Il 'tour': reportage

Carcere di Secondigliano: detenuti tra celle anguste e attività trattamentali

La visita per il Partito Radicale insieme a due avvocati dell'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati): il 'viaggio' nel reparto sanitario, nel polo universitario e del lavoro, nel reparto 'Tirreno'. Questa struttura ospita solo persone condannate in via definitiva e accusate di reati associativi, ergastolani ed ex 41bis. Solo un settore è dedicato ai colpevoli di reati comuni: il 'Mediterraneo'. Numeri e cifre del penitenziario napoletano

Giustizia - di Andrea Aversa - 1 Gennaio 2024

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Carcere di Secondigliano: detenuti tra celle anguste e attività trattamentali

Che cos’è questa?“, ha chiesto il bambino. “Una stanza per farvi giocare“, ha risposto la donna. Lui è il figlio di un detenuto, lei un’agente della Polizia penitenziaria. Il luogo in questione, ormai in disuso, è una camera di pochi metri quadri divorata da muffa e infiltrazioni. La sua funzione, come quella di altri spazi dedicati, è quella di consentire a un papà detenuto di giocare con il proprio figlio. Benvenuti a Napoli, nella casa circondariale ‘Pasquale Mandato‘, meglio noto come carcere di Secondigliano. Siamo stati in visita nel penitenziario con una delegazione del Partito Radicale della quale hanno fatto parte gli avvocati iscritti all’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati), Alfonso Abbagnale e Antonella Palladino. L’occasione è stato il consueto appuntamento ‘Natale in carcere‘.

Carcere di Secondigliano: detenuti tra celle anguste e attività trattamentali

Per il  ‘viaggio’ all’interno del carcere napoletano siamo stati accolti dal I° Dirigente e Comandante della Polizia Penitenziaria Gianluca Colella. Ad accompagnarci, con massima disponibilità ed educazione, sono stati il Dott. Bruno Bucconi, responsabile delle attività trattamentali per i detenuti, e dalla Vice Comandante Varone della Penitenziaria. Il giro nel carcere c’è stato lo scorso 29 dicembre, due giorni prima dell’ultimo dell’anno. Era una giornata di colloqui, ecco perché sono saltati all’occhio i tanti bambini felici di rivedere e riabbracciare i propri padri. Come scritto in precedenza a Secondigliano, vi sono diverse aree adibite all’incontro tra genitori e figli. Spazi anche esterni, sfruttati maggiormente d’estate. Ci è stato detto che a causa di alcuni decreti varati dal nuovo governo, che ha limitato i permessi per i detenuti dell’alta sicurezza, all’interno del penitenziario durante l’anno ci sono stati  un pò di disordini.

Il ‘Natale in carcere’ del Partito Radicale a Secondigliano

Veniamo ai numeri. Il totale dei detenuti presenti nel carcere è di 1350. Quel giorno, grazie anche ai permessi dati ai detenuti in vista delle festività, ce n’erano 1231. La capienza regolamentare, secondo quanto pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia, è di 1077 posti. Di conseguenza, vi sono 273 persone in più del previsto. Tuttavia, la struttura del Pasquale Mandato è moderna – ad esempio rispetto a quella del carcere di Poggioreale – e garantisce spazi più ampi e una vivibilità più civile e dignitosa. Di conseguenza, il sovraffollamento è percepito in modo molto diverso. Del resto, i detenuti – quasi tutti – vivono in coppia in celle per due persone.

Carcere di Secondigliano: spazi e celle

Gli spazi sono molto angusti, a detta dell’amministrazione penitenziaria rispettosi della sentenza Torreggiani. A detta dei reclusi, invece, le celle sono microscopiche. I bagni sono interni, le docce in comune. Non sono stati segnalati problematiche particolari legate alla mancanza di acqua caldariscaldamento ma un problema di infiltrazione sta causando danni ad alcune strutture: nello specifico la muffa ha iniziato a ‘divorare’ parti delle aree detentive.

Carcere di Secondigliano: i dati

Il carcere di Secondigliano ha cinque reparti che hanno il nome dei mari che bagnano l’Italia. Il Mediterraneo è il reparto dei detenuti per reati comuni dove la maggioranza vive in uno stato di enorme libertà. Al suo interno vi sono il polo universitario e i laboratori per il lavoro dei reclusi. Poi ci sono tre reparti di alta sicurezza e uno di media sicurezza: il Tirreno (quello visitato da noi), il Ligure, l’Adriatico e lo Ionio. In questo penitenziario vi sono detenuti condannati in via definitiva per reati associativi, vi sono ergastolani ed ex 41 bis. Ma anche persone appartenenti a ‘categorie protette’ come sex offenders e transessuali (12). Nel 2023, in questo penitenziario, c’è stato un suicidio accertato, qualche decesso e diversi tentativi – veri e strumentali – da parte di molti reclusi di togliersi la vita.

Carcere di Secondigliano: i numeri

In merito al numero degli agenti della Penitenziaria, i dati che abbiamo avuto discordano da quelli che ci sono sul sito del Ministero. Le unità disponibili sono 980 ma tra permessi e turnazioni, ne sono effettive 780. Ne servirebbero almeno 200 in più. Inoltre, nonostante il personale sia di livello, ha un’età media molto vicina alla pensione. Molti altri, invece, sono giovani padri che godono di permessi parentali. Ci sono 16 educatori su 18 previsti e nessun mediatore culturaletraduttore in grado di relazionarsi con detenuti di origine africana, asiatica, araba. In tutto i detenuti stranieri sono 60.

Carcere di Secondigliano: il Sai

Vi è un numero elevato di reclusi che soffrono di dipendenze e il giorno della nostra visita c’erano 17 ricoverati con malattie psichiatriche su 18 posti disponibili (persone che invece di stare in carcere dovrebbero essere ospitate nelle Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, Rems). L’infermeria era piena: 51 pazienti che occupavano i 51 posti messi a disposizione. La prima tappa della visita è stato il reparto del Servizio di assistenza intensificato (Sai), ovvero il reparto dedicato all’assistenza sanitaria. Abbiamo avuto modo di parlare con il responsabile, il Dott. Francesco Maffettone che ci ha parlato delle tante collaborazioni tra l’amministrazione penitenziaria e l’Asl Napoli 1 Centro volte a internalizzare e quindi migliorare il servizio sanitario per i detenuti.

Carcere di Secondigliano: l’assistenza sanitaria

Il Sai è dotato di due postazioni operative 24 ore su 24 per le emergenze. Esse sono composte da un medico e un infermiere (o un Operatore socio sanitario, Oss). Vi sono 10 medici ordinari che lavorano 24 ore la settimana. Si dividono due per reparto. Inoltre, ci sono 24 medici specialisti. Le criticità. Manca da almeno due anni la possibilità di effettuare radiografie. Mentre la frequenza di visita interna al carcere è abbastanza buona, quella esterna è vittima di lunghe tempistiche. In questo modo i detenuti sono costretti ad attendere molto tempo per una visita. In generale, la principale patologia che ‘colpisce’ i reclusi è l’ipertensione cardiaca. A disposizione del carcere vi sono 2 psichiatri esterni e 2 psicologi interni. Sono oggettivamente pochi.

Carcere di Secondigliano: scuola e polo universitario

Seconda tappa del ‘tour’: il polo uninversitario. Da questo punto di vista, quello dell’istruzione, il carcere di Secondigliano rappresenta un’eccellenza a livello nazionale. I detenuti possono seguire corsi dalle scuole medie fino all’università. I reclusi, quindi, possono prendere il diploma e la laurea. In totale vi sono 50 iscritti divisi in 19 classi, i laureati sono stati 5. Le aule, da un punto di vista strutturale, non ci hanno impressionato e ci sono parse piccole e in parte fatiscenti. Poi siamo andati a vedere i laboratori che impegnano 327 detenuti – lavoratori. Il Polo arti e mestieri comprende un’officina meccanica, una sartoria (dove lavorano 6 persone, 5 ore al giorno) e una falegnameria (che impiega 10 persone) che comprende anche una liuteria.

Carcere di Secondigliano: laboratori e lavoro

La selezione dei reclusi che hanno accesso al lavoro avviene tramite graduatoria stabilita dal centro dell’impiego territoriale, insieme ai principali sindacati di categoria e a una commissione interna al carcere. La chiesa e alcune associazioni fanno in modo di vendere ciò che i detenuti  producono con lo scopo di creare un’economia circolare interna al penitenziario. Altri lavori sono commissionati dalla stessa amministrazione penitenziaria. Purtroppo il reinserimento nel mondo esterno del lavoro resta comunque difficile. In cantiere vi è un progetto, finanziato dalla Regione Campania sulla digitalizzazione degli archivi.

Carcere di Secondigliano: spazi esterni

Il carcere di Secondigliano è dotato anche di spazi esterni. Quelli dedicati al tradizionale passeggio sono molto stretti, tuttavia, la struttura penitenziaria ha due campi da calcio (uno in sintetico per giocare 5 contro 5, uno di terra per giocare in 8 contro 8), degli orti (coltivati dai detenuti) e c’è il progetto per la costruzione di un campo di basket (con la collaborazione della Federazione Italiana Pallacanestro, Fip). Prima di uscire e andare via, abbiamo avuto il piacere di salutare e conoscere la Direttrice Giulia Russo. La dirigente ci ha congedati descrivendoci quanto sia complesso gestire un penitenziario. Possiamo sintetizzare in questo modo: “Si fa quel che si può con le risorse che si hanno a disposizione“.

1 Gennaio 2024

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