Lo sciopero del terziario

Sciopero 22 dicembre: a rischio chiusura negozi, alberghi e ristoranti per la protesta a 3 giorni dal Natale

Economia - di Redazione - 22 Dicembre 2023

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Sciopero 22 dicembre: a rischio chiusura negozi, alberghi e ristoranti per la protesta a 3 giorni dal Natale

A tre giorni dal Natale, scatta oggi – 22 dicembre – lo sciopero in tutti i comparti del terziario: si va dunque dagli alberghi alla ristorazione, dagli addetti delle grandi catene commerciali ai dipendenti dei singoli negozi, fino al settore turismo.

Sarà dunque un venerdì complicato per chi voleva dedicare questa giornata agli ultimi frenetici acquisti natalizi da mettere sotto l’albero.

Sciopero 22 dicembre: chi partecipa e perchè

Lo sciopero del 22 dicembre proclamato da Cgil, Cisl e Uil vede potenzialmente interessati fino a cinque milioni di lavoratori che, in media da oltre tre anni, attendono i rinnovi dei loro contratti nazionali fermi al palo.

Per rivendicare i propri diritti i lavoratori e i sindacati hanno organizzato diverse manifestazioni sparse in tutta Italia, da Milano a Cagliari, passando per Roma, Napoli e Palermo. Oggetto del contendere con le associazioni datoriali è il contratto collettivo scaduto nel 2019.

Considerando tutti i settori coinvolti nello sciopero, sono 12 i contratti siglati con le associazioni datoriali: quattro del terziario e gli altri riconducibili a ristorazione e turismo.

I tentativi di mediazione

Nei giorni scorsi Confcommercio e Confesercenti avevano manifestato la loro disponibilità al confronto immediato “a tutto tondo” con i sindacati, senza alcuna condizione nella discussione. Le difficoltà del negoziato sarebbero soprattutto sulla parte normativa del contratto, su temi come la stagionalità, la flessibilità negli orari, l’inquadramento professionale, i permessi retribuiti e la quattordicesima.

Secondo fonti di Confcommercio citata dall’Ansa, sulla parte salariale invece le distanze sarebbero “non incolmabili”. Anche per alcune fonti sindacali, l’auspicio è quello di poter riprendere la trattativa nelle prime settimane di gennaio per arrivare rapidamente alla firma.

La polemica politica

Non è mancata ovviamente la polemica politica per lo sciopero che arriva come detto a pochi giorni dal Natale. Ad accusare i sindacati, circostanza non nuova in un governo che da tempo mostra “allergia” agli scioperi, in primis con Matteo Salvini, è stata la ministra del Turismo Daniela Santanché.

Scioperare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, ma è di buon senso fare questo sciopero il 22 dicembre che come noi sappiamo è un momento di grande incasso per i ristoranti, gli alberghi, i negozi? – aveva affermato giovedì la ministra – Io trovo che manchi il buon senso nell’indire questi scioperi domani, il 22 dicembre, a pochi giorni dal Natale. Poi vedremo domani quanti aderiranno. Io penso che l’adesione sarà pressoché nulla, perché i ristoratori, gli albergatori, i commercianti i conti in tasca se li fanno. Non sono preoccupata, perché penso che la partecipazione sarà irrisoria”.

Pronta la replica della Filcams: “Buonsenso sarebbe rinnovare i contratti”. “Alla ministra, che nei giorni scorsi ha dichiarato che tra le priorità del settore ci sono le risorse umane, ribadiamo ancora una volta che occorre un impegno concreto per la buona occupazione nel turismo e nella ristorazione: le imprese non si reggono da sole, senza lavoratori non hanno futuro“, la risposta del segretario Fabrizio Russo.

di: Redazione - 22 Dicembre 2023

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