portandola con sé. Dalle prime informazioni il marito della donna sarebbe stato in casa e non si sarebbe accorto di nulla: sarebbe stato avvertito dalle Volanti della polizia, al ritrovamento dei corpi.

Il fermo per omicidio

La procura di Ravenna ha disposto il fermo per Giulia Lavatura, accusata di omicidio pluriaggravato. Il sostituto procuratore, Stefano Stargiotti, ha inserito nelle ipotesi di reato, contestati alla 41enne, anche quello di uccisione di animali, poiché la donna si è lanciata nel vuoto, oltre che con la figlia di sei anni, anche con il cane che è morto sul colpo.

Sono al vaglio degli inquirenti, le documentazioni mediche, referti del Centro di Salute Mentale, e degli specialisti con cui erano stati diagnosticati i disturbi psichiatrici a Lavatura, piantonata dalla polizia nell’ospedale Bufalini a Cesena dove è ricoverata, non in pericolo di vita, con un prognosi di 40 giorni

I post social contro il “padre violento”

Perché ho dovuto farlo? Padre violento e aggressivo. Nessuno me lo tiene lontano. Mi perseguita. Non lo voglio vedere, non voglio frequentarlo. Non mi sembra di chiedere tanto. Niente ordinanza restrittiva, perché non ho video delle brutte violenze domestiche. Inutile questura, ero incinta, nemmeno questo per tutelarmi“.

È questo il post pubblicato su Facebook poche ore prima della tragedia da Giulia Lavatura, la 41enne che si è lanciata dal nono piano dell’impalcatura di un palazzo in via Dradi, a Ravenna, portando con sé la figlia di 6 anni, Wendy, morta nell’impatto.

MA sono pesanti anche le accuse rivolte nel testo ai familiari: “Il Natale 2023 della mia bimba di 6 anni: ‘Sto nonno orripilante, che ci urla contro di continuo, spaventandoci e la nonna demente, che la tiene al camino a prendere gli spruzzi bollenti in faccia. Non parliamo di come trattano (e hanno trattato a febbraio 2018) la mia barboncina. Vergognatevi. Odiose merde. Lui sempre a suonare al campanello: ogni sera alle 19. A pretendere ogni weekend. Vi odio. Ma voi continuate a forzare le frequentazioni, a stressarmi, a rovinare la mia bambina. Maledetti. Fate schifo. Mi fate vomitare“.

Altrettanto dure anche le parole che sembrano rivolte al marito: “Davide mi dispiace, non mi aiuti a tenerlo lontano. Te l’ho chiesto mille volte. Non proteggi la tua famiglia. Oltretutto torni dopo la piattaforma e: o ti chiudi in bagno a chattare o esci con gli amici. Se invece resti con noi esplodi in parolacce davanti a Wendy e mi tratti continuamente con disprezzo“. E ancora: “Sono 6 anni Davide che ti comporti con odio nei miei confronti. L’idea di una bimba è stata tua, ma ne hai avuto subito la repulsione. Non fai nemmeno una telefonata x augurarle buon natale. So che le vuoi bene, ma hai brutti modi con me. Guardi solo il tuo cellulare 24 ore al giorno“.

I precedenti recenti

Episodio simile era avvenuto nei giorni scorsi a Cinto Caomaggiore, in provincia di Venezia. Lì un padre aveva prima lanciato la figlia di 5 anni dal terrazzo e poi si era gettato lui stesso, tentando di togliersi la vita. L’uomo era rimasto illeso e poi posto in stato di fermo dai carabinieri per tentato omicidio, la figlia ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso in codice rosso per un grave trauma cranico.

di: Redazione - 8 Gennaio 2024

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