L'esame sul corpo

Stefano Dal Corso: ordinata l’autopsia sul cadavere del detenuto morto a Oristano, le accuse di pestaggio

L'esame disposto dalla Procura di Oristano. Il detenuto romano è morto il 12 ottobre del 2022 in circostanze poco chiare. Il carcere aveva parlato di suicidio, la famiglia e una testimonianza accusano il pestaggio

Cronaca - di Redazione Web - 29 Dicembre 2023

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Stefano Dal Corso: ordinata l’autopsia sul cadavere del detenuto morto a Oristano, le accuse di pestaggio

Ordinata l’autopsia sul corpo di Stefano Dal Corso. Il detenuto romano 42enne era morto nel carcere di Oristano il 12 ottobre 2022 in circostanze che avevano fatto emergere delle perplessità. L’Istituto aveva definito il decesso come un suicidio. Da ottobre del 2022 a settembre del 2023 la Procura aveva respinto sette richieste avanzate dalla famiglia, che sostiene che il detenuto sia stato pestato e ucciso dalle guardie carcerarie, di condurre un esame autoptico sul corpo. Le indagini erano state riaperte a settembre. La Procura ha disposto ieri l’esame.

Dal Corso sarebbe stato scarcerato pochi mesi dopo la morte. Era detenuto per spaccio di sostanze stupefacenti. A Oristano era soltanto di passaggio per qualche giorno per un’udienza del suo processo. Sarebbe dovuto tornare nel carcere di Rebibbia, a Roma. Si trovava in una cella all’interno dell’infermeria. Il corpo era rimasto conservato in una cella frigorifera. Il caso era arrivato anche in Parlamento con una conferenza stampa dei familiari di Dal Corso, la legale e alcuni parlamentari in cui erano state mostrate le fotografie del corpo del detenuto.

Le relazioni del carcere, consegnate ai familiari, comunicavano che Dal Corso si sarebbe impiccato con un cappio creato a partire da un lenzuolo. I parenti però non avevano visto il corpo di persona e avevano ricevuto soltanto delle fotografie in cui Dal Corso era vestito. Neanche il taglierino, con cui Dal Corso avrebbe tagliato il lenzuolo per ricavarne il cappio, era stato mostrato all’avvocato della famiglia, Armida Decina. Neanche in foto. Definite non disponibili i video delle telecamere di sicurezza del carcere.

Il quotidiano Repubblica ha pubblicato di recente il contenuto di una telefonata in cui un presunto testimone, che si presentava come un “ufficiale esterno della polizia penitenziaria”, sosteneva di avere le prove che il 42enne sia stato pestato e ucciso da persone che lavoravano nel carcere. Quella fonte riferiva che Dal Corso sarebbe stato ferito a colpi di spranga e manganello e che l’omicidio sarebbe stato nascosto. La Procura aveva fatto sapere di aver preso in considerazione la testimonianza.

Secondo questa il detenuto “era al posto sbagliato nel momento sbagliato”. Ovvero avrebbe visto in infermeria due persone che lavoravano nel carcere mentre facevano sesso. Il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti lo scorso ottobre aveva presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il ministro aveva replicato dicendo di non essere al corrente di anomalie. Non ci sono persone indagate sul caso al momento.

29 Dicembre 2023

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