Diritto d'autore

Intelligenza Artificiale: il New York Times fa causa a OpenAI e Microsoft per violazione del copyright

Le aziende avrebbero sviluppato i loro software con milioni di articoli causando danni per “miliardi di dollari”. Quella del NYT è la prima causa di una grande organizzazione statunitense dei media a citare in giudizio le aziende dell’intelligenza artificiale generativa

News - di Redazione Web - 27 Dicembre 2023

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New York Police Officers stand guard in front of the New York Times building entrance after being vandalized with red tint by Pro-Palestinian demonstrators as they march calling for a cease fire in Gaza, Friday, Nov. 10, 2023, in New York. (AP Photo/Eduardo Munoz Alvarez)
New York Police Officers stand guard in front of the New York Times building entrance after being vandalized with red tint by Pro-Palestinian demonstrators as they march calling for a cease fire in Gaza, Friday, Nov. 10, 2023, in New York. (AP Photo/Eduardo Munoz Alvarez)

Violazione del diritto d’autore, danni per miliardi di dollari. Il quotidiano statunitense The New York Times, tra i media più letti al mondo, ha fatto causa a OpenAI e a Microsoft accusando le due aziende di aver usato i suoi articoli, protetti da copyright, per sviluppare i propri sistemi di intelligenza artificiale. Non è specificata l’entità del risarcimento chiesto dal giornale ma si parla di “miliardi di dollari in danni statutari e reali”. Secondo gli investitori OpenAI al momento è valutata più di 80 miliardi di dollari, Microsoft ha investito 13 miliardi di dollari nell’azienda guidata da Sam Altman.

Le cosiddette intelligenze artificiali generative sfruttano grandi quantità di testi scritti, immagini e dati per elaborare sistemi in grado di produrre nuovi testi e immagini. OpenAI ha sviluppato per esempio il chatbot ChatGPT che nel corso del 2023 ha conosciuto un grande picco di popolarità sollevando anche grandi interrogativi e dibattiti sul diritto d’autore e sul suo sistema di funzionamento. Secondo Il NYT il chabot avrebbe riprodotto testi quasi identici a quelli disponibili sul sito, spesso a pagamento dietro abbonamento, senza citare o attribuendo erroneamente le fonti.

Questi programmi di intelligenza artificiale starebbero sottraendo secondo l’accusa visitatori alle pagine del giornale. La causa è stata presentata presso il tribunale distrettuale federale di Manhattan e sollecita la “cancellazione” di quei modelli di chatbot e di quei dati che assemblano e riformano enormi insiemi di dati anche protetti da copyright. Il chatbot avrebbe anche attribuito cose false rimandando al NYT. Il quotidiano è la prima grande organizzazione statunitense dei media ad aver citato in giudizio le aziende dell’intelligenza artificiale generativa.

“Gli imputati cercano di approfittare gratuitamente del massiccio investimento del Times nel suo giornalismo” si legge nella causa secondo cui OpenAI e Microsoft sfruttano “i contenuti del Times senza pagamento per creare prodotti che sostituiscono il Times e rubano a esso il pubblico”. I legali hanno citato la funzione di ricerca Microsoft alimentata da Open AI, Browse With Bing, che non rimandava al sito di recensioni di prodotti Wirecutter del NYT. “Il traffico diminuito agli articoli di Wirecutter e, di conseguenza, il traffico diminuito ai link di affiliazione porta successivamente a una perdita di entrate per Wirecutter“. La causa fa anche riferimento anche alle cosiddette “allucinazioni”, come sono state definite le informazioni false che però vengono attribuite a una fonte, nel caso specifico al giornale.

“Se il Times e altri media non possono produrre e proteggere il loro giornalismo indipendente, ci sarà un vuoto che nessun computer o intelligenza artificiale potrà colmare. Verrà prodotto meno giornalismo e il costo per la società sarà enorme”. Quella del New York Times è soltanto l’ultima causa del genere mossa a Open AI: lo scorso settembre si erano mossi alcuni scrittori di romanzi letti in tutto il mondo come George R. R. Martin, John Grisham e Jonathan Franzen e autori di saggi con accuse simili a quelle del quotidiano.

27 Dicembre 2023

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