L'omicidio a Palermo

Rosolino Celesia: chi era la promessa del calcio ucciso in discoteca, fermati due fratelli di 17 e 22 anni

Aveva 22 anni. Ucciso nel bagno del locale, due colpi al collo e al torace. Rosolino "Lino" Celesia, figlio di un cantante neomelodico, aveva vestito le maglie di Trapani, Torino e Palermo. Il cordoglio di Urbano Cairo

Cronaca - di Redazione Web - 22 Dicembre 2023

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FOTO DA TIK TOK
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Rosolino Celesia è stato ucciso con tre colpi di arma da fuoco, nel bagno di una discoteca a Palermo. Per l’omicidio la Procura ha disposto il fermo di due fratelli di 17 e 22 anni. Anche Celesia aveva 22 anni, era stato una promessa del calcio. Dopo le indagini della Squadra Mobile, l’esame dei filmati delle videocamere e la raccolta di alcune testimonianze, è scattata l’ordinanza. Il fratello minorenne è accusato di omicidio, il maggiore di detenzione illegale di arma da fuoco. Secondo l’Ansa il delitto potrebbe essere scaturito da una rissa esplosa nella notte nel locale.

Celesia, figlio di un barbiere e cantante neomelodico, molto noto tra esibizioni in piazza e per televisioni private e in passato consigliere nella sesta circoscrizione in quota Udc, era nato nel 2001 e cresciuto nel quartiere Cep. Lino, come chiamavano Rosolino Celesia, era una promessa del calcio, centravanti dal fisico potente e dalla grande tecnica. Aveva cominciato a frequentare la scuola calcio Ribolla dell’ex attaccante della Juventus e della Nazionale Totò Schillaci. Aveva giocato nelle giovanili di Trapani, Torino e Palermo.

Chi era Rosolino Celesia

Rosolino Celesia era passato in prestito dai granata ai rosanero e quindi in serie D, al Marsala e al Troina. Prima di approdare in Eccellenza al Parmonval, squadra di Palermo che ha sede nella borgata marinata di Mondello. E aveva smesso, a vent’anni. “Era un vero talento – ha dichiarato a Repubblica Aldo Bellingardo, allenatore della Parmonval -, tecnicamente eccelso, faceva la differenza. Diventare calciatore è un percorso arduo, devi avere i piedi, ma anche essere forte di testa, non arrenderti. Sono sconvolto dalla sua morte, un dolore davvero grande”. Celesia era molto noto al Cep anche dopo che aveva chiuso con il calcio, era molto attivo sui social dove alle immagini del calcio si alternavano quelle della sua nuova vita. Cordoglio per la tragica morte espresso anche dal Presidente del Torino Urbano Cairo in un comunicato ufficiale.

La vittima, secondo quanto ricostruisce l’Ansa, aveva avuto dei rapporti burrascosi già in precedenza con di due fratelli. Una rissa si sarebbe verificata già il mese scorso. A pochi metri dallo stesso locale in via Pasquale Calvi dove si è consumato l’omicidio era stato esploso un colpo di arma da fuoco in aria, in mezzo alla folla. Celesia è stato ucciso nel bagno del locale, due colpi al collo e al torace. Soccorso dagli amici, è arrivato senza vita in ospedale al Civico. Polizia e carabinieri sono intervenuti al presidio sanitario, la famiglia si era recata al pronto soccorso per vedere la salma.

La fiaccolata e gli appelli per la sicurezza a Palermo

I frati della Chiesa di Sant’Antonio hanno organizzato nella serata una fiaccolata alla stazione centrale per chiedere maggiori controlli e tutele alle istituzioni dopo l’escalation di furti, risse e sparatorie. “Non possiamo disimpegnarci da questa emergenza crescente che coinvolge i giovani”, ha commentato l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice che ha preso parte alla manifestazione.

Il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si è riunito in prefettura. “Saranno potenziati i servizi alto impatto già eseguiti in questo ambito territoriale, e saranno adottate, misure amministrative di deterrenza, quali ad esempio ‘Daspo’ urbano, nei confronti di coloro i quali contravvengono alle regole del vivere civile”, ha fatto sapere il prefetto. Sul corpo della vittima, come scrive Palermotoday, è stato condotta una tac post mortem. La salma sarà trasferita al Policlinico dove sarà effettuata l’autopsia.

22 Dicembre 2023

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